FOCUS: infrastrutture, motore chiave della crescita per il prossimo decennio (Raiffeisen Cm)
MILANO (MF-NW)--"Le infrastrutture sono un motore di crescita fondamentale per il prossimo decennio, segnando il passaggio dal tradizionale concetto di 'cemento e acciaio' a un ecosistema integrato che unisce energia, digitalizzazione e logistica", dichiara Marc Caretti, gestore del fondo Raiffeisen Azionario New Infrastructure-Esg.
"L'economia globale si trova all'inizio di un nuovo ciclo infrastrutturale e, secondo una recente analisi di McKinsey, la spesa globale nel settore dovrebbe attestarsi intorno ai 106.000 miliardi di dollari entro il 2040. Una cifra che posiziona le infrastrutture tra i megatrend globali più rilevanti dei prossimi decenni", afferma l'esperto.
"Il concetto di infrastruttura ha subito una trasformazione radicale. Ciò che un tempo comprendeva strade, ponti, porti e reti elettriche, oggi include data center, reti in fibra ottica, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, satelliti, reti intelligenti (smart grid) e sicurezza informatica. Gli asset fisici, digitali e operativi si stanno fondendo in un ecosistema condiviso. Energia, digitalizzazione e logistica non funzionano più come settori separati, ma come sistemi integrati e interdipendenti. I data center richiedono energia, la mobilità elettrica necessita di reti e la logistica dipende dai dati e dalla connettività. Questa convergenza si riflette anche nel mercato dei capitali: già nel 2023 e nel 2024, circa il 75% del capitale destinato alle infrastrutture è confluito in strategie trasversali a più settori", continua l'analista.
Secondo Caretti, "l'importanza delle infrastrutture va ben oltre le mere considerazioni economiche. I Paesi dotati di infrastrutture di alta qualità ottengono punteggi significativamente più elevati nell'Indice di Sviluppo Umano (fonte: Un Development Programme). La correlazione statistica è eccezionalmente forte, con un valore R-quadro di circa 0,85. Le infrastrutture non sono quindi solo un fattore di produzione, ma anche una base fondamentale per il benessere, l'accesso ai servizi e la qualità della vita".
"Dei 106.000 miliardi di dollari di spesa globale stimata, le quote maggiori sono destinate ai trasporti (34%), all'energia (21%) e alla digitalizzazione (18%), seguite dalle infrastrutture sociali (15%), dai rifiuti e dal settore idrico (6%), dall'agricoltura (5%) e dal comparto aerospaziale (2%). Su base regionale, l'Asia assorbirà circa due terzi degli investimenti - pari a circa 70.000 miliardi di dollari - spinta dall'urbanizzazione e dallo sviluppo industriale. In Europa (13.000 miliardi di dollari) e nelle Americhe (16.000 miliardi di dollari), le risorse si concentreranno invece principalmente sull'ammodernamento delle strutture esistenti", continua l'esperto.
"La domanda è trainata prevalentemente da tre fattori: intelligenza artificiale, elettrificazione ed espansione delle energie rinnovabili. Le applicazioni legate all'AI stanno accelerando la richiesta di data center, che a loro volta necessitano di un approvvigionamento affidabile di elettricità, acqua e connettività in fibra ottica. L'elettrificazione e le rinnovabili richiedono ingenti investimenti nelle reti di trasmissione e distribuzione. Il vero collo di bottiglia non risiede più nella generazione, ma nel garantire una fornitura sicura e resiliente laddove serve. Allo stesso tempo, gli asset esistenti sono sottoposti a una pressione crescente: l'obsolescenza delle reti, l'urbanizzazione e la disruption tecnologica rendono urgenti interventi di ammodernamento su vasta scala", dichiara l'analista.
"Nuove fonti di finanziamento, come i fondi infrastrutturali, i partenariati pubblico-privati e gli investitori privati, stanno ampliando notevolmente il raggio d'azione. Allo stesso tempo, però, aumentano la complessità, i rischi e le sfide operative: dazi più elevati, burocrazia, tensioni geopolitiche, colli di bottiglia nelle catene di fornitura e carenza di competenze condizionano sempre più l'esito dei progetti. Il successo di questo nuovo paradigma infrastrutturale dipenderà dall'efficacia nel coordinare i capitali pubblici e privati, oltre che dalla capacità di gestione operativa", prosegue Caretti.
"Per cogliere in modo mirato tali opportunità di crescita investiamo su scala globale in società presenti lungo l'intera catena del valore delle infrastrutture moderne: dall'approvvigionamento e trasporto di energia alle reti digitali e ai data center, fino ai trasporti, alla logistica e alle infrastrutture sociali", afferma l'esperto.
"La selezione dei titoli segue un processo di investimento ben strutturato, che combina l'analisi fondamentale con un'integrazione rigorosa dei criteri Esg (ambientali, sociali e di governance).
Il nostro portafoglio combina così un posizionamento tematico e responsabile, rivolgendosi a investitori con un orizzonte di lungo termine che intendono beneficiare della trasformazione strutturale delle infrastrutture globali", conclude Caretti.
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0110:47 ott 2026