FOCUS: Matt Brittin lascia Google per salvare Bbc, ecco le sfide del nuovo dg (milanofinanza.it)

di Pasquale Ancona - milanofinanza.it

MILANO (MF-NW)--Un ripensamento del canone come principale fonte di ricavi, un piano di tagli da milioni di sterline e una causa da 10 miliardi di dollari contro Donald Trump. Queste sono le tre principali questioni che saranno sul tavolo Matt Brittin, il prossimo direttore generale della Bbc. Brittin, 57 anni, ex presidente di Google per l’Emea, sarà il 18* direttore generale della televisione pubblica britannica. Con questa scelta, la Bbc sancisce l’ingresso del lessico delle piattaforme all’interno del suo governo editoriale. Un punto di non ritorno che ibrida la governance di un servizio pubblico con la logica infrastrutturale del capitalismo digitale. Non più solo un broadcaster che si difende dalle piattaforme, ma un attore che ne interiorizza strumenti, relazioni e imperativi economici per provare a resistere e perché no rilanciarsi davvero.

PERCHÉ TRUMP HA FATTO CAUSA

Brittin prenderà il posto di Tim Davie, che lo scorso anno ha annunciato le dimissioni dopo cinque anni alla guida della Bbc. La sua gestione è stata percepita come conservativa, ma soprattutto segnata da errori editoriali. Il principale di questi riguarda Trump: A Second Chance?, il documentario, trasmesso nell'ottobre 2024, in cui pare siano state unite artificiosamente due parti distinte del discorso di Trump del 6 gennaio 2021. Secondo i legali di Trump, il montaggio dava modo di pensare che il presidente Usa avesse incitato direttamente la folla all'assalto del Campidoglio ("combattete come diavoli"), omettendo circa 50 minuti di discorso in cui invitava i sostenitori a manifestare "pacificamente". Il caso ha portato alle dimissioni di Davie, e della responsabile della divisione News, Deborah Turness. E soprattutto a una causa per diffamazione e una richiesta di risarcimento monstre, con cifre che variano da 1 a 10 miliardi di dollari.

LA SCELTA DI BRITTIN

Il board della Bbc, guidato da Samir Shah, ha identificato un profilo che fosse anche capace di tenere insieme tre dossier di governance pura: la trattativa su un nuovo modello di finanziamento, complementare al canone; il rinnovo della Royal Charter, il documento firmato dalla Corona che dà mandato alla Bbc di essere il servizio pubblico britannico; un piano di tagli da milioni di sterline, con una riduzione di almeno il 10% dei costi interni. Figlio della middle class britannica, con studi a Cambridge, Brittin unisce élite accademica, sport e business. È stato campione di canottaggio, ha sfiorato la partecipazione olimpica e ha costruito una parte della sua identità pubblica sull’immaginario della disciplina sportiva. Prima di approdare in Google ha lavorato nella consulenza e nei media tradizionali. Dal 2025 è un membro non-executive nel board del Guardian Media Group, uno dei poli cruciali dell’ecosistema editoriale britannico. Brittin arriva in Google nel 2007, nel pieno della transizione digitale: cresce fino a diventare il volto europeo di un modello di business che vive sull’intermediazione tra inserzionisti, piattaforme e contenuti. Dal 2014 guida prima l’Europa e poi l’intera area Emea, responsabile di circa un terzo dei ricavi globali di Google.

È un manager di relazioni: negozia con i regolatori su tasse e privacy, parla ai grandi advertiser, dialoga – spesso in posizione asimmetrica – con gli editori di cui ora andrà a guidare il simbolo massimo - almeno parlando di servizio pubblico - nel mondo. Ha guidato Google Emea con un approccio data-driven e scalabile, focalizzato su costruzione di team locali, relazioni con policymaker e advertiser, e adattamento a contesti regolatori complessi come GDPR e tasse digitali. Per questo, il nome di Brittin è associato alle principali controversie del decennio digitale: l’elusione fiscale, le pressioni sulla regolazione della pubblicità online, gli scandali sulla brand safety che lo hanno costretto a presentarsi in pubblico per chiedere scusa agli inserzionisti quando le campagne pubblicitarie sono finite accanto a contenuti estremisti. Conosce dall’interno come si costruisce e si monetizza l’attenzione online. Un tema utile per far valere il ruolo di Bbc Studios, la casa di produzione interna alla Corporation che negli anni ha sfornato capolavori come Sherlock, Peaky Blinders e Doctor Who, di cui lo stesso Brittin è un grande fan.

IL BILANCIO DELLA BBC

Brittin prende in mano una Bbc con un bilancio sotto pressione. Secondo l'Ara (Annual Report and Accounts pubblicato dalla Corporation), nell’esercizio 2023/24 il Bbc Group ha registrato ricavi consolidati per 5,389 miliardi di sterline (in calo rispetto ai 5,725 miliardi del 2022/23). Di questi, il canone ha contribuito con ben 3,660 miliardi di sterline, mentre la componente commerciale, quindi pubblicità e produzioni, totalizza oltre 1,9 miliardi. Un business, quest’ultimo, trainato da Bbc Studios, che fa il 99% di questi ricavi e trasferisce alla Bbc 325 milioni di utile netto. Dal bilancio generale, però, emerge un deficit operativo dell’intera BBC di 263 milioni di sterline. Con questi numeri, il compito di Brittin è chiaro: ridurre i costi e diversificare le entrate, cercando di superare le logiche del canone.

LA BBC COME YOUTUBE?

Il nuovo direttore generale dovrà negoziare con il governo un possibile ripensamento dei meccanismi di finanziamento della Bbc. La contesa tra chi spinge verso modelli di abbonamento o pubblicità e chi difende il perimetro del canone, seppure con dei correttivi, va avanti ormai da oltre cinquant’anni. Lisa Nandy, Secretary of State for Culture, Media and Sport, ha chiesto di rafforzare le protezioni politiche per la Bbc. I media britannici sottolineano come una revisione del sistema del canone potrebbe ridefinire quando e per cosa i cittadini devono pagare.

Per questo motivo, alcune voci parlano del tentativo della Bbc di provare a emulare il modello YouTube - che Brittin conosce bene - proprio con Bbc Studios. In questo il manager porta un vantaggio evidente nel dialogo con l’azienda che ha appena lasciato. Eppure, secondo il Guardian mettere l’ex capo europeo di Google alla guida della Bbc è "l'ennesimo segnale del potere delle grandi aziende tecnologiche nel mondo dei media".

La domanda quindi è: cosa diventa un servizio pubblico quando si avvicina troppo al paradigma delle piattaforme? Un editore che usa gli strumenti del capitalismo dell’attenzione per difendere una missione universale, o un’infrastruttura che, nel tentativo di sopravvivere, finisce per interiorizzare la logica degli stessi soggetti da cui dovrebbe differenziarsi?

(fine)

MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2717:42 mar 2026