FOCUS: la strategia ibrida dei carmaker giapponesi potrebbe rivelarsi un fallimento (S&P)

MILANO (MF-NW)--Le case automobilistiche giapponesi potrebbero rimanere indietro rispetto ai concorrenti globali nell'adozione di veicoli elettrici a batteria (Bev) e ibridi plug-in (Phev), complici una politica che non impone obblighi rigorosi al comparto, obiettivi governativi non allineati con le strategie dei carmaker e la mancanza di una connessione alla rete elettrica in grado di favorire l'acquisto di veicoli Bev da parte dei consumatori, soprattutto nelle aree rurali.

È quanto emerge dall'ultimo report di S&P Global Ratings, secondo cui il divario tra gli impegni dichiarati dal Giappone in materia di decarbonizzazione e la sua effettiva attuazione nel settore automobilistico potrebbe ampliarsi. Al momento, l'adozione di Bev e Phev del Paese rimane tra le più deboli del G7 e, secondo S&P, uno dei problemi risiede nel fatto che il settore subisce poche pressioni dal governo, che "sta incoraggiando, piuttosto che spingere, la transizione verso i veicoli elettrici". Al contrario, in altri mercati tali pressioni sono state un "fattore determinante" per l'elettrificazione delle flotte.

In Giappone, la strategia prevalente dei carmaker è incentrata sull'ibrido, con la Toyota Prius, lanciata nel 1997, che ha fatto da apripista. Secondo l'analisi di S&P, questa strategia dominante "non è compatibile" con gli obiettivi del governo sulla transizione del settore. Nell'ultimo 'Piano per le Contromisure al Riscaldamento Globale' del 2025, il governo ha delineato l'obiettivo che i veicoli elettrificati (Bev, Phev, Hev e veicoli a celle a combustibile) rappresentino il 100% delle nuove vendite di autovetture entro il 2035. Finora, rileva S&P, "nessuna casa automobilistica giapponese ha adottato questo obiettivo".

La decarbonizzazione dell'industria automobilistica giapponese si sta realizzando "essenzialmente attraverso l'efficienza dei consumi di carburante, piuttosto che attraverso l'elettrificazione", prosegue l'analisi di S&P, che rimarca anche come il Giappone si sia concentrato sull'incentivazione della domanda piuttosto che su politiche di accompagnamento verso la transizione. I confronti internazionali suggeriscono che i soli sussidi non sono sufficienti a promuovere l'adozione su larga scala dei Bev, secondo S&P, che sottolinea come "i mercati che registrano una rapida diffusione, come la Corea del Sud e l'Europa, in genere combinano incentivi per i consumatori con obblighi per i produttori dal lato dell'offerta. Questi possono includere limiti di emissioni basati sulle vendite".

Le case automobilistiche giapponesi ricavano una quota significativa dei loro introiti dai mercati esteri. Tuttavia, secondo S&P, il mercato interno rimane un "punto di riferimento strategico fondamentale", che influenza le priorità di sviluppo, l'allineamento delle politiche e il ritmo degli investimenti nell'elettrificazione. Complessivamente, S&P giudica "positiva" la strada intrapresa dal Paese - che oggi è il più grande mercato mondiale di veicoli ibridi - ma avverte che "sia il ritmo che la composizione della transizione non sono ancora allineati con gli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine dichiarati dal Giappone" e che i carmaker giapponesi "rischiano di arrivare in ritardo a un cambiamento di mercato che altrove è già ben avviato".

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2711:34 mag 2026