FOCUS: Komarek e Weichai lottano per primato in Ferretti, il punto della situazione e le implicazioni per il settore secondo Tp Icap

MILANO (MF-NW)-Si è riacceso il dissenso interno all'azionariato di Ferretti, gruppo italiano conosciuto in tutto il mondo per gli iconici marchi degli yacht di lusso come Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Custom Line, Crn e Wally. Il secondo maggiore azionista di Ferretti, Kkcg Maritime di Karel Komarek, sta aumentando il proprio coinvolgimento e ora valuta un voto per sostituire alcuni consiglieri vicini al primo azionista, ovvero i cinesi di Weichai. Il 19 gennaio, infatti, Kkcg ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto parziale a 3,50 euro per azione. L'analista di Tp Icap, Mathias Paladino, offre a MF Newswires la sua lettura degli eventi.

"La mossa", spiega Paladino, "si inserisce in un rapporto già complesso tra l'azionista cinese e il management, con divergenze emerse nel tempo su buyback, governance e più in generale sul funzionamento degli organi societari". Divergenze rese ancora più intense dopo il lancio di un'offerta di acquisto parziale da parte di Komarek, definita dal miliardario come un'opportunità per gli azionisti di monetizzare parte del loro investimento in un contesto di scarsa liquidità.

Kkcg Maritime mira ad aumentare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9% del capitale sociale di Ferretti. "In vista dell'assemblea annuale, Kkcg sembra intenzionata a presentare una propria lista per il consiglio, con l'obiettivo di riequilibrare gli assetti interni in un momento considerato strategico per il gruppo", prosegue l'analisi di Paladino. "Non si tratta di una mossa ostile, quanto piuttosto di un tentativo di riportare maggiore stabilità decisionale e coerenza strategica, riducendo l'impatto delle tensioni tra i principali azionisti".

Una mossa che è però stata bocciata da Weichai, che giovedì scorso in una nota affermava di non accettare e di non avere intenzione di accettare l'Opa parziale, confermando invece la "ferma fiducia nella strategia a lungo termine, nei fondamentali industriali e nelle prospettive di crescita della società".

Secondo i cinesi di Weichai, il veicolo Ferretti International Holding (Fih) "ha continuato a impegnarsi a sostenere lo sviluppo sostenibile della società" da quando ne è diventata azionista di controllo, "garantendo la continuità operativa e di governance e accrescendo il valore a lungo termine per tutti gli azionisti". Insomma: l'investimento in Ferretti è "di natura strategica e a lungo termine" e "in linea con questo approccio, Fih ha, di volta in volta, incrementato la propria partecipazione nella società" e "potrebbe continuare a valutare ulteriori incrementi della propria partecipazione nella società" - come testimoniato quanto meno dagli acquisti effettuati da metà dicembre in poi.

Paladino evidenzia però che la contesa tra i due azionisti non è da leggere unicamente in una dimensione interna a Ferretti. "Il contesto politico europeo - e italiano in particolare - sta andando verso una maggiore prudenza nei confronti delle partecipazioni cinesi in asset sensibili, e questo rende la strategia di Kkcg più comprensibile", sostiene l'esperto. L'Opa parziale che porterebbe la quota di Komarek dal 14,5% al 29,9% "appare quindi coerente con un quadro in cui investitori europei assumono un ruolo più attivo nella governance, anche per mitigare potenziali rischi geopolitici".

Un'altra chiave di lettura che emerge dall'analisi di Paladino è l'impatto sul settore italiano, dove operano peer come Tisg e Sanlorenzo. In particolare, secondo l'esperto, l'iniziativa di Kkcg "crea un riferimento importante per il settore", ovvero la "mossa di un investitore Private Equity che mira a riequilibrare la governance", con probabili ambizioni di espansione commerciali e produttive, precisa Paladino, "suggerisce che le valutazioni attuali riflettano una sorta di 'floor'".

Secondo i calcoli dell'analista di Tp Icap, l'offerta parziale di Kkcg implica un multiplo di circa 12 volte le stime per il 2026 in termini di rapporto price earning. Questo "fornisce al settore della nautica da diporto un chiaro indicatore di valutazione in un mercato normalizzato". Focalizzandosi su Tisg, in termini di read-across i due principali competitor - Ferretti e Sanlorenzo - "hanno in genere registrato multipli più elevati grazie a una scala più ampia e a un portafoglio ordini più ricorrente e visibile", sostiene Paladino. Tuttavia, "con la ripresa degli introiti", l'esperto ritiene "che il divario possa ragionevolmente ridursi: da novembre scorso, Tisg ha registrato 100 milioni di euro nel terzo trimestre del 2025 e altri 80-90 milioni di euro all'inizio del 2026". Se, quindi, il ritmo dovesse rimanere costante, un miglioramento della valutazione a circa 12 volte (rispetto alle attuali 9) del multiplo price earning calcolato sulle stime al 2026 "sembra fattibile", conclude Paladino.

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2710:31 gen 2026