FOCUS: l’impatto di El Niño sulle soft commodity (Neuberger Berman Commodities)
MILANO (MF-NW)--La carenza di fertilizzanti causata dal conflitto in Medio Oriente ha dominato le notizie sui prodotti agricoli negli ultimi mesi, mentre l'interruzione delle forniture provenienti dal Golfo Persico ha aumentato i costi dei fattori di produzione. Tuttavia, "intravediamo un nuovo catalizzatore che potrebbe innescare un'ulteriore fase di rialzo: un forte El Niño nella seconda metà del 2026. Riteniamo che il prossimo El Niño rappresenti un significativo elemento di supporto per i prezzi delle materie prime agricole e il nostro posizionamento riflette una view costruttiva su diversi mercati chiave", commenta Hakan Kaya, gestore del fondo Neuberger Berman Commodities.
IL CACAO APPARE PARTICOLARMENTE VULNERABILE
Il cacao è particolarmente vulnerabile. "L'Africa occidentale, la principale regione produttrice al mondo, ha storicamente subito cali significativi della produzione durante i periodi di forte El Niño", dichiara l'esperto. "El Niño può intensificare i venti che scendono dal Sahara e attraversano l'Africa occidentale. Le condizioni di caldo e siccità stressano le piante di cacao, ostacolano lo sviluppo dei baccelli e riducono la qualità dei semi. I precedenti cicli intensi di El Niño, come quelli del 1997-98 e del 2015-16, hanno provocato un forte calo della produzione in Costa d'Avorio", prosegue Kaya. Anche l'Ecuador, un altro importante produttore, ha registrato perdite significative di produzione durante i precedenti episodi. "Lì il problema è opposto: le piogge eccessive e le potenziali inondazioni favoriscono le malattie fungine e compromettono la raccolta", puntualizza l'esperto.
CAFFÈ, VARIETÀ ROBUSTA MERITA POSTO IN PORTAFOGLIO
Lo zucchero subisce pressioni da più fronti. "Il rischio di siccità minaccia la produzione in India e Thailandia, mentre le condizioni più umide in Brasile possono compromettere la raccolta della canna da zucchero", continua Kaya. "La politica brasiliana sulla miscelazione dell'etanolo aggiunge un'ulteriore variabile: i prezzi elevati dell'etanolo incentivano gli zuccherifici a destinare la canna da zucchero alla produzione di etanolo, aggravando la contrazione dell'offerta", spiega l'esperto. Inoltre, i prezzi del caffè varietà robusta potrebbero subire forti rialzi. Il Vietnam, che rappresenta oltre il 40% dell'offerta mondiale, è tra le regioni più esposte alla siccità causata da El Niño. "Il caso del 2015-16 ha ridotto in modo significativo la produzione vietnamita e ha alimentato un forte rialzo dei futures. Al contrario, il quadro è molto più favorevole per il caffè varietà arabica", commenta Kaya. "El Niño tende a portare piogge nelle principali regioni brasiliane di coltivazione dell'Arabica, aumentando l'offerta. La varietà robusta non è inclusa negli indici di riferimento standard delle materie prime ed è meno liquido della variante arabica, ma riteniamo che questo sia un buon esempio del motivo per cui merita un posto in portafoglio", spiega l'esperto. "Questa è proprio la diversificazione delle fonti di scarsità che cerchiamo quando aggiungiamo posizioni non incluse negli indici di riferimento", osserva Kaya.
PREZZI GRANO ATTESI IN RIALZO
Anche l'offerta di grano deve affrontare alcune difficoltà. "L'Australia, uno dei principali esportatori, ha registrato cali di produzione dovuti alla siccità in quasi tutti gli anni caratterizzati da El Niño negli ultimi sessant'anni, con perdite potenziali che vanno anche gravi. Anche l'Argentina è a rischio a causa delle piogge eccessive e delle inondazioni. Sebbene le elevate scorte globali fungano da ammortizzatore, la tendenza per il grano è, a nostro avviso, al rialzo. La situazione degli altri cereali è più sfumata", spiega l'esperto. La situazione degli altri cereali è più sfumata. "El Niño minaccia il raccolto della seconda coltura in Brasile, ma l'impatto sul mais statunitense è variegato, poiché le condizioni più calde e umide nel Midwest possono effettivamente favorire le rese. L'offerta di soia sembra buona, con una produzione record prevista nelle prime tre regioni esportatrici nel 2026/27, anche se gli obblighi di miscelazione dei biocarburanti negli Stati Uniti continuano a rappresentare una solida fonte di domanda", prosegue Kaya.
MATERIE PRIME OFFRONO RENDIMENTI INTERESSANTI
El Niño non è un fenomeno omogeneo. I suoi effetti variano a seconda delle colture e delle regioni. Inoltre, il suo impatto su estende al di là dell'agricoltura, poiché le temperature estreme amplificano la domanda di riscaldamento e raffreddamento nei mercati energetici. "Se un forte El Niño dovesse concretizzarsi in aggiunta alle attuali interruzioni nella fornitura di fertilizzanti, gli investitori potrebbero trovarsi di fronte a una combinazione particolarmente difficile: l'inflazione dei prezzi alimentari si sovrapporrebbe a quella energetica, creando un doppio vento contrario per le classi di attività tradizionali. Si tratta di un'inflazione guidata dall'offerta, quella che la politica monetaria fatica ad affrontare", continua l'esperto. "Non riteniamo che questo rischio sia adeguatamente riflesso negli attuali prezzi di mercato. Se a ciò si aggiungono le preoccupazioni relative all'offerta nell'ampio universo delle materie prime, dal rame al petrolio, riteniamo che vi siano validi motivi per cui gli investitori dovrebbero considerare di orientare l'allocazione degli asset verso le materie prime, non solo a fini di diversificazione e di copertura contro l'inflazione, ma anche per il potenziale di rendimenti interessanti", conclude Kaya.
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2010:55 mag 2026