FOCUS: mercati emergenti restano immuni a tensioni geopolitiche (Federated Hermes)
MILANO (MF-NW)--All'inizio del 2026, le tensioni geopolitiche restano in cima all'agenda dei rischi globali, come riporta il Risk Report del World Economic Forum. "I governi stanno sempre più strumentalizzando il commercio, la finanza, la tecnologia, le sanzioni e le catene di approvvigionamento, segnando un cambiamento decisivo rispetto all'era post-guerra fredda caratterizzata da mercati aperti e regole prevedibili. I mercati sono diventati arene di competizione strategica, non di cooperazione, determinando un aumento della spesa per la difesa, politiche industriali più interventiste e nuove tensioni nelle alleanze politiche", commenta James Cook, Investment Director Emerging Market di Federated Hermes.
MERCATI EMERGENTI MOSTRANO VALUTAZIONI PIÙ ATTRAENTI
Questa instabilità ricade in modo sproporzionato sull'Europa, a causa del limitato spazio fiscale della regione. Il rischio macroeconomico, dunque, resta più orientato verso l'Eurozona rispetto ai mercati emergenti. "Le ragioni strutturali a favore degli investimenti nei mercati emergenti rimangono saldamente intatte. Le economie dei mercati emergenti continuano a mostrare differenziali di crescita più forti, quadri politici più sani, valutazioni più attraenti e riserve esterne in miglioramento, tra cui riserve valutarie più consistenti, minori esigenze di finanziamento esterno, profili di indebitamento migliorati e posizioni di bilancia dei pagamenti più solide", spiega l'esperto. In questo contesto, la leadership dei mercati emergenti nei settori dei semiconduttori, delle fonderie e delle catene di approvvigionamento legate all'intelligenza artificiale garantisce una crescita strutturale robusta. Inoltre, i potenti motori della domanda interna in India e nel Sud-Est asiatico favoriscono ulteriormente l'espansione di questi mercati.
FONDAMENTALI RESTANO SOLIDI, NONOSTANTE INCERTEZZA GEOPOLITICA
I mercati emergenti continuano a essere scambiati con uno sconto significativo rispetto ai mercati sviluppati. "Le valutazioni rafforzano tale resilienza: i titoli azionari dei mercati emergenti continuano a essere scambiati a circa 2,1 volte il rapporto price to book e con uno sconto di circa il 44% rispetto ai mercati sviluppati", continua Cook. La valutazione da sola non garantisce una sovraperformance, ma crea un margine di sicurezza sostanziale. "In un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e dall'allentamento delle politiche nei mercati sviluppati, tale margine è importante", spiega l'esperto. "La resilienza strutturale, il miglioramento della qualità e gli entry point interessanti fanno sì che i mercati emergenti rimangano su basi solide nonostante l'elevato rischio geopolitico", conclude Cook.
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3011:55 gen 2026