FOCUS: l'impatto dei farmaci contro l'obesità sul settore alimentare secondo Ing

MILANO (MF-NW)--I farmaci dimagranti Glp-1 stanno emergendo come uno delle principali tendenze nel settore healthcare, con un mercato globale che dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2027 (dai circa 70 miliardi del 2025).

Due economisti di Ing, Thijs Geijer (Senior Sector Economist, Food & Agri) e Diederik Stadig (Senior Economist, Healthcare & Technology) si soffermano ad analizzare l'impatto di questo trend sui consumi di cibo. Nonostante la forte crescita, l'impatto dei Glp-1 sui consumi alimentari in Europa è ancora limitato: oggi li utilizza circa il 2% degli adulti (9-10 milioni di persone), anche se la diffusione è destinata ad aumentare grazie all'introduzione di formulazioni orali (attese tra 2026 e 2027), alla maggiore concorrenza tra aziende farmaceutiche e alla possibile estensione dei rimborsi pubblici.

L'interesse per questi farmaci è legato al loro ruolo nel contrasto a obesità e diabete di tipo 2, problemi con rilevanti costi sociali ed economici. I Glp-1, sostengono gli economisti di Ing, si sono dimostrati efficaci (perdita di peso tra il 12% e il 22%), ma restano alcune incognite: circa il 50% degli utenti interrompe il trattamento entro un anno (per costi, effetti collaterali o raggiungimento degli obiettivi) e, secondo le evidenze attuali, il peso tende a essere recuperato nel tempo dopo la sospensione.

Dal punto di vista dei consumi, l'impatto nel breve termine è definito dai due economisti come marginale. I pazienti riducono l'apporto calorico del 15-20%, ma dato il basso tasso di adozione, l'effetto complessivo sulla domanda alimentare è stimato intorno allo 0,25%. Di conseguenza, non si prevedono contrazioni significative nel 2026-2027. Tuttavia, alcune categorie risultano più esposte: snack salati, dolci, cioccolato e alcolici mostrano già segnali di riduzione della domanda nei mercati più avanzati, come gli Stati Uniti.

Nel medio-lungo periodo, invece, l'impatto dipenderà da due variabili chiave, individuate da Ing con la persistenza degli effetti sul peso e sull'apporto calorico e l'ampiezza dei cambiamenti nei consumi tra categorie. Nello scenario più trasformativo, una diffusione più ampia dei Glp-1 potrebbe ridurre l'apporto calorico totale della popolazione del 2,5-3,5% entro il 2030, con effetti più marcati su specifici segmenti e potenziali problemi di sovraccapacità produttiva. All'opposto, uno scenario di ridimensionamento dell'hype limiterebbe l'impatto a nicchie specifiche. È probabile che l'evoluzione reale sia intermedia e differenziata tra Paesi europei, anche in funzione delle politiche sanitarie (già in evoluzione, ad esempio nel Regno Unito, Francia e Paesi Bassi).

Le aziende del settore Food & Beverage stanno già adattando le proprie strategie. "Sul fronte prodotto, si punta su riformulazione, controllo delle porzioni, riduzione degli zuccheri e sviluppo di alternative più salutari o ad alto contenuto proteico, oltre alla premiumizzazione", spiegano Geijer e Stadig. "In quest'ottica, la premiumizzazione si traduce in un'offerta orientata a prodotti di maggiore qualità e valore percepito, pensati per intercettare un consumo più selettivo e consapevole, compensando così eventuali cali dei volumi. Sul fronte marketing, l'attenzione resta concentrata sulla maggioranza dei consumatori non utilizzatori, ma cresce anche l'esigenza di riconquistare chi interrompe i trattamenti. A livello geografico, aumenta l'interesse verso mercati con minore diffusione dei GLP-1, pur considerando che l'arrivo di versioni generiche potrebbe accelerarne l'adozione anche nei Paesi emergenti".

Sintetizzando l'analisi del fenomeno di Ing, i Glp-1 rappresentano una soluzione efficace a livello individuale e un potenziale driver di cambiamento nei consumi, ma nel breve termine il loro impatto resta contenuto. Nel medio periodo potrebbero esercitare una pressione strutturale su alcune categorie alimentari, senza però risolvere le cause profonde legate al sistema alimentare e agli stili di vita. Per le aziende, un adattamento graduale è sufficiente nel breve, ma diventa cruciale integrare scenari più dirompenti nella pianificazione strategica.

bon

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

3012:23 mar 2026