FOCUS: oro e argento, correzione guidata da quadro macro crea opportunità (Jupiter)
MILANO (MF-NW)--"Nelle ultime settimane i prezzi dell'oro e dell'argento hanno registrato una correzione, tornando sui livelli di supporto tecnico. A mio avviso, tuttavia, restano pienamente validi i presupposti macroeconomici di lungo periodo per una svalutazione monetaria e per una nuova fase di rialzo sia dei metalli sia dei titoli minerari", dichiara Ned Naylor-Leyland, gestore del Jupiter Gold & Silver Fund.
"Per una nuova ondata di rialzi sarebbe necessaria una riduzione dei tassi d'interesse reali statunitensi a breve termine, attualmente su livelli estremamente elevati. Se ciò accadesse, mi attenderei un cambiamento significativo nella lettura dei mercati circa l'orientamento restrittivo o accomodante della politica monetaria", prosegue l'esperto. "Ritengo inoltre che un superamento del precedente massimo dell'oro, pari a 5.500 dollari l'oncia potrebbe creare le condizioni affinché gli investitori long-only inizino ad affiancare gli speculatori nel convogliare ingenti flussi d'investimento verso il settore. Negli ultimi anni gli investitori long-only sono rimasti perlopiù assenti dal mercato dell'oro e dell'argento, privilegiando i titoli tecnologici e quelli sostenuti dal momentum".
"Il passaggio, quest'anno, a un contesto macroeconomico di tassi reali in aumento ha prodotto una combinazione interessante: i metalli monetari stanno mettendo alla prova importanti livelli di supporto tecnico dei prezzi; nel frattempo, le società minerarie continuano a generare flussi di cassa eccezionalmente solidi pur presentando multipli di valutazione ai minimi storici", afferma l'analista.
"Come spesso accade, il catalizzatore della recente flessione dei prezzi dei metalli monetari è stato un ulteriore rialzo dei tassi d'interesse reali a breve termine, ossia dei tassi al netto dell'inflazione. Mentre i mercati scontavano un percorso di politica monetaria più restrittivo, le aspettative d'inflazione futura sono rimaste invariate, inducendo gli speculatori (hedge fund, trader e commodity trading advisor, o cta) a chiudere le posizioni o a ridurre la leva sulle operazioni volte a beneficiare della svalutazione monetaria (le posizioni lunghe su xau/usd)", dichiara Naylor-Leyland.
"Ci aspettiamo che qualsiasi intervento del segretario al Tesoro statunitense Bessent o del presidente della Fed Warsh volto a riprendere il controllo dei rendimenti in forte rialzo induca gli speculatori a tornare sul mercato e ad assumere nuovamente posizioni lunghe sui metalli monetari, come hanno brevemente fatto in agosto, quando Bessent si è definito 'il banco'", continua l'esperto. "Finora questa dichiarazione non ha avuto esiti favorevoli per lui, ma va riconosciuto che non ha ancora fatto ricorso agli strumenti a sua disposizione per avviare quella che mi aspetto sarà la prossima era del controllo della curva dei rendimenti dei Treasury".
"È utile ricordare che quanto accaduto di recente rappresenta soltanto un rimbalzo dei titoli di Stato, dovuto al cambiamento delle aspettative sui tassi. A mio avviso, le tendenze di lungo periodo verso la svalutazione monetaria, l'espansione dei bilanci delle banche centrali e la de-dollarizzazione sono ormai consolidate e inarrestabili. Considero l'oro un'unità monetaria priva di rischio, anziché un'attività produttiva, capace di preservare il potere d'acquisto mentre le valute si deprezzano nel tempo", afferma l'analista.
"Sebbene i prezzi dei metalli abbiano perso parte dello slancio a seguito di questo cambiamento del quadro dei tassi, i fondamentali delle società minerarie rimangono particolarmente solidi. I margini di free cash flow delle società minerarie sia aurifere sia argentifere si mantengono vicini ai massimi del ciclo, mentre le valutazioni azionarie sono ai minimi. Nell'arco di otto anni i margini sono triplicati, mentre i multipli di valutazione si sono dimezzati. I dividendi crescono, proseguono i riacquisti di azioni proprie, le fusioni e acquisizioni e le attività di esplorazione: tutti segnali di un comparto azionario con fondamentali in ottima salute, come mostrano i grafici seguenti", spiega Naylor-Leyland.
"Per gli investitori che intendono assumere un'esposizione di lungo periodo sui metalli monetari, le modalità d'investimento sono importanti. Nel corso dell'anno, indici focalizzati sui produttori di oro, come GDX, sono stati spinti al rialzo e al ribasso dai flussi speculativi e opportunistici degli hedge fund, mentre gli investitori long-only sono rimasti assenti nonostante i fondamentali di queste società. Lo scorso anno i benefici di un'attenta selezione dei titoli minerari sono stati evidenti e mi aspetto che tornino a manifestarsi quando riprenderà il momentum. Il beta del fondo rispetto all'oro in dollari rimane basso, intorno a 1,5-2x, poiché l'attenzione degli investitori è rivolta altrove, ma ci aspettiamo che questo valore aumenti", dichiara l'esperto
"La recente correzione verso i livelli di supporto strutturale dovrebbe essere interpretata principalmente in chiave macroeconomica, anziché come un segnale di deterioramento dei fondamentali. Nelle prossime settimane i mercati potrebbero ancora essere guidati dalle aspettative sui rendimenti reali, ma la combinazione di valutazioni interessanti delle società minerarie e di ragioni strutturali di lungo periodo a sostegno della tesi della svalutazione monetaria e della detenzione di metalli monetari crea, a nostro avviso, un punto d'ingresso particolarmente interessante per chi non ha esposizione al settore o attendeva di incrementarla", conclude Naylor-Leyland.
dfg
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2815:36 ott 2026