FOCUS: mercati da specchio di realtà a strumenti di allocazione capitale (Frame Am)

MILANO (MF-NW)--La rivoluzione introdotta da Kevin Warsh nella comunicazione della Fed potrebbe tradursi in un aumento della volatilità sui listini. Secondo Michele De Michelis, Responsabile Investimenti di Frame Asset Management, i mercati non rappresentano più semplicemente uno specchio dell’economia reale, ma sono diventati uno strumento di allocazione del capitale all’interno di uno specifico sistema monetario. In questo contesto, per gli investitori resta fondamentale saper valutare correttamente la propria propensione al rischio.

FED CONCENTRATA SU STABILITÀ PREZZI

Gli osservatori che prevedevano un insediamento di Warsh in stile "colomba" sono sicuramente rimasti delusi. "La Fed ha recapitato un messaggio completamente diverso rispetto al passato, come quel genitore che spiega al figlio che sta per togliere le rotelle dalla bicicletta e che d'ora in avanti potrà contare solo sulle proprie capacità", spiega l'esperto. Lo statement è stato ridimensionato, ma contiene un chiaro riferimento alla stabilità dei prezzi che il nuovo Fomc vorrà perseguire, visto che da troppo tempo l'inflazione rimane sopra il target del 2%. Di conseguenza, "la dot plot è subito salita di 40 punti base per il 2026 e di 50 per il 2027, con ben 9 membri su 18 che hanno previsto almeno un rialzo per l'anno in corso, 6 dei quali ne hanno indicati due", riporta De Michelis. "Una bella differenza rispetto a quattro mesi fa, quando il mercato scontava ancora due tagli; e meno male che questo nuovo governatore l'ha scelto Trump", commenta l'esperto.

WARSH CREA CINQUE NUOVI GRUPPI DI LAVORO

Tuttavia, il nuovo numero uno della Fed crede poco nelle dot plot e non ha espresso alcun parere al riguardo, annunciando invece la creazione di gruppi di lavoro che si concentreranno su cinque progetti distinti per mettere a fuoco procedure e strategie della banca centrale su comunicazione, bilancio, fonti dati, produttività, lavoro, e inflazione. "In particolare, le modalità di calcolo dell'inflazione saranno depurate da tutta quella serie di alterazioni che nascono a fronte di shock di breve periodo", dichiara De Michelis.

CRESCE INCERTEZZA SUI LISTINI

I mercati hanno reagito negativamente alle parole di Warsh, ma senza grande enfasi: "probabilmente anche perché nelle ore successive al suo discorso veniva dichiarata l'ennesima riapertura dello stretto di Hormuz e la cessazione delle ostilità tra Usa e Iran, addirittura rimbalzando il giorno successivo, prima del giorno di festa", spiega l'esperto. Tuttavia, questo cambiamento della comunicazione dovrà essere gestito dagli operatori, che dovranno fare i conti con un aumento dell'incertezza. "Si è sempre detto never fight the Fed, ma se non si sa quello che hanno in testa diventa difficile seguirla", prosegue De Michelis. "Diciamo quindi che si aggiunge un ulteriore tassello d'incertezza ad un contesto che ormai cambia di giorno in giorno. Basti pensare alla serie di annunci relativi alla guerra, con il mercato azionario che ha festeggiato più volte la fine delle ostilità e la normalizzazione della situazione andando a toccare nuovi record, senza che questo accadesse veramente. Speriamo sia la volta buona, anche se ovviamente continuo a nutrire seri dubbi", commenta l'esperto.

MERCATI COME STRUMENTI DI ALLOCAZIONE DEL CAPITALE

"Quindi, quando mi chiedono cosa penso accadrà nel futuro, la mia risposta è sempre la solita: se fossimo negli anni '90 ridurrei il rischio al massimo, ma ormai i mercati non sono più - come dice un mio caro collega - uno specchio dell'economia reale, piuttosto sono diventati soprattutto uno strumento di allocazione del capitale in un sistema monetario specifico. E questo sistema, a seguito della crisi del 2008, è cambiato radicalmente", osserva De Michelis. "Ecco perché ha poco senso fare previsioni di breve periodo riducendo o aumentando drasticamente il rischio, oppure seguire i suggerimenti di certi guru. Piuttosto, bisogna investire con questa certezza: le correzioni arrivano improvvise come i temporali estivi e qualche volta diventano vere e proprie trombe d'aria, quindi non bisogna spaventarsi, perché poi il sereno torna sempre", continua l'esperto. "Se invece, quando ci sono fulmini, saette e folate di vento a cento all'ora ci si fa prendere dal panico, allora è meglio evitare di sovrappesare i risky asset, perché la durata e la frequenza del maltempo sono ignote sia in meteorologia che in finanza", conclude De Michelis.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2310:52 giu 2026