FOCUS: mercati emergenti, potenziale crescita resta alto in 2026 (Raiffeisen Capital Management)
MILANO (MF-NW)--Dopo un 2025 favorevole, il potenziale di crescita dei mercati emergenti è destinato a rimanere superiore a quello delle economie avanzate anche nel 2026, con un’espansione stimata intorno al 4%, a fronte di circa l’1,5% nei Paesi industrializzati. Gli emergenti continuerebbero così a contribuire per circa due terzi alla crescita economica globale, trainati dall’India, attesa crescere tra il 6% e il 7%, seguita dal Sud-Est asiatico e dalla Cina, con tassi compresi tra il 4% e il 5%, dall’Europa centro-orientale (2,5-3,5%) e dall’America Latina. "Il contesto rimane tuttavia condizionato dall'evoluzione dei tassi statunitensi, dalla politica commerciale Usa e da rischi geopolitici ancora elevati", commenta Karin Kunrath, Chief investment officer di Raiffeisen Capital Management.
VALUTAZIONI AZIONARIO MERCATI EMERGENTI RESTANO ELEVATE
I mercati azionari dei Paesi emergenti continuano a presentare valutazioni favorevoli, soprattutto se confrontati con quelli sviluppati e in particolare con gli Stati Uniti. "Un ulteriore calo del dollaro statunitense e la diminuzione dei tassi d'interesse negli Stati Uniti potrebbero fornire un ulteriore impulso. Ciò darebbe alle banche centrali dei mercati emergenti un ulteriore margine di manovra per abbassare i tassi d'interesse e migliorerebbe le condizioni di finanziamento per le imprese", prosegue l'esperta. I dazi statunitensi potrebbero rappresentare un ostacolo, mentre i rischi geopolitici legati alle tensioni in Venezuela, Iran, Taiwan e al conflitto in Ucraina permangono o addirittura aumentano.
INDIA AL CENTRO SE ENTUSIASMO SUL SETTORE AI DOVESSE SCEMARE
"Il nostro team di gestione continua a vedere buone opportunità di rendimento in Corea del Sud e Taiwan, poiché il vento favorevole per i produttori di chip per computer continuerà per il momento", prosegue l'esperta. In Cina, le aziende tecnologiche offrono buone opportunità, in particolare nel campo dell'AI. "Il gruppo di gestione continua invece a considerare con cautela molti titoli cinesi della vecchia economia, fintanto che l'economia interna non acquisirà maggiore slancio. Anche i titoli indiani sembrano tuttavia rimanere interessanti nel lungo termine", spiega Kunrath. Se l'entusiasmo degli investitori sul comparto AI dovesse attenuarsi, i flussi di capitale verso il Sud-Est asiatico potrebbero diminuire, mentre l'India tornerebbe a rappresentare una delle destinazioni di investimento più ambite dagli operatori internazionali. "Il Brasile potrebbe diventare ancora più interessante per gli investitori in vista delle imminenti elezioni presidenziali e, nonostante i recenti aumenti dei prezzi, continua ad apparire come promettente", continua l'esperta.
OBBLIGAZIONI IN VALUTA LOCALE RESTANO ATTRAENTI
Nel caso delle obbligazioni dei mercati emergenti, "quelle in valuta forte continuano a offrire un profilo di rischio/rendimento piuttosto interessante, anche se meno vantaggioso rispetto a un anno fa. Tuttavia, ulteriori tagli dei tassi d'interesse negli Stati Uniti continuano per il momento a offrire un sostegno. Dal punto di vista fondamentale, le obbligazioni sembrano per lo più ben coperte: i rischi di insolvenza sono considerati ai minimi storici", continua l'esperta. Le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti appaiono più attraenti, in un contesto di debolezza per il dollaro. "Gli elevati tassi di interesse reali in paesi come il Brasile e l'India offrono un potenziale di rendimento interessante. I rischi derivano, tra l'altro, da un nuovo forte apprezzamento dell'euro rispetto a queste valute. Tuttavia, il team di gestione non ritiene attualmente che tale sviluppo sia lo scenario più probabile", spiega Kunrath. Riassumendo, conclude l'esperta, "molto probabilmente, il 2026 non replicherà il 2025. Con un posizionamento ampio ed equilibrato, tuttavia, dovrebbe essere possibile trarre vantaggio dalla forza strutturale dei mercati emergenti. Allo stesso tempo, vale probabilmente la pena ponderare attivamente i Paesi e i settori e agire in modo flessibile nel corso dell'anno".
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2712:23 gen 2026