FOCUS: oro sotto pressione tra dollaro forte, Fed e tensioni MO (Confinvest Oro)

MILANO (MF-NW)--L'oro attraversa una fase di correzione dopo i forti rialzi dei mesi precedenti. A penalizzare il metallo prezioso, sceso sui minimi da mesi, è una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici: dollaro più forte, petrolio in rialzo, timori inflazionistici e aspettative di una Federal Reserve ancora restrittiva, commenta Simone Manenti, Ceo di Confinvest Oro.

FED POTREBBE MANTENERE ORIENTAMENTO RESTRITTIVO PIÙ A LUNGO

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno riportato l’attenzione degli investitori sul Medio Oriente e sulle possibili ripercussioni sui flussi energetici globali. In particolare, "i rischi legati allo Stretto di Hormuz, area strategica per il transito del petrolio, hanno contribuito a sostenere le quotazioni del greggio e ad alimentare nuove preoccupazioni sull'inflazione", spiega l'esperto. I rialzi del petrolio rendono più complesso lo scenario per la banca centrale americana. "Se le pressioni sui prezzi dovessero rimanere elevate, la Federal Reserve potrebbe mantenere un orientamento restrittivo più a lungo. Ed è proprio questo uno dei fattori che pesa sull'oro nel breve termine", dichiara Manenti. "Quando i rendimenti obbligazionari salgono, soprattutto quelli dei Treasury statunitensi, aumenta il costo opportunità di detenere un asset che non distribuisce cedole. Anche il rafforzamento del dollaro contribuisce a frenare il metallo prezioso, rendendolo più costoso per chi investe in altre valute", prosegue l'esperto.

ORO RESTA ASSET REALE PER PRESERVARE VALORE PATRIMONIO

Tuttavia, è necessario distinguere i fattori che influenzano il prezzo dell'oro nel breve periodo e le ragioni che ne giustificano la presenza all'interno di una strategia patrimoniale di lungo termine. "Decisioni delle banche centrali, andamento del dollaro, flussi speculativi ed eventi geopolitici possono generare oscillazioni anche marcate nel giro di settimane o mesi. Ma queste dinamiche, da sole, non modificano il ruolo che il metallo continua a svolgere come bene reale, utilizzato da molti investitori per diversificare il patrimonio e preservarne il valore nel tempo", continua Manenti.

AUMENTO INCERTEZZA CONTINUA A SOSTENERE PROSPETTIVE

La correzione deve essere letta anche alla luce del rally precedente. "Dopo aver raggiunto livelli molto elevati nei mesi scorsi, l'oro ha perso slancio e la discesa sotto alcune soglie tecniche rilevanti può aver favorito ulteriori vendite da parte degli operatori istituzionali", riporta l'esperto. "Il quadro, quindi, resta dinamico. Da un lato, dollaro forte, rendimenti elevati e aspettative di tassi ancora restrittivi rappresentano fattori di pressione. Dall'altro, l'incertezza geopolitica, i rischi inflazionistici e la fragilità dello scenario internazionale continuano a sostenere il ruolo del metallo prezioso come bene rifugio", prosegue Manenti. Guardando al futuro, l'evoluzione dell'inflazione Usa, le decisioni della Federal Reserve, l'andamento del dollaro e gli sviluppi in Medio Oriente saranno gli elementi da cui dipenderà la lettura della fase attuale: una pausa temporanea dopo i forti rialzi o l'inizio di un periodo di maggiore volatilità. "Per chi investe con un orizzonte di lungo periodo, però, il punto resta un altro. L'oro fisico continua a rappresentare un bene reale che ha storicamente contribuito alla protezione del patrimonio nei periodi di incertezza economica, finanziaria e geopolitica", conclude l'esperto.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1512:13 giu 2026