FOCUS: innovazione nuova lente per valutare portafogli (Pictet Am)

MILANO (MF-NW)--A detta di Giambattista Chiarelli, Head of Institutional di Pictet Asset Management, gli investitori istituzionali dovrebbero sviluppare una lente qualitativa e operativa per capire quanta innovazione un portafoglio finanzia, di quale tipo, in quale fase della curva e con quale grado di intenzionalità. Come per gli Esg, l’obiettivo non è sostituire l’analisi finanziaria, ma renderla più completa, soprattutto per investitori con passività lunghe e responsabilità intergenerazionali.

L’approccio proposto distingue quattro fasi. La prima è l'invenzione, dove il capitale finanzia ciò che è tecnicamente possibile ma non ancora industrialmente scalabile. La seconda è l'innovazione, dove le tecnologie escono dal laboratorio e iniziano a trasformarsi in prodotti, servizi e infrastrutture. La terza è l'adozione, dove si decidono standard, piattaforme, margini e vincitori. La quarta è la diffusione sistemica, dove la tecnologia diventa parte dell'infrastruttura economica e viene spesso percepita come "core".

Applicare questa griglia a un portafoglio istituzionale significa classificare le esposizioni non solo per settore o regione, ma per funzione economica. La distinzione è importante perché il capitale tende a muoversi con ritardo o con eccesso, alimentando sia bolle da entusiasmo sia una falsa sicurezza verso asset ormai istituzionalizzati.

Secondo l'esperto, la lente sull’innovazione deve tradursi in un processo che preveda la mappatura del portafoglio per fase, ruolo e tema, il confronto con l’orizzonte dell’investitore e la verifica della coerenza dell’allocazione con il mandato. Il risultato non deve essere necessariamente un portafoglio più aggressivo. Può essere semplicemente un portafoglio più consapevole.

L’innovazione non è una nuova asset class da aggiungere in modo tattico, ma una dimensione trasversale che attraversa azionario quotato, private equity, infrastrutture, credito, real asset e strategie tematiche. Per gli investitori istituzionali, può diventare una chiave per leggere qualità, resilienza e sostenibilità economica del capitale allocato.

Per gli investitori istituzionali, adottare questa lente significa dotarsi di un linguaggio più preciso per valutare il futuro che si sta finanziando. Non basta chiedere quanto rendimento atteso offra un portafoglio. Occorre chiedere quanta capacità di adattamento incorpora, quali sistemi contribuisce a costruire e dove si colloca rispetto alle grandi curve tecnologiche. In questo senso, l'innovazione può diventare per il prossimo ciclo ciò che gli Esg sono stati per quello precedente: una chiave per leggere qualità, resilienza e sostenibilità economica del capitale allocato.

zag

(fine)

MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2616:29 ott 2026