FOCUS: l’euro digitale sarà un flop (Flossbach von Storch)
MILANO (MF-NW)--L'euro digitale dovrebbe essere la risposta europea alle criptovalute. Dallo scorso novembre l’Eurosistema, che riunisce le banche centrali dell’area euro, sta testando caratteristiche e infrastruttura della futura valuta digitale. Parallelamente, l’Ue lavora alla definizione del quadro normativo, mentre il lancio dell’euro digitale è previsto per il 2029. "Eppure, già oggi, il progetto appare superato: troppo lento, troppo regolamentato e lontano dalle reali esigenze del mercato", commenta Thomas Mayer, fondatore del Flossbach von Storch Research Institute.
REGOLAMENTAZIONI UE POTREBBERO GIÀ ESSERE OBSOLETE
"La lentezza del percorso e ciò che finora è emerso sulla probabile configurazione della valuta digitale lasciano pensare che il progetto possa diventare il prossimo flop dell'Unione Europea, dopo la Strategia di Lisbona del 2000, che puntava a fare dell'Europa l'area economica più competitiva al mondo, e il Green Deal, con l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050", spiega l'esperto. Nei prossimi tre anni, infatti, il mondo delle valute digitali potrebbe evolvere con tale rapidità da rendere obsolete le regolamentazioni europee. "Servirebbe fin da subito un quadro normativo generale, sufficientemente flessibile da consentire adattamenti futuri. Inoltre, sotto la pressione della lobby bancaria, le autorità europee sembrano intenzionate a limitare la detenzione di euro digitali nei wallet a un massimo di 3.000 euro", osserva Mayer. "Secondo i promotori, questo limite non impedirebbe di usare l'euro digitale anche per pagamenti di importo elevato, perché il wallet verrebbe ricaricato in tempo reale da un conto bancario quando si svuota, secondo il cosiddetto principio a cascata", continua l'esperto. "Ma chi avrà davvero bisogno di un euro digitale per effettuare pagamenti nel 2029, quando nell'area euro sono già oggi disponibili i bonifici istantanei Sepa? E quando negli Stati Uniti le stablecoin in dollari sono già pronte per i pagamenti transfrontalieri? Nessuno", dichiara Mayer.
CITTADINI E IMPRESE PREFERISCONO MONETA DI BANCA CENTRALE AI DEPOSITI BANCARI
Molti cittadini e imprese, invece, sarebbero felici di poter detenere direttamente moneta di banca centrale come alternativa ai depositi presso banche private. "Il ricordo della crisi finanziaria del 2008-2009 e della crisi dell'euro del 2010-2012 non è ancora del tutto svanito: allora diverse banche rischiarono di fallire e i depositi custoditi presso di esse sembrarono in pericolo", osserva l'esperto. "In quel periodo alcuni accumularono contante, mentre grandi gestori patrimoniali valutarono persino l'idea di acquisire una licenza bancaria per poter depositare denaro direttamente presso la banca centrale", continua Mayer. "Il limite imposto ai wallet dell'euro digitale serve solo a proteggere il monopolio delle banche sulla moneta digitale. I lobbisti bancari sostengono che l'economia europea dipenda dal credito bancario. Se ai cittadini fosse consentito detenere denaro in euro digitali emessi dalla Banca centrale europea, le banche perderebbero i depositi necessari per concedere prestiti", commenta l'esperto.
PER INNOVAZIONE E CRESCITA SERVONO I MERCATI DEI CAPITALI
Questo argomento è sbagliato per due ragioni. In primo luogo "le banche creano esse stesse i depositi quando concedono prestiti e accreditano la somma presa a prestito sul conto del debitore. La moneta bancaria è quindi uno strumento di finanziamento che si distingue dagli altri solo perché le banche ne garantiscono la parità con la moneta di banca centrale", osserva Mayer. In secondo luogo, le banche potrebbero raccogliere euro digitali emessi dalla Bce sotto forma di depositi e usarli per concedere prestiti. "In altre parole, farebbero ciò che spesso sostengono di fare, ma che in realtà non fanno davvero", prosegue Mayer. "Per il resto, le banche tendono a sopravvalutare il proprio ruolo nell'economia. Sono importanti per finanziare gli immobili e i prestiti di minore entità alle imprese, al commercio e ai consumatori. Ma per l'innovazione e la crescita economica servono i mercati dei capitali", conclude l'esperto.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1510:55 giu 2026