FOCUS: Nvidia da record nel 2025, perché il mercato resta freddo? (eToro)
MILANO (MF-NW)--"I numeri di Nvidia sono stati oggettivamente straordinari. Ma il mercato, come nelle ultime trimestrali, non reagisce più alla semplice eccellenza. L’asticella si è alzata al punto che battere le attese non basta, serve dimostrare la perfezione, senza nemmeno una singola sbavatura. Mettiamola così, ci sono trimestrali che sorprendono. E poi ci sono trimestrali che ridefiniscono la scala di ciò che è possibile. Nvidia, nel FY2026, appartiene alla seconda categoria".
Lo afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro, in un'analisi sulla trimestrale del colosso dei chip, indicando le cinque ragioni per cui i mercati hanno reagito tiepidamente.
"Il primo nodo - indica l'esperto - è psicologico ma anche aritmetico. Le aspettative sono diventate estreme. Il beat-and-raise non è più la sorpresa, è il minimo sindacale. In un titolo così grande, così posseduto, così centrale, la trimestrale non è più un evento. È un controllo qualità".
"Il secondo nodo è la sostenibilità della domanda hyperscaler. Dalla conference call emerge chiaramente che circa metà del business Data Center è legato ai top 5 cloud provider. Microsoft, Amazon, Google e Meta parlano di investimenti sull’AI per il 2026 nell’ordine dei 650 miliardi di dollari, con stime che portano il capex complessivo dei principali player verso area 700 miliardi. Nvidia è il motore di questa onda. Ma è anche esposta al momento in cui l’onda smette di crescere e inizia a stabilizzarsi", prosegue l'analisi.
"Il terzo nodo è la concentrazione, che è la faccia nascosta del dominio. Nel FY26 un solo cliente diretto rappresenta il 22% dei ricavi e un altro il 14%. Anche sul lato indiretto ci sono clienti che valgono singolarmente oltre il 10%. E una parte significativa dei ricavi arriva indirettamente da un’unica AI research company che compra capacità cloud dai partner. L’ecosistema è potente, ma non è così diversificato come la narrativa sull’AI globale farebbe pensare. E il mercato, quando sente la parola “concentrazione”, sente anche un’altra parola, 'fragilità'".
Il quarto punto riguarda la Cina. "Nella guidance non è previsto alcun contributo dal Data Center cinese. Le restrizioni all’export restano un fattore strutturale, mentre competitor locali stanno progredendo. Per un’azienda che domina l’80-90% del mercato GPU AI in Occidente, il rischio non è tanto la perdita immediata di quota, quanto la nascita di ecosistemi alternativi in mercati non allineati", sottolinea Debach.
Infine, "c’è la gestione del capitale, che in questa fase diventa un messaggio implicito quanto una riga di guidance. Nvidia ha generato circa 97 miliardi di free cash flow nell’anno e ne ha restituiti 41,1 miliardi agli azionisti, il 43% del FCF, tra buyback e dividendi. Ha ancora 58,5 miliardi disponibili per il riacquisto. A fine anno ha 62,6 miliardi tra cassa e titoli. E contemporaneamente investe in R&D, vicino ai 20 miliardi, e in partecipazioni strategiche nell’ecosistema AI. È forza finanziaria, certo. Ma è anche una domanda che si insinua nei portafogli più pazienti: quanto della storia futura è crescita organica, e quanto è costruzione di ecosistema, anticipazione, presidio difensivo?", chiosa Debach.
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2611:46 feb 2026