FOCUS: Invesco prevede indebolimento dollaro in 2026
MILANO (MF-NW)--Invesco prevede un progressivo indebolimento del dollaro nel corso del 2026. Il biglietto verde, infatti, "resta una delle valute più sopravvalutate in base alla maggior parte degli indicatori. Inoltre, il fatto che non si sia rafforzato in modo significativo nonostante il recente shock energetico è, a nostro avviso, un segnale importante", osserva Benjamin Jones, Global Head of Research della società.
DOLLARO RESTA PRINCIPALE VALUTA DI RISERVA GLOBALE
Per gran parte dell'ultimo decennio, il dollaro ha rappresentato un elemento centrale dei portafogli, offrendo rendimento e protezione nelle fasi di stress di mercato. "Oggi, però, questo ruolo viene messo in discussione", commenta Jones. "Non esiste ancora un'alternativa credibile al dollaro come valuta di riserva globale e riteniamo che alcune narrazioni sulla de-dollarizzazione siano eccessive", puntualizza l'esperto.
LE VALUTAZIONI SONO ANCORA SU LIVELLI ELEVATI
Tuttavia, i fattori che pesano sulla valuta statunitense sono ormai superiori a quelli di sostegno. "La valutazione è un buon punto di partenza: anche dopo il calo del 2025, il dollaro resta su livelli elevati rispetto all'intervallo osservato dopo il 2008, in termini reali e ponderati per gli scambi commerciali", spiega l'esperto. Inoltre, "ha riassorbito solo in parte i guadagni accumulati in oltre dieci anni. Un indebolimento del dollaro non richiede necessariamente una crisi: può realizzarsi anche attraverso un graduale riequilibrio delle posizioni", prosegue Jones. Il posizionamento amplifica questo rischio. "Per anni, i capitali globali sono confluiti verso gli asset statunitensi, lasciando gli investitori fortemente esposti agli Stati Uniti. Perché il dollaro possa rafforzarsi in modo significativo, riteniamo che questi afflussi debbano proseguire", continua l'esperto.
GLI INVESTITORI ESTERI CERCANO OPPORTUNITÀ ALTROVE
Tuttavia, "il contesto sembra stia cambiando. Le tensioni commerciali, l'incertezza sulle politiche economiche e alcune proposte potenzialmente sfavorevoli per gli investitori esteri potrebbero spingere i capitali a cercare opportunità altrove", osserva Jones. "È particolarmente significativo che il conflitto in Medio Oriente e il conseguente shock sui prezzi dell'energia - fattori che normalmente tenderebbero a sostenere il dollaro - abbiano avuto un impatto limitato. Entro la fine di aprile, il dollaro aveva già restituito gran parte dei guadagni", dichiara l'esperto.
INVESCO CONTINUA A VEDERE DIVERGENZA TASSI RIFERIMENTO
"Continuiamo ad aspettarci una divergenza nei percorsi dei tassi di riferimento", commenta Jones. Inoltre, "differenziali di tasso a breve termine più contenuti dovrebbero ridurre il costo sostenuto dagli investitori esteri per coprire la loro esposizione al dollaro USA. Una maggiore attività di copertura dovrebbe esercitare pressione al ribasso sulla valuta americana", spiega l'esperto. Nel complesso, conclude Jones, "riteniamo che queste dinamiche indichino un indebolimento del dollaro nel resto del 2026".
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2313:59 lug 2026