FOCUS: la Bce non interverrà sulla Francia per ora (Oxford Economics)
MILANO (MF-NW)--Il recente aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, accompagnato dalle vendite sui mercati azionari, ha determinato un forte inasprimento delle condizioni finanziarie. Tuttavia, secondo Oxford Economics, il rischio sistemico rimane basso, riducendo la pressione sulla Banca centrale europea affinché intervenga con strumenti non convenzionali, tra cui gli acquisti di titoli di Stato.
"Per il momento, la situazione può invece essere gestita con una retorica meno restrittiva, riducendo l'entità della stretta monetaria che i mercati si attendono", affermano Oliver Rakau, capo economista per la Germania, e Paolo Grignani, economista senior.
"È impossibile individuare con precisione la soglia che farebbe scattare un intervento della Bce, ma il rischio di un evento sistemico dovrebbe essere significativamente più elevato", aggiungono. "Anche nei Paesi con posizioni fiscali deboli, le tensioni rimangono contenute e di entità limitata".
In questo contesto, secondo la società di analisi, è probabile che la Bce consideri l'ampliamento degli spread sui titoli di Stato come una pressione utile a favorire il consolidamento dei conti pubblici in Francia e negli altri Paesi sovrani più fragili, anziché come un motivo per intervenire.
Il miglioramento dell'architettura istituzionale e il netto rafforzamento dei bilanci delle banche e del settore privato riducono il rischio che le tensioni si propaghino dalla Francia agli altri Paesi sovrani o al resto dell'economia. Tuttavia, una nuova fase di tensioni sui mercati obbligazionari potrebbe estendersi ad altri mercati.
"Ciononostante, consideriamo gli acquisti di titoli di Stato una misura di ultima istanza", concludono Rakau e Grignani. "Con l'aumentare delle tensioni, la Bce tenterebbe prima altre misure, a partire dagli interventi verbali e dalle misure di sostegno alla liquidità delle banche".
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2112:09 ott 2026