FOCUS: l'addio di Buffett, i dubbi sull'AI e la nuova rotazione dei fondi (eToro)
MILANO (MF-NW)--Il filing del quarto trimestre 2025 di Berkshire Hathaway è molto più di un resoconto trimestrale, è il documento finale della gestione di Warren Buffett come ceo, prima del passaggio a Greg Abel dal 1* gennaio 2026.
La novità più sorprendente, secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, è l’ingresso nel New York Times per circa 352 milioni di dollari, pari a poco più di 5 milioni di azioni, che rende Berkshire uno dei principali azionisti del quotidiano con una quota del 3,12%. "Un investimento che ha il sapore della revisione storica. Nel 2019 Buffett liquidava l’editoria tradizionale definendola senza futuro e vendendo tutte le testate Berkshire (incluso il Buffalo News) a Lee Enterprises per 140 milioni di dollari. Oggi compra un giornale che, in realtà, non è più soltanto un giornale. Il Times conta quasi 13 milioni di abbonati, oltre 2 miliardi di dollari di ricavi digitali annui, un business fondato su sottoscrizioni ricorrenti, bundle di contenuti e pricing power. Il margine operativo adjusted si attesta intorno al 24%, in miglioramento. Più della metà degli utenti paga per più prodotti. Esattamente il tipo di business a ricavi ricorrenti, con pricing power e brand durevole, che Buffett ha sempre cercato. Un ARPU digitale di 9,72 usd in crescita e oltre metà degli abbonati su prodotti multipli rendono la tesi convincente. Buffett non ha cambiato idea sui giornali. Ha comprato una piattaforma digitale con ricavi ripetibili e brand globale".
Sul fronte opposto, prosegue Debach, "Berkshire ha ridotto Amazon di oltre il 77%, da circa 10 milioni di azioni a circa 2,3 milioni, per un controvalore di circa 1,7 miliardi usd venduti. Come per il New York Times, anche qui è interessante ricordare come Amazon, acquistata per la prima volta nel 2019 quando Buffett ammise che non comprare prima era stato un errore, non è mai stata una posizione core (rappresentava infatti prima lo 0,82% del portafoglio ed oggi è sceso allo 0,19%). Tuttavia, la dimensione del taglio segnala una chiara presa di profitto, con l’ultimo massimo storico del titolo datato 3 novembre, e mette in luce un tema che spaventa il mercato: la corsa ai CapEx. Amazon, infatti, si posiziona come infrastruttura di base per l’AI, con un piano di spesa aggressivo, circa 200 miliardi nel 2026 dopo i 129 miliardi del 2025, che supera persino quello di Google e Microsoft".
Berkshire ha continuato anche a ridurre Apple, per il terzo trimestre consecutivo, ricorda Debach. "L’esposizione è stata tagliata del 4,3%, da 238,2 milioni a 227,9 milioni di azioni, portando il valore della posizione a circa 60 miliardi di dollari. Resta comunque la prima posizione, intorno al 22% del portafoglio equity. Buffett ha citato efficienza fiscale e valutazioni come motivazioni principali. Ma a questo punto iniziano a emergere dubbi su quanto di questo trimming sia solo gestione di portafoglio e quanto sia, invece, disciplina sui multipli".
Sul fronte bancario, "anche Bank of America continua a essere alleggerita. A fine giugno rappresentava circa il 14,7% del portafoglio, seconda posizione dietro Apple. Da allora la quota è stata ridotta trimestre dopo trimestre e oggi il titolo è sceso al terzo posto, superato da American Express, che pesa circa il 10,4%. Il dato più eloquente resta la liquidità. Berkshire siede su una montagna di cash. È un messaggio chiaro per Abel: massima flessibilità", indica l'analisi di Debach.
Mentre Berkshire alleggerisce, altri fanno scelte diverse. "Bill Ackman ha ruotato in modo deciso verso i Magnificent Seven, ma con selettività: nuova posizione in Meta, aumento significativo di Amazon, taglio drastico di Alphabet. Stanley Druckenmiller adotta un approccio più ampio. Il suo portafoglio cresce e si diversifica. Incrementa Amazon e Alphabet, ma affianca esposizioni macro come l’Etf finanziario XLF, il Brasile tramite EWZ, l’alluminio con Alcoa e l’S&P 500 equal weight. È un posizionamento che suggerisce attesa di reflazione e allargamento della leadership oltre le solite mega cap. Non solo AI, ma ciclo, materie prime e finanziari.
David Tepper, invece, riduce Nvidia e Amd dopo forti rialzi precedenti e aumenta l’esposizione alle compagnie aeree, in particolare American Airlines. Anche qui emerge un pattern: alleggerire i vincitori della fase euforica dell’AI e rientrare su settori ciclici che potrebbero beneficiare di una crescita più diffusa", specifica l'analista di eToro.
Aggregando le mosse emergono alcuni fili conduttori, secondo Debach. "Primo, non c’è fuga dall’azionario, ma c’è maggiore selettività. La riduzione su alcuni big tech convive con acquisti mirati sugli stessi nomi da parte di altri gestori. Il mercato non è più monolitico, è frammentato. Secondo, l’intelligenza artificiale entra in una fase più adulta. Non basta essere associati al tema. Conta la capacità di generare flussi di cassa concreti. Le prese di profitto su Nvidia o i tagli su Palantir indicano che lo smart money distingue tra narrativa e ritorno sul capitale. Allo stesso tempo, divergenze di decisioni su titoli quali Amazon o Alphabet rimarca l’incertezza. Terzo, riemerge interesse per ciclici, finanziari, materie prime ed emerging markets. Non è un abbandono della tecnologia, ma un tentativo di ampliare il perimetro del rally. Un mercato meno concentrato è, paradossalmente, un mercato più sano".
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1817:45 feb 2026