FOCUS: Nvidia, quando il fornitore diventa anche finanziatore (Rheos Partners)
MILANO (MF-NW)--La notizia più recente su Nvidia e OpenAI non riguarda un nuovo chip, ma il modo in cui verrà finanziata l'infrastruttura necessaria per utilizzarlo. Secondo diverse fonti, Nvidia starebbe valutando fino a 250 miliardi di dollari di garanzie per sostenere il leasing e il debito di costruzione di un data center da 10 gigawatt in Ohio, con OpenAI come possibile utilizzatore. Separatamente, potrebbe finanziare fino a 350 miliardi di acquisti di chip destinati al sito. "Lw trattative sono preliminari, ma il mercato ha colto il punto: il principale fornitore dell'infrastruttura AI potrebbe diventare anche il soggetto che rende finanziabile la domanda dei propri clienti" afferma Giacomo Calef, co-fondatore di Rheos Partners.
È una forma di vendor financing su una scala nuova, spiega l'analista. Nvidia vende capacità di calcolo, sostiene chi deve acquistarla e contribuisce a rendere bancabili i data center che ospiteranno i suoi sistemi. Questo non dimostra che il ciclo dell'intelligenza artificiale sia artificiale, ma significa che ricavi, investimenti e credito stanno entrando nello stesso circuito. Se i ritorni economici arriveranno più lentamente del previsto, il rischio potrà coinvolgere non soltanto i semiconduttori, ma anche obbligazioni, leasing, private credit e infrastrutture digitali.
Per chi investe, prosegue Calef, la prima domanda operativa è semplice: quanta esposizione all'AI è già presente nel portafoglio? Non esiste un peso ufficiale dell'intelligenza artificiale negli indici, ma possiamo costruire una proxy ristretta sommando Nvidia, Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta, Broadcom e Micron. Dai pesi ufficiali di alcuni provider risulta che, al 24 luglio, queste società rappresentavano il 27,7% dello S&P 500; nell'MSCI World, al 30 giugno, arrivavano al 19,6%. Nvidia da sola pesava rispettivamente il 7,9% e il 5,2%.
Chi possiede un indice globale o statunitense ha quindi già un'esposizione rilevante. Aggiungendo fondi tecnologici, Etf tematici e singoli titoli, si rischia di pagare più volte la stessa tesi: crescita continua della spesa per data center e monetizzazione abbastanza rapida da remunerare il capitale investito. Il controllo deve estendersi anche ai private markets. Un fondo di private equity può detenere società cloud, software o operatori di data center; il private credit può finanziare i veicoli che costruiscono o affittano queste infrastrutture. "La stessa esposizione può quindi comparire in più parti del patrimonio, ma con valutazioni meno frequenti, leva diversa e minore liquidità. Senza un vero look through, il rischio resta nascosto" sottolinea l'espero.
Una volta misurata l'esposizione complessiva, si può intervenire sulla costruzione del portafoglio. Chi vuole mantenere l'azionario statunitense riducendo la dipendenza dalle mega capitalizzazioni può valutare, almeno in parte, un Etf sull'S&P 500 equal weight. L'indice contiene le stesse società, ma a ogni ribilanciamento trimestrale assegna a ciascuna un peso simile. Non elimina il rischio azionario americano, ma riduce la concentrazione nei pochi titoli che oggi dominano l'indice.
Un'altra possibilità è diversificare verso le infrastrutture elettriche europee. Reti, trasformatori, cavi e sistemi di gestione dell'energia beneficiano della crescita dei data center, ma non dipendono soltanto dall'AI. Servono anche all'elettrificazione dell'industria e dei trasporti, all'integrazione delle rinnovabili e alla sicurezza energetica. La Commissione europea stima in 584 miliardi di euro gli investimenti necessari nelle reti entro il 2030, con il 40% delle reti di distribuzione già oltre i quarant'anni.
La conclusione non è vendere l'AI, afferma l'analista. "È capire quanta ne possediamo già, evitare duplicazioni tra strumenti quotati e private markets e distinguere tra una scommessa concentrata sulla monetizzazione dell'intelligenza artificiale e infrastrutture utili a molti processi economici. La diversificazione reale non consiste nel possedere più prodotti, ma nel sapere quali rischi si ripetono al loro interno".
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1917:50 ago 2026