FOCUS: l'AI traina Wall Street, ma i bond e l'Europa raccontano una storia diversa (Nuveen)
MILANO (MF-NW)--Gli indici azionari statunitensi hanno raggiunto nuovi massimi, trainati dal rally delle società legate all’intelligenza artificiale. Tuttavia, qualora i guadagni di produttività già incorporati nelle attuali valutazioni non dovessero materializzarsi, i mercati potrebbero essere destabilizzati. Nel frattempo, in Europa e nei mercati obbligazionari emergono i primi segnali di tensione, osserva Laura Cooper, Global Investment Strategist e Head of Macro Credit di Nuveen.
S&P 500 SEGNA 11% DA INIZIO ANNO
L'economia statunitense resta alla base del rally. La crescita sta rallentando ma non si registra un crollo. "Le aziende statunitensi raccontano una storia simile, con la crescita degli utili dell'S&P 500 nel primo trimestre tra le più forti al di là dell'immediata ripresa post-pandemia. Eppure, se si escludono l'AI e l'energia, le revisioni degli utili per il 2027 sono state sostanzialmente piatte", osserva l'esperta. La performance del mercato riflette la stessa dinamica. "L'S&P 500 ha registrato un rialzo di circa l'11% da inizio anno, ma se si escludono le dieci società che hanno contribuito maggiormente alla crescita, il guadagno si riduce di oltre la metà. Gli indici di riferimento continuano a toccare nuovi massimi, eppure un numero sorprendentemente esiguo di aziende rappresenta una quota sproporzionata di tali guadagni", prosegue Cooper. "Questa distinzione è importante perché un'espansione generalizzata degli utili può assorbire una quantità sorprendente di incertezza. Un'espansione ridotta degli utili lascia invece molto meno margine per affrontare eventuali delusioni", dichiara l'esperta.
L'AI RESTA AL CENTRO DELLE PREOCCUPAZIONI
"Costruire un altro data center è facile da inserire nei modelli finanziari; dimostrare che una cifra stimata in 750 miliardi di dollari di investimenti in AI solo quest'anno si traduca in una crescita duratura dei ricavi, nell'espansione dei margini e in guadagni di produttività in tutta l'economia in generale, non lo è", continua Cooper. "I mercati presumono che la monetizzazione segua naturalmente l'investimento. Questa ipotesi non è mai stata testata su tale scala e le rivoluzioni tecnologiche raramente sono lineari", spiega l'esperta. La Bce ha recentemente sottolineato il rischio di concentrare aspettative e capitali intorno ad un unico settore. "Se i guadagni di produttività incorporati nelle attuali valutazioni non dovessero concretizzarsi, tale concentrazione non causerebbe solo delusione, ma destabilizzerebbe i mercati", dichiara Cooper.
IN EUROPA EMERGONO I PRIMI SEGNALI DI STRESS
Gli investitori erano diventati più ottimisti sulla regione europea, grazie all'espansione fiscale, alla spesa per la difesa e alle aspettative di un sostegno da parte delle politiche monetarie. Tuttavia, i dati sugli utili in un contesto di shock energetico non giustificano l'ottimismo di breve termine. "Quasi la metà delle aziende europee ha subito revisioni al ribasso degli utili quest'anno, mentre i margini rimangono sotto pressione nei settori industriale, automobilistico e dei consumi. L'energia ha rappresentato circa un terzo della crescita degli utili in Europa. Escludendo questo settore, il quadro generale appare notevolmente più debole", prosegue l'esperta. Inoltre, l'area euro appare più esposta al conflitto in Iran. "L'inflazione core si sta già avvicinando allo scenario severo della Bce, salendo al 2,5% a maggio, il che probabilmente porterà a un aumento dei tassi a giugno. Se le tensioni geopolitiche si intensificheranno ulteriormente, la narrativa della resilienza in Europa entrerà in crisi. Quella che sembra una storia di resilienza globale è in realtà una storia esclusivamente statunitense: un rinnovato eccezionalismo americano sostenuto dagli investimenti nell'AI", riporta Cooper.
I MERCATI OBBLIGAZIONARI SONO DECISAMENTE MENO ENTUSIASTI
"I rendimenti sulla parte a lungo termine della curva continuano a riflettere le preoccupazioni relative ai deficit, all'emissione di debito sovrano e al costo del capitale a lungo termine. Gli investitori azionari sostengono che la crescita degli utili possa superare queste pressioni, mentre gli investitori obbligazionari restano meno convinti", spiega l'esperta. "Questo disaccordo si riduce in ultima analisi a un unico interrogativo: la produttività e la crescita degli utili possono continuare a correre più velocemente del debito, dei deficit e di un costo del capitale strutturalmente più elevato? Per ora, l'azionario sta vincendo il confronto. I prossimi trimestri potrebbero fornire la risposta", continua Cooper.
INVESTIMENTI AI DEVONO TRADURSI IN CRESCITA MISURABILE RICAVI
La crescita degli utili deve estendersi oltre i beneficiari delle infrastrutture AI, mentre gli investimenti devono tradursi in una crescita misurabile dei ricavi. "Inoltre, la resilienza dei consumatori deve rimanere intatta nonostante i costi di finanziamento più elevati, un sentiment ai minimi storici e una persistente incertezza geopolitica", commenta l'esperta. Il rischio crescente è che la concentrazione possa persino aumentare. Molte delle più grandi società private sono probabili candidate per future quotazioni in borsa. "Piuttosto che ampliare la leadership di mercato, la loro eventuale inclusione nei principali indici potrebbe rafforzare il dominio di un ristretto gruppo di megacap legate all'AI", conclude Cooper.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0410:44 giu 2026