FOCUS: nuove regole Ue su green bond e rating Esg, ecco i settori sotto pressione (Xtb)

MILANO (MF-NW)--L'Unione Europea ha introdotto norme più stringenti per quanto riguarda i green bond e per rendere trasparenti i criteri di rating Esg. "Quello dell'energia pulita e della riduzione delle emissioni è un tema di stretta attualità oltre a rivelarsi anche ottimo strumento di marketing per attrarre capitali", commenta David Pascucci, Market Analyst di Xtb.

LA NUOVA REGOLAMENTAZIONE SUI FORNITORI DI RATING

Da oggi, 2 luglio, entra in vigore il Regolamento Ue 2024/3005 sui fornitori di rating Esg che prevede la supervisione dell'Esma per i fornitori e una maggior trasparenza pubblica per le metodologie utilizzate per il rating. "Altre importanti novità riguardano invece il marketing di questi prodotti: infatti, è vietato utilizzare genericamente parole come ecofriendly, green, natural se non ci sono prove scientifiche a riguardo, oppure rivendicare l'etichetta di carbon neutral solamente grazie all'offset, ossia la compensazione di emissioni di carbonio", spiega l'esperto. In questo quadro, l'European Green Bond Standard, ossia l'insieme regole per l'emissione di green bond, è fondamentale per rendere più trasparente l'emissione di questi bond. "Stando al regolamento, gli emittenti devono destinare l'85% dei proventi in attività ecosostenibili allineate alla tassonomia dell'Ue", continua Pascucci. Inoltre, "l'applicazione di schede informative pre e post emissione saranno fondamentali in quanto nel 2026 sono previsti ben 370 miliardi di euro in emissioni di green bond, per via degli sviluppi recenti dell'AI e del fabbisogno di nuove risorse energetiche", osserva l'esperto.

I TITOLI COINVOLTI DALLA NUOVA REGOLAMENTAZIONE

"In Italia abbiamo alcuni titoli molto importanti che potrebbero essere coinvolti in questa nuova stretta dovuta alla regolamentazione, in primis il settore energy, automotive e moda/lusso, quei settori ai quali si associa una miglior efficienza energetica come innovazione", dichiara Pascucci. Eni, ad esempio, che nella storia recente ha condotto campagne di marketing sul diesel green, potrebbe dover affrontare il rischio di sanzioni e successivamente andare a ridurre le emissioni. "Altro titolo nel mirino sicuramente Stellantis, titolo che pesa nell'automotive e che sta affrontando una chiara crisi sui mercati finanziari. Il gruppo, infatti, rischierebbe di ricevere sanzioni fino a 2,5 miliardi di euro qualora non riuscisse ad aumentare drasticamente la quota di veicoli elettrici e ridurre la produzione di motori termici", continua l'esperto. "Il settore della moda, per via di campagne marketing basate proprio sull'utilizzo della terminologia green come leva di marketing, potrebbe incappare in sanzioni che in Italia arriverebbero al 4% del fatturato annuo in caso di claim generici e privi di prove", osserva Pascucci. Infine, Snam e Saipem rischiano una revisione del rating Esg.

IL SETTORE PIÙ COLPITO È L'AUTOMOTIVE

Al momento, il settore più colpito è quello dell'automotive, che sta registrando cali vistosi sui mercati finanziari (basti vedere VolksWagen o Stellantis). "I tagli alla produzione di veicoli termici non permette l'entrata di flussi di cassa necessari per la produzione di veicoli elettrici, una spirale negativa che di fatto viene ulteriormente ostacolata dalla concorrenza cinese che sembra aver ormai il dominio dell'elettrico", spiega l'esperto. "La transizione green inoltre spinge i prezzi dei veicoli elettrici al rialzo, altro elemento che rende molto difficile la vendita", conclude Pascucci.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0219:17 lug 2026