FOCUS: in 2026 già superate 50 quotazioni di Etf su Borsa Italiana (milanofinanza.it)

MILANO (MF-NW)--Il 2026 di Borsa Italiana sul fronte degli Etf è partito esattamente come era terminato il 2025 dei record: un boom di quotazioni. Tanto che nei primi due mesi dell’anno è già stato superato il tetto delle 50 campanelle: si tratta di un incremento del 16% rispetto allo scorso anno. Un ottimo auspicio se si considera che il 2025 era stato chiuso a quota 287 quotazioni, contro i poco più di 200 del 2024 e con un controvalore medio giornaliero di 609 milioni di euro.

LA CORSA DEGLI ETF ATTIVI

I numeri di questo primo bimestre del 2026 parlano chiaro: sul totale degli Etf quotati una parte sempre più nutrita è composta da prodotti a gestione attiva. Che spaziano anche oltre le tradizionali asset class azionaria e obbligazionaria. Tra le ultime quotazioni in ordine di tempo, ad esempio, ci sono quattro Etf multi-asset di Xtrackers (gruppo Dws): si tratta di comparti quotati che hanno come sottostanti altri Etf, distribuiti in modo tale da avere quote crescenti di investimento azionario. Si va da un minimo del 20% fino a un massimo dell’80%. Ma ci sono anche strategie attive più convenzionali: State Street, tra i pionieri dell’investimento passivo a basso costo, ha per esempio portato a Piazza Affari, lo scorso 10 febbraio, un Etf attivo sulle azioni globali. Obiettivo: "Offrire un rendimento superiore alla performance dei mercati azionari dei Paesi sviluppati ed emergenti a livello globale", si legge nel prospetto.

BOND, MEGATREND E CEDOLE

L’offerta, va da sé, è sempre più ampia e diversificata. Sempre State Street (con il marchio Spdr) proprio ieri, mercoledì 25 febbraio, ha debuttato con cinque Etf passivi per esporsi ai bond Usa – indicizzati e non – su varie scadenze, dalle brevissime (1-3 anni) alle intermedie (7-10). Ma a fianco ai superclassici arrivano sul mercato novità di vario genere. WisdomTree, con il suo Etf Physical AI, Humanoids and Drones, ha permesso agli investitori di esporsi al trend crescente dei robot umanoidi. Strada intrapresa lo scorso ottobre anche dal provider KraneShares. Vanguard invece ha puntato su un classico senza tempo: gli alti dividendi. Oggi, giovedì 26 gennaio, la seconda casa d’investimento al mondo per masse in gestione ha suonato la campanella del comparto All-World High Dividend Yield. Un Etf che esiste già dal 2019 ma che arriva a Piazza Affari solo ora e che prevede l’accumulazione dei proventi, cioè il reinvestimento delle cedole nel nav del fondo.

I PIÙ SCAMBIATI DI GENNAIO

In tutto ciò, a fronte dell’offerta sempre più variegata, gli investitori sembrano ancora preferire i classici senza tempo. Le statistiche di gennaio mostrano come gli Etf (anzi, in questo caso gli Etp) più scambiati nel mese siano quelli che permettono di esporsi alle materie prime: argento (con e senza leva) e oro, con controvalori trai 545 milioni e gli 1,7 miliardi di euro. Tra i più scambiati del mese ci sono anche un Etf sugli estrattori auriferi di VanEck (303 milioni), un comparto monetario di Xtrackers pensato come strumento di remunerazione della liquidità (487 milioni) e il più classico Etf di iShares/BlackRock sulle azioni globali dell’indice Msci World (353 milioni).

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2615:47 feb 2026