FOCUS: in 2026 crescita Eurozona supportata da stimolo tedesco e digitalizzazione (S&P)
MILANO (MF-NW)--La crescita globale rimarrà stabile nel breve periodo, accelerando leggermente nel medio termine. Nell'Eurozona, l'economia dovrebbe espandersi dell'1,2%, mentre gli Stati Uniti cresceranno del 2%. Sul fronte dei prezzi, l’inflazione nell’area euro dovrebbe restare in linea con l’obiettivo del 2% fissato dalla Bce, mentre negli Usa è prevista al 2,8%. Lo riportano le stime elaborate da S&P Global Ratings per l'anno 2026.
POLITICA FISCALE TEDESCA HA SPILLOVER POSITIVI SU CEEC
Nell'Eurozona, i due principali driver di crescita, commenta Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings, saranno la politica fiscale espansiva della Germania e la trasformazione digitale. Lo stimolo tedesco, circa 1,1 trilioni di euro nell'arco di 12 anni, avrà effetti di ricaduta positivi soprattutto sulle economie dell'Europa centrale e orientale, in particolare Ungheria, Polonia e Austria, mentre per Italia, Spagna, Francia e le altre grandi economie l'impatto sarà solo marginale. Il secondo driver sarà la digitalizzazione, destinata a sostenere investimenti, export e occupazione. Dalla fine della pandemia di Covid-19, puntualizza Broyer, il settore Ict ha generato circa 2 milioni di nuovi posti di lavoro e ha contribuito per lo 0,4% alla crescita del Pil. L’Italia, osserva l’esperto, resta però indietro in questo processo: circa il 40% dei nuovi posti creati continua a concentrarsi nel settore delle costruzioni.
IN ITALIA, SPESE CONSUMATORI CRESCERANNO PIÙ DI MEDIA EUROPEA
Inoltre, prosegue Broyer, i consumi delle famiglie dovrebbero continuare a sostenere la crescita dell'area euro. I salari reali sono attesi rimanere in territorio positivo, con un aumento di circa l’1%, mentre i tassi di risparmio dovrebbero ridursi grazie al rafforzamento della fiducia e al calo dei tassi di interesse. In Italia, dove il divario tra salari reali e consumi è tra i più elevati d’Europa, la spesa delle famiglie dovrebbe registrare un’accelerazione più marcata. Il commercio internazionale, al contrario, resterà un freno alla crescita, penalizzato dai dazi statunitensi e dalla crescente competizione della Cina,
BCE DOVREBBE RIMANERE FERMA IN 2026
Per quanto riguarda la politica monetaria, la Banca Centrale Europea dovrebbe aver terminato il ciclo dei tagli dei tassi e, al momento, non esistono le condizioni per un rialzo nel breve periodo. Al contrario, la Bank of England dovrebbe tagliare i tassi per un totale di 50 punti base cumulativi, portando il tasso di riferimento al 3,5% nel primo trimestre del 2026, conclude l'esperto.
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1515:22 gen 2026