FOCUS: nuovo corso della Fed passa dai sette principi di Warsh (Payden & Rygel)

MILANO (MF-NW)--I commenti di Kevin Warsh all'apertura del simposio di Jackson Hole hanno rafforzato le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse a settembre, salite dal 30% al 60%. A circa cento giorni dall'insediamento, il nuovo presidente della Fed ha delineato i sette principi alla base della sua visione del contesto economico, con un linguaggio più diretto e meno legato agli aspetti procedurali rispetto ai precedenti interventi.

Il primo principio di Warsh, afferma Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel, prevede che la Fed guardi alle tendenze aggregate dei dati, più che ai singoli valori puntuali. Su questo fronte, l'inflazione PCE core resta elevata: a luglio si è attestata allo 0,246% su base mensile, in linea con la media degli ultimi tre mesi, pari a circa lo 0,25%. Se questa traiettoria dovesse essere confermata, l'inflazione core Pce chiuderebbe l'anno al 3,4%, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Fed.

Il secondo principio riguarda il ruolo del tasso di riferimento, che secondo Warsh influenza la domanda aggregata, ma non l'offerta. "Riteniamo che la domanda aggregata non sia oggi né in una fase di surriscaldamento né di marcato indebolimento: il mercato del lavoro resta stabile e il reddito dei consumatori continua a sostenere la crescita, nonostante un lieve calo della spesa legato allo shock petrolifero" spiega l'esperto. Più difficile da osservare in tempo reale è invece il lato dell'offerta, sul quale Warsh richiama i guadagni di produttività, il cui legame con l'intelligenza artificiale resta, a suo avviso, ancora ambiguo. Un dato concreto emerge tuttavia dall'hardware e dal software legati all'AI: la domanda supera l'offerta e questo squilibrio spiega quasi metà dell'inflazione dei beni core registrata negli ultimi sei mesi. Di fronte a una carenza di offerta settoriale che i tassi non possono correggere direttamente, il Governatore Waller ha comunque proposto di alzarli per contenere la domanda aggregata e raffreddare l'inflazione complessiva.

Il terzo principio ribadisce che l'obiettivo di inflazione della Fed resta fissato al 2% e che i policymaker devono agire per riportare l'inflazione verso il target.

Il quarto principio affianca a questo obiettivo quello della massima occupazione. "A nostro avviso, i due mandati Fed non sono in conflitto: nel lungo periodo, un mercato del lavoro sano dipende anche dal mantenimento di un'inflazione sotto controllo, facendo sì che i due obiettivi finiscano per rafforzarsi a vicenda" sottolinea Cleveland.

In base al quinto principio, la Fed continuerà a privilegiare i tassi a breve termine come principale leva della politica monetaria, senza procedere a un'ulteriore compressione del bilancio.

Il sesto principio sottolinea invece che i policymaker devono prestare attenzione all'offerta di moneta e alle condizioni finanziarie. "Secondo la nostra analisi", prosegue l'economista, "l'offerta di moneta è tornata sui livelli medi pre-pandemici, mentre le condizioni finanziarie non appaiono oggi restrittive: un quadro coerente con la forte crescita degli utili societari e con l'aumento degli investimenti in capitale fisso".

Infine, "Warsh auspica una Fed più silenziosa e mirata nelle proprie comunicazioni, un obiettivo che si scontra tuttavia con la natura decentralizzata del sistema della Federal Reserve e con le divergenze di vedute tra i presidenti delle Reserve Bank regionali" conclude l'esperto.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0311:08 set 2026