FOCUS: midterm Usa, perché il voto conta meno di quanto si pensi (Mfs Im)
MILANO (MF-NW)--"Mentre gli Stati Uniti si preparano al voto del 3 novembre, la storia insegna che, per gli investitori, mantenere la disciplina è una strategia più efficace rispetto che basare le proprie scelte sulle previsioni politiche", dichiarano Michael Dembro, Lead Strategist - Market & Insights Group, e Kevin Mullen, Senior Strategist - Market & Insights Group, presso Mfs Investment Management.
"Ogni due anni", proseguono gli esperti, "il periodo che precede le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti porta con sé una consueta ondata di speculazioni su tasse, regolamentazione e andamento dei mercati. I titoli dei giornali si concentrano su quale partito avrà la maggioranza in Congresso. Per gli investitori di lungo periodo, tuttavia, la domanda più utile è che cosa ci dice la storia sull'andamento dei mercati in prossimità delle elezioni- e i dati mostrano che gli esiti politici incidono molto meno di quanto molti credano".
"Nessun risultato elettorale ha mai determinato da solo i rendimenti", dichiarano gli analisti. "Per più di novant'anni (1933-2025), l'indice S&P 500 ha registrato rendimenti medi annui positivi in tutte le possibili combinazioni di controllo della Casa Bianca e del Congresso, con valori compresi tra l'8,6% e il 19,2%. Indipendentemente dal fatto che il Congresso fosse controllato da un unico partito o diviso tra i due partiti, i mercati hanno continuato a essere trainati soprattutto dagli utili e influenzati dai tassi di interesse e dalla crescita economica piuttosto che dagli equilibri politici a Capitol Hill".
Secondo Dembro e Mullen, "l'effetto negativo dell'incertezza sui mercati tende ad attenuarsi. I mercati tendono a risentire più dell'incertezza che di un particolare programma politico. Nei mesi che precedono le elezioni di metà mandato, gli investitori valutano una serie di possibili scenari, il che può frenare il sentiment di mercato. Una volta noto il risultato elettorale, l'incertezza tende a ridursi. Storicamente, ciò si è tradotto in un andamento particolarmente positivo dei mercati nel periodo successivo al voto: dal 1938, l'indice S&P 500 ha registrato rendimenti positivi nei 12 mesi successivi a 21 delle ultime 22 elezioni di metà mandato, con un rendimento medio del 19,4%".
"Come dimostrano gli esempi riportati di seguito, a ogni cambio di maggioranza dal 1994 è seguito un anno in cui l'indice S&P 500 ha chiuso in rialzo, indipendentemente dal partito vincitore. Anche gli anni caratterizzati dai rendimenti più deboli evidenziano il peso di fattori estranei alle elezioni: il rialzo del 2,1% nel 2011 rifletteva la crisi del debito dell'eurozona e il declassamento del rating sovrano degli Stati Uniti, mentre l'unico rendimento negativo della serie nei 12 mesi successivi alle elezioni di metà mandato si registrò nel 1939 (0,4%), con lo scoppio della Seconda guerra mondiale", spiegano gli esperti.
"La politica conta, ma attraverso i fondamentali", dichiarano gli analisti. "Ciò non significa che le elezioni siano irrilevanti. I cambiamenti nel controllo del Congresso possono influenzare la spesa pubblica, la pressione fiscale, il commercio e la regolamentazione, con implicazioni per i singoli settori, l'indebitamento pubblico e i rendimenti obbligazionari. Tuttavia, questi effetti tendono a manifestarsi gradualmente, attraverso gli utili societari e l'andamento dell'economia nel suo complesso, piuttosto che sotto forma di movimenti immediati a livello di mercato. È qui che un approccio attivo e basato sulla ricerca può aggiungere valore: valutando come i cambiamenti politici si ripercuotono sui flussi di cassa e sulle valutazioni delle singole società, piuttosto che operare sulla base dei risultati riportati dai titoli dei giornali".
Secondo Dembro e Mullen, "la disciplina conta più delle previsioni. Riteniamo che costruire un portafoglio in funzione dell'attesa per i risultati elettorali richieda due previsioni corrette: prevedere l'esito del voto e anticipare la reazione dei mercati. La storia dimostra quanto ciò possa essere difficile. Anziché tentare di anticipare l'esito del voto, riteniamo che gli investitori facciano meglio a utilizzare le elezioni di metà mandato come un'opportunità per verificare che i portafogli restino ben diversificati e allineati ai loro obiettivi a lungo termine. Le elezioni passano, mentre i solidi principi di investimento restano validi nel tempo".
dfg
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2711:05 ott 2026