FOCUS: l'AI in Europa, implicazioni per la produttività (Capital Group)
MILANO (MF-NW)--Con gli hyperscaler statunitensi che trainano il boom dell'intelligenza artificiale, l'Europa è finora rimasta in gran parte ai margini dell'entusiasmo che circonda questa tecnologia. Tuttavia, sebbene l'Europa abbia in larga misura mancato la corsa alla creazione di propri modelli di frontiera, la lezione delle passate rivoluzioni tecnologiche è che il vero premio finale, ossia una crescita più sostenuta della produttività, dipenderà meno dal luogo in cui la tecnologia viene sviluppata che da quanto efficacemente essa verrà adottata.
Lo afferma in un commento Beth Beckett, Economist di Capital Group, osservando anche che "l'Europa parte da una posizione più solida di quanto spesso si ritenga. Dopo gli Stati Uniti, i Paesi europei sono tra quelli meglio posizionati per beneficiare dell'adozione dell'intelligenza artificiale. Gli indici che misurano il grado di preparazione all'IA (AI preparedness), elaborati dal Fondo Monetario Internazionale e da think tank specializzati in politiche pubbliche, collocano costantemente i Paesi europei davanti a quelli dell'Asia e dell'America Latina. Francia, Germania e Regno Unito tendono a ottenere punteggi particolarmente elevati, immediatamente dietro agli Stati Uniti".
Nonostante questo, i tassi di adozione dell'AI in Europa restano inferiori a quelli degli Stati Uniti, secondo l'analisi, e rimane un ritardo europeo nell'uso intensivo dell'IA. "Quanto meno intensamente i lavoratori utilizzano l'IA, tanto più contenuto e lento sarà verosimilmente il suo impatto sulla produttività. I divari nell'adozione tra Stati Uniti ed Europa, così come quelli tra i diversi Paesi europei, riproducono il modello di divergenza osservato durante la rivoluzione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT)", prosegue l'analisi.
"Senza uno sforzo più deciso per completare il mercato unico europeo o una cultura più favorevole alle operazioni di fusione e acquisizione transfrontaliere (M&A), è improbabile che molte imprese europee riescano a raggiungere la scala necessaria per sostenere i consistenti investimenti fissi richiesti dall'intelligenza artificiale. Ciò lascia prevedere una diffusione più lenta della tecnologia e una minore propensione delle imprese a riorganizzare i processi produttivi, con il rischio di limitare i potenziali guadagni di produttività in Europa", conclude l'analisi.
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0317:16 set 2026