FOCUS: l'aumento per la spesa in AI rallenta e il mercato riprezza i chip (Capital.com)

MILANO (MF-NW)--Sul piano operativo le trimestrali dei grandi gruppi del cloud sono state tra le migliori degli ultimi anni. Rispetto alle stagioni precedenti, tuttavia, sono emersi "due elementi rilevanti", osserva Marco Turatti, Senior Market Specialist di Capital.com.

"Il primo, già noto, riguarda la cassa: nel terzo trimestre quattro dei cinque grandi gruppi del cloud hanno chiuso con un free cash flow negativo, per circa 31 miliardi di dollari complessivi, e il consenso non ne prevede il ritorno in positivo prima del 2028. Il secondo, vera novità, è la traiettoria degli investimenti: per la prima volta da diversi trimestri nessuno ha alzato le previsioni di spesa, limitandosi a confermarle. Due elementi con effetti diversi su chi vende la tecnologia e su chi la compra", illustra l'esperto.

"Il rallentamento della crescita degli investimenti pesa soprattutto sui chip, i principali beneficiari di questa spesa", prosegue Turatti, indicando che "a fine ottobre l'indice dei semiconduttori di Philadelphia trattava a 15,8 volte gli utili attesi a dodici mesi, contro le 25,8 di inizio gennaio e una media decennale di 19,5. La compressione è avvenuta in due tempi. Da gennaio l'indice è salito di circa il 40%, ma le stime di utile sono cresciute di più; in ottobre i prezzi sono calati del 15% con stime ancora in aumento, e in quattro settimane il multiplo è sceso da 20,2 a 15,8 volte, sotto la media storica. Le valutazioni di inizio anno scontavano una spesa in continua accelerazione. Da qui in avanti la spesa crescerà ancora, ma più lentamente, e il mercato tende a pagare meno una crescita che rallenta".

Per gli hyperscaler, prosegue Turatti, "la disciplina nella gestione della cassa sta diventando cruciale. Microsoft, l'unica con free cash flow positivo e investimenti sotto le stime, ha chiuso invariata la seduta successiva ai conti; gli altri sono stati penalizzati anche con un cloud sopra le attese. Conta anche perché la capacità di indebitarsi non è illimitata, né uguale per tutti. Con prestiti bancari e credito privato vicini ai limiti, il fabbisogno si sposta sul mercato obbligazionario: Microsoft è tornata a emettere dopo quasi dieci anni con un bond da 25 miliardi di dollari, Oracle ne ha annunciato uno da 10. Secondo BlackRock il debito legato all'AI potrebbe raggiungere i 4.000 miliardi in quattro anni, assorbibili dal mercato ma a spread più ampi. Chi ha bilanci solidi continuerà a finanziarsi a costi contenuti; per gli altri il debito sarà più caro. La conferma delle guidance di spesa è un primo passo verso un maggiore controllo dei conti".

"C'è anche da seguire l’evoluzione dei modelli di business", secondo l'analisi. "Alphabet mostra i primi segni di cannibalizzazione della ricerca, cresciuta del 12% e sotto le stime, perché assistenti come ChatGPT e Claude, e le stesse risposte AI di Google, riducono i clic sui link sponsorizzati. Meta usa l'AI per rendere più efficace la pubblicità, cresciuta del 26%, che però vale il 98% del fatturato. E Alphabet e Amazon entrano nel mercato dei chip con i propri TPU e Trainium: per Nvidia e gli altri produttori i principali clienti diventano concorrenti, proprio mentre la spesa rallenta".

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0319:00 nov 2026