FOCUS: mercati privati e microcredito resistono a tensioni geopolitiche (Mk Global Kapital)

MILANO (MF-NW)--Il contesto geopolitico è tornato a esercitare un ruolo centrale nelle decisioni di asset allocation. Gli shock degli ultimi anni, dalla guerra tra Russia e Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, fino al progressivo irrigidimento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina e alla frammentazione degli equilibri globali, hanno riacceso la volatilità sui mercati tradizionali, incidendo in modo diretto su inflazione, tassi di interesse, catene di approvvigionamento e flussi di capitale. In questo contesto, "il tema della decorrelazione degli investimenti rispetto ai rischi geopolitici assume un valore strategico", commenta Michele Mattioda, Investor Relations Management Director di Mk Global Kapital.

MICROCREDITO RESTA ANCORATO A DINAMICHE MACROECONOMICHE LOCALI

"I mercati privati, il microcredito, e più in generale la microfinanza, rappresentano un caso interessante. A differenza di azioni e obbligazioni governative, fortemente sensibili a shock geopolitici e a decisioni di politica monetaria legate a crisi internazionali, il microcredito è strutturalmente ancorato a dinamiche microeconomiche locali", spiega l'esperto. I flussi di rimborso, infatti, derivano da milioni di piccoli presti concessi a famiglie e piccole imprese che operano prevalentemente in mercati domestici e informali, spesso poco integrati nei circuiti finanziari globali. "Di fatto i paesi in cui il microcredito è piu sviluppato sono spesso ai margini delle dinamiche geopolitiche, per via della loro secondaria importanza sul piano economico globale. E se da un lato, proprio in virtù di questa precisazione, l'investimento in mercati emergenti viene considerato più rischioso, quando si parla di obbligazioni governative o grosse società private, al contrario l'estrema frammentazione e granularità dei prestiti legati all'economia reale è un fattore essenziale per mitigare il rischio", prosegue Mattioda.

I dati mostrano come, storicamente, i Microfinance Investment Vehicles (MIVs) abbiano registrato correlazioni basse o prossime allo zero rispetto ai principali indici azionari e obbligazioni globali. Nonostante il microcredito non sia immune alle crisi, i canali di trasmissione sono meno immediati. "Così come comprovato dall'andamento delle statistiche sul ritardo nei rimborsi delle rate di sofferenza del portafoglio crediti, che vedono il ritardo oltre 30 giorni, Par30, rimanere stabile nel corso del tempo", puntualizza l'esperto.

MICROCREDITO AUMENTA STABILITÀ COMPLESSIVA DEL PORTAFOGLIO

Nei periodi di conflitti armati e tensioni geopolitiche globali, i mercati finanziari reagiscono attraverso repricing del rischio, fughe verso asset sicuri e aumento della volatilità. "Il microcredito, invece, risente in modo più indiretto di questi eventi, principalmente attraverso effetti secondari come l'aumento dei costi di funding, il rischio di cambio o il rallentamento dell'economia reale locale. Anche nei periodi di forte instabilità globale, le performance dei fondi di microfinanza hanno mostrato una maggiore stabilità dei rendimenti, seppur a fronte di ritorni più contenuti rispetto agli asset rischiosi tradizionali", continua l'esperto. Per gli operatori finanziari, il microcredito può rappresentare un'ancora di stabilità in un mondo caratterizzato da conflitti persistenti e crescente incertezza geopolitica. "In un contesto in cui le guerre influenzano direttamente prezzi dell'energia, inflazione e debito sovrano, l'esposizione a un'attività meno sensibile agli equilibri geopolitici globali può contribuire a migliorare la resilienza complessiva del portafoglio", spiega Mattioda.

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