FOCUS: nervosismo conflitto MO impatta su mercati obbligazionari (Zkb/Swisscanto)

MILANO (MF-NW)--Il nervosismo dei mercati legato al conflitto in Medio Oriente si è esteso al comparto obbligazionario, spingendo i rendimenti in Europa oltre i livelli registrati nel 2022, commenta Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solutions di Zkb/Swisscanto.

RENDIMENTI UE SUPERIORI A LIVELLI 2022

Dopo che Israele ha bombardato alcune parti delle infrastrutture energetiche iraniane, i prezzi del petrolio e del gas sono nuovamente saliti e, ormai da oltre una settimana, si attestano intorno alla soglia critica dei 100 dollari al barile (Wti). Di conseguenza, "i timori di inflazione si sono nuovamente intensificati e i mercati stanno ora scontando significativi aumenti dei tassi d'interesse in Europa. Il mercato si aspetta addirittura che la Bns e la Fed aumentino i tassi d'interesse, a nostro avviso un'esagerazione", commenta l'esperto. "Anche il livello dei rendimenti obbligazionari ci sembra eccessivo: in Europa sono ora superiori ai livelli del 2022, ma all'epoca le aspettative di inflazione a medio termine e i salari erano in forte aumento, una situazione che oggi non si riscontra", prosegue Rüegg.

ASPETTATIVE SU TASSI PESANO SU MERCATO CREDITO PRIVATO

Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, l'economia globale potrebbe registrate un sensibile indebolimento. "In questo quadro, aumenti dei tassi di interesse in risposta a strozzature dell'offerta avrebbero poco senso. Ciononostante, le aspettative sull'andamento dei tassi d'interesse che sono state ora scontate stanno esacerbando le preoccupazioni relative al mercato del credito privato, e anche il recente aumento dei premi di credito sta avendo un impatto notevole sulle condizioni finanziarie", spiega l'esperto. Sul fronte azionario, i mercati continuano a registrare marcate correzioni. Lo scorso venerdì diversi indici hanno sfondato importanti livelli di supporto (media mobile a 200 giorni) e, con l'apertura dei mercati asiatici di lunedì, il mercato azionario globale si sta ora avvicinando a una correzione di circa il 10%.

FOCUS SU TITOLI DI STATO DI ALTA QUALITÀ

"La scorsa settimana abbiamo aumentato la nostra posizione nelle azioni svizzere e, di conseguenza, ridotto l'esposizione alle azioni statunitensi, e quindi anche al dollaro Usa. Le valutazioni delle azioni svizzere e dei mercati emergenti sono ora leggermente al di sotto della loro media a 10 anni", dichiara Rüegg. In questo contesto, "le nostre considerazioni di allocazione tattica tornano a concentrarsi maggiormente su titoli di Stato di alta qualità. Da una prospettiva storica, la perdita media sui mercati azionari viene approssimativamente raggiunta quando il VIX supera quota 30", conclude l'esperto.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2513:26 mar 2026