FOCUS: l'erosione del premio del software (Unicredit)

MILANO (MF-NW)--Negli ultimi mesi, il divario di valutazione tra software e semiconduttori si è ridotto drasticamente e, per la prima volta in circa 25 anni, il premio del software è diventato leggermente negativo. Una relazione che si era mantenuta per diversi cicli, dal crollo delle dot-com alla crisi finanziaria e al boom post-pandemia, si è improvvisamente invertita, come osserva il team di ricerca di UniCredit.

La correzione nel settore del software è stata in parte accelerata dall'emergere di OpenClaw, che ha introdotto agenti di intelligenza artificiale operativi e scalabili. A differenza delle versioni precedenti, questi agenti hanno dimostrato reali capacità di esecuzione e hanno registrato una rapida adozione. La decisione di OpenAI di assumere i fondatori di OpenClaw ha rafforzato la percezione che si fosse compiuto un significativo passo avanti.

La questione chiave non è se le aziende di software siano in grado di adattarsi – la storia suggerisce di sì – ma a quale costo economico, secondo gli esperti. La pressione sui margini è una possibilità concreta. Molte piattaforme oggi aumentano i profitti aggiungendo utenti a un costo marginale quasi nullo. Se gli assistenti di intelligenza artificiale diventassero l'interfaccia principale tra utenti e applicazioni, parte del valore intrinseco del livello applicativo potrebbe essere disintermediato. Se gli agenti si evolvessero fino a diventare il principale punto di accesso ai servizi digitali, il valore potrebbe spostarsi dall'applicazione stessa al livello di orchestrazione che coordina e automatizza le attività in background. In tal caso, i fornitori di software dovranno creare nuove fonti di differenziazione che vadano oltre l'archiviazione dei dati, la gestione dei flussi di lavoro e la progettazione dell'interfaccia utente.

Allo stesso tempo, secondo i ricercatori di Unicredit, questa transizione potrebbe sostenere l'industria dei semiconduttori. Sebbene la spesa in conto capitale (capex) degli hyperscaler – stimata in circa 670 miliardi di dollari nel 2026 – non possa crescere indefinitamente, la diffusione degli agenti di intelligenza artificiale potrebbe ampliare la domanda oltre il ristretto gruppo delle grandi aziende tecnologiche. Se gli agenti operassero ininterrottamente su miliardi di dispositivi, richiederebbero maggiore potenza di calcolo on-device, memorie avanzate, processori a basso consumo energetico e capacità di inferenza distribuita. Ciò sosterrebbe la domanda lungo l'intera catena del valore dei semiconduttori.

La presentazione da parte di Nvidia del supercomputer personale DGX Spark per l'intelligenza artificiale al Consumer Electronics Show (CES) del 2025, e le successive linee guida sull'esecuzione di OpenClaw su tale piattaforma, riflettono questa potenziale direzione, affermano gli esperti. Se questo scenario si concretizzasse, potrebbero essere implementati decine – potenzialmente centinaia – di milioni di dispositivi abilitati all'IA. Nel complesso, la domanda di chip e memorie avanzate potrebbe diventare più distribuita e potenzialmente maggiore rispetto all'attuale modello incentrato sugli hyperscaler.

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1917:45 mar 2026