FOCUS: midterm Usa, il 47% degli investitori retail italiani riposiziona il portafoglio (eToro)

MILANO (MF-NW)--Il voto di metà mandato negli Stati Uniti non è ancora arrivato, ma nei portafogli degli italiani ha già prodotto i suoi effetti. Secondo i dati di eToro, il 47% degli investitori retail italiani ha riposizionato o intende riposizionare i propri investimenti: l'8% ha già agito, il 18% lo farà prima delle urne, il 21% attenderà di conoscere l'esito. A muoversi con più decisione sono i più giovani. Tra gli investitori italiani della Gen Z il 68% ha già modificato o prevede di modificare il proprio portafoglio, più del doppio rispetto al 31% dei baby boomer.

La direzione, tuttavia, non è la stessa per tutti. Tra chi sta riposizionando, il 31% sta acquistando più azioni e il 29% le sta vendendo. "La percentuale quasi equivalente di investitori che acquistano e vendono azioni dimostra come il mercato si stia preparando a scenari politici ed economici differenti, piuttosto che scommettere su un unico esito elettorale", commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro per l'Italia. "Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti stanno già influenzando le decisioni di investimento degli italiani, ma non emerge una direzione univoca".

Gli scenari, del resto, sono più sfumati di quanto sembri. Un Congresso diviso, spiega Debach, "potrebbe rappresentare un fattore favorevole per i mercati azionari, limitando la possibilità di interventi legislativi radicali e riducendo l'incertezza sulla politica fiscale americana". Lo stallo, però, non è sinonimo di stabilità: "Trump potrebbe comunque intensificare la propria agenda commerciale". Sul fronte opposto, "una vittoria repubblicana in entrambe le Camere potrebbe riaccendere le aspettative di tagli fiscali e deregolamentazione, favorendo alcuni settori ma alimentando nuove preoccupazioni sul debito pubblico e sui rendimenti dei Treasury".

Anche la mappa dei settori rischia di riservare sorprese. Le reazioni, osserva l'analista, potrebbero essere meno prevedibili di quanto suggeriscano le tradizionali distinzioni politiche. "Un Congresso diviso potrebbe favorire utility e immobiliare qualora contribuisse a contenere i rendimenti obbligazionari, mentre ulteriori deregolamentazioni repubblicane potrebbero sostenere banche ed energia. La variabile decisiva resta tuttavia il costo del capitale. Con un deficit federale vicino ai 2.000 miliardi di dollari, nuovi stimoli fiscali potrebbero sostenere gli utili ma anche spingere al rialzo i rendimenti dei Treasury, comprimendo i multipli azionari. Un Congresso diviso, d'altra parte, potrebbe complicare le trattative sul bilancio e sul tetto del debito, aumentando l'incertezza fiscale. Più dei dazi, già al centro dell'attenzione, è la sostenibilità del debito americano a poter riservare le sorprese maggiori".

È qui che il dato sui tempi torna a pesare. Il 21% degli investitori che preferiscono attendere l'esito elettorale per intervenire nei propri portafogli si prepara a un passaggio che, secondo Debach, sarà il vero banco di prova. "Per gli investitori italiani, la vera prova arriverà dopo lo scrutinio. La reazione iniziale dei mercati potrebbe essere guidata dal sollievo o dalla delusione, ma la direzione di lungo periodo delle Borse americane dipenderà soprattutto dagli utili societari, dai tassi di interesse e dall'andamento del dollaro. Le elezioni potrebbero creare opportunità, ma il rischio maggiore è confondere un rally politico di breve periodo con un miglioramento duraturo dei fondamentali di mercato".

dfg

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3010:59 ott 2026