FOCUS: Moody’s concede una tregua all’euro, ma permangono i rischi al ribasso (Mufg)
MILANO (MF-NW)--"L'euro ha registrato un modesto rialzo all'inizio della nuova settimana, dopo essere sceso a nuovi minimi da inizio anno nei confronti della sterlina e dello yen", dichiarano di Derek Halpenny e Lee Hardman, rispettivamente Head of Research Global Markets Emea & International Securities e Senior Currency Analyst. "È attualmente la valuta del G10 con la peggiore performance del mese, penalizzata sia dall'aumento dei prezzi dell'energia sia dalle crescenti preoccupazioni degli investitori per i rischi fiscali e politici in Francia".
"Il prezzo del gas naturale in Europa è aumentato nettamente questo mese, di oltre un terzo, superando i 90 euro/MWh in vista dell'inverno e accentuando i rischi di stagflazione per l'economia dell'area euro. Finora, quest'anno, l'economia dell'area euro si è dimostrata più resiliente del previsto allo shock dei prezzi dell'energia, ma i risultati dell'indagine Pmi dell'area euro pubblicati alla fine della scorsa settimana hanno segnalato che lo slancio della crescita potrebbe essere sul punto di indebolirsi", proseguono gli esperti.
"Il Pmi composito dell'area euro è sceso di 1,2 punti a 51,9 in ottobre, con una flessione ancora più marcata in Francia, pari a 2,7 punti, a 48,4. Il calo più consistente della fiducia delle imprese in Francia non sorprende, considerati il recente inasprimento delle condizioni di finanziamento e i disordini sociali che hanno indebolito il clima di fiducia. L'economia francese stava già registrando una performance relativamente debole quest'anno, prima del recente shock negativo. Un'ulteriore perdita di slancio della crescita renderà ancora più difficile per il governo raggiungere l'obiettivo di crescita dell'1,0% per il prossimo anno, su cui si basano i suoi piani di bilancio", spiegano gli analisti.
"Tuttavia", continuano Halpenny e Hardman, "il governo francese ha ottenuto una tregua alla fine della scorsa settimana, quando Moody's ha annunciato che avrebbe mantenuto invariato il rating creditizio della Francia ad Aa3, un gradino al di sopra di quelli assegnati da S&P e Fitch. L'agenzia ha osservato che il rating della Francia è sostenuto dalla sua economia ricca e diversificata, oltre che da istituzioni pubbliche altamente competenti. Ha tuttavia riconosciuto che la solidità del quadro istituzionale è ripetutamente messa alla prova da un Parlamento diviso, spesso in contrasto con il governo sulle priorità politiche o sulla loro attuazione, nonché da periodi di instabilità politica e sociale".
"L'onere del debito, elevato e in aumento, e il peggioramento degli indicatori della capacità di sostenerne il costo rappresentano altre sfide fondamentali. L'onere del debito è superiore a quanto previsto nell'ultima revisione dell'agenzia e i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati più rapidamente, mentre sono scoppiate diffuse proteste sociali che potrebbero limitare gli sforzi di consolidamento fiscale", affermano gli esperti.
"Un elemento cruciale è che Moody's presuppone l'approvazione della manovra di bilancio per il prossimo anno volta a ridurre il disavanzo, insieme a una parziale attenuazione dei costi di finanziamento e delle tensioni sociali nei prossimi mesi. Moody's prevede attualmente un modesto inasprimento fiscale il prossimo anno, che ridurrebbe il disavanzo di bilancio dal 5,4% al 5,2% del Pil", spiegano gli analisti.
"L'agenzia ha sottolineato che sarà comunque necessario uno sforzo fiscale significativo e duraturo anche dopo le elezioni presidenziali. Ha riconosciuto che il forte aumento dei costi di finanziamento dello Stato negli ultimi mesi accresce il rischio di un ulteriore peggioramento della capacità della Francia di sostenere il costo del proprio debito. Tuttavia, la scadenza media ponderata del debito pubblico, pari a circa 8,5 anni, implica che l'aumento dei rendimenti debba protrarsi per un periodo prolungato per incidere in misura significativa sugli indicatori della capacità di sostenerne il costo", dichiarano Halpenny e Hardman.
"Moody's ha mantenuto il rating creditizio della Francia sotto osservazione con implicazioni negative e ha dichiarato che un declassamento deriverebbe probabilmente da ulteriori evidenze di un indebolimento della capacità delle istituzioni legislative di adottare misure per evitare un deterioramento rapido e prolungato della capacità di sostenere il costo del debito. Tra gli altri possibili fattori scatenanti figurano la sospensione o la revoca di disposizioni fondamentali delle riforme strutturali, come quella delle pensioni, e un'ulteriore escalation del rischio geopolitico", affermano gli esperti.
"Non ci aspettiamo che la decisione di Moody's di mantenere invariato il rating porti grande sollievo ai titoli di Stato francesi o all'euro, anche se potrebbe evitare ulteriori vendite all'inizio di questa settimana, in vista dell'imminente riunione di politica monetaria della Bce. Quest'ultima ha maggiori possibilità di determinare movimenti più rilevanti sui mercati, anche se riteniamo sia troppo presto per aspettarsi che la Bce annunci misure a sostegno dei mercati dei titoli di Stato", concludono gli analisti.
dfg
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2611:11 ott 2026