FOCUS: outlook positivo su oro e settore difesa (Lemanik High Growth)
MILANO (MF-NW)--I mercati azionari globali rimarranno sostenuti da un contesto macroeconomico complessivamente favorevole. Dopo il rimbalzo, 20% in 3 mesi, indotto dall'accelerazione nel terzo trimestre, le azioni italiane ed europee si sono stabilizzate nell'ultimo mese. In questo contesto, "siamo ottimisti su oro e settore difesa per cui recentemente abbiamo ricostruito una posizione su Avio e Fincantieri", commenta Andrea Scauri, gestore del fondo azionario Lemanik High Growth.
OUTLOOK POSITIVO SUI TITOLI LEGATI ALLA DIFESA
La crescita globale nel 2026 dipenderà dalla spesa statunitense nel settore AI, dagli investimenti in difesa, dallo sviluppo dei temi legati alla decarbonizzazione e dalla crescita dei consumi in Cina. In questo contesto, il settore della difesa europeo ha registrato risultati deludenti nel quarto trimestre del 2025 a causa dei colloqui di pace in Ucraina. Tuttavia, gli Stati Uniti mostrano un crescente disimpegno verso il Vecchio Continente, costringendo i paesi europei a confermare, se non ad aumentare, i propri investimenti militari. Per questo motivo, "a seguito del recente declassamento del settore, confermiamo il nostro outlook positivo sui titoli della difesa, Leonardo, Avio e Fincantieri tra i titoli italiani e Hensold, Rehnimetal, Renk tra i titoli europei", spiega l'esperto. Inoltre, "vediamo spazio per le società esposte ai temi della ricostruzione e delle infrastrutture, come Danieli. Segnaliamo le recenti nuove posizioni su Stm e Saipem, entrambe potenzialmente beneficiarie di una significativa revisione al rialzo dell'Eps. Abbiamo ricostruito in modo massiccio la nostra esposizione sul settore della difesa dopo la debolezza del 4* trimestre 2025", prosegue Scauri.
STM E SAPIEM TRA I TEMI PREFERITI
I temi preferiti includono Stm e Saipem, mentre Azimut resta una delle principali posizioni singole grazie alla valutazione molto bassa rispetto ai concorrenti, agli eccellenti dati relativi agli afflussi e alla prevista scissione della "nuova banca", che potrebbe portare a un rialzo del rating. "Telecom Italia Svg rimane una posizione chiave grazie al solido caso di investimento, supportato da un panorama competitivo migliore e da una governance molto più lineare con l'ingresso di Poste Italiane; Restiamo molto selettivi sui finanziari, con una preferenza per Bper e Bmps", dichiara l'esperto. Gli investimenti massicci pianificati dal fondo tedesco per il rinnovamento energetico sosterranno il comparto delle infrastrutture. Inoltre, "manteniamo la nostra posizione su Mfe (Media For Europe), dopo l'offerta vincente su ProsiebenSat1. L'integrazione tra le due società di media potrebbe generare sinergie rilevanti, più che raddoppiando l'Ebitda di Mfe da sola", continua Scauri. L'azionario globale ha archiviato il mese di gennaio con un bilancio positivo, grazie a un contesto macroeconomico resiliente. Tuttavia, gli ultimi giorni hanno evidenziato nuove tensioni, legate principalmente ai mercati valutari (indice del dollaro Usa -1,8%) e al debito pubblico giapponese.
CRESCITA EUROZONA MOSTRA SEGNALI INCORAGGIANTI
In Italia, l'indice delle mid cap (Ftse Mid) ha sovraperformato l'indice principale (Ftse Mib), registrando un 3% contro un 1,6%. Negli Stati Uniti, tutti gli indici hanno chiuso in territorio positivo, con un particolare spicco delle small cap: il Russell 2000 ha registrato un 4,5%, sovraperformando l'S&P 500 ( 0,6%) e il Nasdaq ( 0,2%). In questo contesto, "la crescita dell'Eurozona procede a un ritmo più lento rispetto a quella degli Stati Uniti, ma mostra segnali incoraggianti: i Pmi flash di gennaio a 51,5, in territorio espansivo indicano che l'economia dell'Eurozona continua a crescere a un ritmo moderato, con il settore manifatturiero che mostra segni di stabilizzazione", prosegue l'esperto.
RESTA VISIONE POSITIVA SULL'ORO
Le materie prime hanno registrato un aumento a gennaio, con il Bloomberg Commodities Index a quota 8%, ma oro e argento hanno subito forti correzioni, con una perdita di valore di oltre 7.000 dollari. "Dal 28 gennaio l'argento è sceso del 27% a 85 dollari l'oncia e l'oro del 10% a 4.890 dollari, chiudendo comunque il mese di gennaio in territorio positivo. Il movimento, apparentemente legato all'annuncio della nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed, riflette un'improvvisa contrazione della liquidità piuttosto che un cambiamento di sentiment", dichiara Scauri. "Con l'aumento della volatilità, le vendite sono state amplificate dai limiti di rischio, dai requisiti di margine e dai meccanismi di controllo della volatilità. L'argento, essendo un mercato più sottile e più speculativo, ha amplificato lo stress, con posizioni recentemente più affollate", commenta l'esperto. In questo contesto, "rimaniamo ottimisti sull'oro, poiché l'aumento del debito pubblico statunitense e la crescente necessità di monetizzazione da parte della Fed implicano un contesto di tassi di interesse reali più bassi e una graduale erosione del dollaro, rafforzando il ruolo dell'oro come strumento per preservare il valore reale e diversificare il rischio sovrano", conclude l'esperto.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2513:29 feb 2026