FOCUS: inasprimento monetario da Bce potrebbe essere prematuro (iBanFirst Italia)

MILANO (MF-NW)--I mercati appaiono scettici circa la possibilità che le banche centrali di Stati Uniti, Eurozona, Regno Unito, Canada e Giappone, che si riuniranno la prossima settimana, intervengano aumentando i tassi di interesse. Per quanto riguarda la Bce, le pressioni inflazionistiche restano al momento circoscritte al comparto energetico, senza segnali evidenti di effetti di secondo livello. In questo contesto, un inasprimento delle condizioni monetarie potrebbe risultare prematuro, commenta Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia.

B,CENTRALI SONO RIMASTE FERME DI FRONTE A ALTRI SHOCK OFFERTA

"Non sarebbe la prima volta che, di fronte a uno shock dell'offerta petrolifera, le autorità monetarie scelgono di attendere", osserva Sansone. "All'inizio degli anni Novanta, dopo la Guerra del Golfo, preferirono infatti restare alla finestra, per poi riprendere il ciclo di allentamento monetario temporaneamente interrotto dal conflitto", continua l'esperto. La Bundesbank rappresentò un'eccezione, decidendo di aumentare i tassi. "Una scelta che, col senno di poi, si rivelò infelice: contribuì ad alimentare instabilità monetaria, rallentamento economico e un incremento della disoccupazione, proprio mentre la Germania affrontava gli ingenti costi della riunificazione", spiega Sansone.

INASPRIMENTO DA BCE POTREBBE ESSERE PREMATURO

"È difficile non augurarsi che oggi la Banca Centrale Europea eviti di ripetere lo stesso errore", dichiara l'esperto. Allo stato attuale, le pressioni inflazionistiche restano circoscritte e si concentrano soprattutto lungo la filiera petrolchimica e nei derivati di gas e petrolio. Tuttavia, in assenza di effetti di secondo impatto, un intervento restrittivo appare prematuro. "Il rischio che l'inflazione assuma una natura strutturale, piuttosto che temporanea, sembra al momento contenuto: la crescita sta rallentando, la spesa pubblica viene progressivamente ricondotta sotto controllo e, nella maggior parte delle economie avanzate, si osserva un ritorno alla moderazione salariale. In un simile contesto, un inasprimento delle condizioni monetarie rischierebbe di risultare fuori tempo", continua Sansone.

TORNA L'APPETITO PER IL RISCHIO

Segnali positivi emergono anche dai mercati finanziari. Nelle ultime settimane, l'indice di volatilità del mercato azionario Usa, il Vix, ha registrato una flessione. "Storicamente, movimenti di questo tipo si accompagnano a un cambiamento di regime nei mercati valutari: si passa da una fase di avversione al rischio a una di maggiore propensione, che tende a favorire le valute a più alto beta", osserva l'esperto. "Se questo schema dovesse ripetersi, la sterlina britannica, il dollaro australiano e le valute dei mercati emergenti potrebbero beneficiare maggiormente della fase che si apre", prosegue Sansone. In questo contesto, "un segnale restrittivo da parte delle banche centrali rischierebbe di risultare dissonante proprio mentre la fiducia inizia a ricostruirsi. Un esito che, con ogni probabilità, si rivelerebbe controproducente", conclude l'esperto.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2311:30 apr 2026