FOCUS: lo yuan può sostituire il dollaro? (iBanFirst Italia)

MILANO (MF-NW)--Nel contesto del conflitto in Medio Oriente, gli investitori si sono rifugiati nelle attività denominate in dollari. Tuttavia, a differenza delle precedenti fasi di stress, l'apprezzamento del dollaro è rimasto relativamente contenuto, mentre altre valute hanno iniziato ad emergere, in particolare lo yuan cinese. In questo quadro, "la proposta avanzata dall'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo a condizione che i diritti di transito siano pagati in yuan rappresenta un segnale significativo: la valuta cinese è sempre più percepita come una possibile alternativa al dollaro", commenta Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst Italia.

FATTORI STRUTTURALI SOSTENGONO USD IN BREVE TERMINE

Nel breve termine, due fattori strutturali continueranno a sostenere il dollaro. In primo luogo, spiega l'esperto, "il biglietto verde sarà spinto dal persistente deficit estero degli Stati Uniti (1.080 miliardi di dollari nel 2025, pari al 3,7% del PIL), che attraverso le importazioni immette dollari nell'economia globale, poi reinvestiti in asset statunitensi da investitori esteri. Questo meccanismo si è dimostrato resiliente anche in contesti di forte incertezza". Inoltre, "circa tre quarti delle riserve globali in dollari sono detenuti da Paesi strategicamente allineati agli Stati Uniti, a conferma del legame tra predominio monetario e potere militare", prosegue Sansone. Questo non esclude dinamiche di riequilibrio, ma la de-dollarizzazione resta limitata e trainata soprattutto da motivazioni politiche (come nel caso della Russia dal 2024). La Cina, invece, persegue un obiettivo più strutturale di internazionalizzazione dello yuan e sviluppo di un sistema finanziario alternativo.

CINA PROMUOVE INTERNAZIONALIZZAZIONE VALUTA DAL 2008

Dal 2008, "la Cina ha promosso l'internazionalizzazione dello yuan, nonostante vincoli come controlli sui capitali e limiti alla fiducia degli investitori", riporta l'esperto. "I progressi sono tuttavia evidenti: una quota crescente degli scambi commerciali cinesi è oggi regolata in renminbi, riflettendo una strategia basata sui legami commerciali. Pechino ha inoltre ampliato l'uso dello yuan nei finanziamenti ai Paesi emergenti, pur tra crescenti timori sulla sostenibilità del debito", spiega Sansone. Sul fronte geopolitico, lo yuan si propone come alternativa valida per aggirare le sanzioni statunitensi. "A supporto, la Cina ha sviluppato infrastrutture dedicate, tra cui il sistema Cips, che potrebbero essere ulteriormente rafforzate dall'introduzione dell'e-Cny", prosegue l'esperto.

YUAN POTREBBE AFFERMARSI COME SECONDA VALUTA GLOBALE

Nel complesso, "è improbabile che la Cina punti a sostituire il dollaro come principale valuta di riserva globale, almeno nel breve-medio periodo, soprattutto in presenza di controlli sui capitali", commenta Sansone. "Più realistico appare uno scenario in cui lo yuan rafforza il proprio ruolo negli scambi regionali, in particolare in Asia, e come alternativa per i Paesi più esposti al rischio di sanzioni", continua l'esperto. Restano gli interrogativi che riguardano il ruolo dell'euro. I mercati finanziari denominati in euro risultano infatti meno profondi e integrati rispetto a quelli statunitensi, mentre il contributo dell'area euro alla crescita globale è in progressivo ridimensionamento. In questo quadro, "non si può escludere che lo yuan possa affermarsi come seconda valuta più utilizzata a livello internazionale nel prossimo decennio", conclude Sansone.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0813:21 apr 2026