FOCUS: perché il tech cinese merita spazio in portafoglio (AcomeA Sgr)

MILANO (MF-NW)--Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina stanno accelerando la nascita di due ecosistemi tecnologici sempre più separati, con catene di fornitura, clienti e cicli di investimento distinti. In questo contesto, "il tech cinese rappresenta un'esposizione complementare da inserire in portafoglio" afferma Giovanni Buffa, portfolio manager di AcomeA Sgr. Dal punto di vista delle valutazioni, spiega l'analista, il tech cinese tratta generalmente a multipli inferiori rispetto al Nasdaq. Inoltre, offre esposizione a temi difficilmente replicabili nei mercati occidentali: autosufficienza nelle memorie, chip AI domestici, robotica umanoide e sostituzione delle importazioni tecnologiche per ridurre la dipendenza dalla tecnologia occidentale. Questi segmenti rappresentano alcuni dei principali motori di crescita della nuova politica industriale cinese e costituiscono una componente sempre più rilevante del mercato azionario domestico.

Le Borse di Shanghai e Shenzhen, prosegue l'esperto, non rappresentano ancora l'intero ecosistema tecnologico cinese, ma riflettono soprattutto la componente hardware e manifatturiera: semiconduttori, apparecchiature per la produzione di chip, batterie, automazione, componentistica per data center e veicoli elettrici. Restano invece poco rappresentate le grandi piattaforme internet e cloud e alcuni sviluppatori di intelligenza artificiale. È il risultato di una scelta storica: molte società internet hanno raccolto capitali all'estero, quotandosi a New York o Hong Kong grazie a regole più favorevoli su governance e azioni a voto multiplo.

Negli ultimi anni il quadro sta cambiando. Il crackdown regolatorio del 2020-2022 e il rischio di delisting negli Stati Uniti hanno spinto diverse società a spostarsi verso Hong Kong o il mercato domestico. Un ruolo decisivo lo ha avuto lo Star Market di Shanghai, lanciato nel 2019, che ha introdotto requisiti più flessibili per le società innovative ed è diventato il principale punto di riferimento per le quotazioni hard-tech.

Secondo Buffa, il tech cinese quotato si divide in tre grandi aree. La prima comprende le piattaforme internet e cloud, prevalentemente a Hong Kong, come Alibaba, Tencent, Baidu, JD.com, Meituan e Kuaishou. La seconda raccoglie le società legate ai semiconduttori e alla sostituzione delle importazioni: Cambricon, Hygon, Smic, Naura e Amec. La terza comprende manifattura avanzata e settori emergenti, con società come Catl, Byd, Xiaomi, UBTech e il gruppo WuXi nel biotech. Rispetto al Nasdaq, l'andamento è stato però molto differenziato. Le grandi piattaforme internet hanno generalmente sottoperformato a causa dell'incertezza regolatoria, del rallentamento della domanda interna e del rischio geopolitico. Al contrario, molte società dei semiconduttori hanno registrato performance nettamente superiori dal 2023, sostenute dagli investimenti pubblici nell'autosufficienza tecnologica e dalla domanda legata all'intelligenza artificiale.

La pipeline di Ipo tecnologiche cinesi è tra le più ricche a livello globale. L'operazione più attesa riguardava ChangXin Memory Technologies (CXMT), principale produttore cinese di memorie DRAM e quarto operatore mondiale, la cui quotazione è avvenuta a fine luglio. Successivamente dovrebbe arrivare Yangtze Memory Technologies (YMTC), leader cinese nelle memorie NAND. Nella robotica sono in arrivo Unitree Robotics, già autorizzata alla quotazione sullo Star Market, oltre ad Agibot e Galbot. Tra le operazioni più rilevanti figurano anche Kunlunxin, divisione AI chip di Baidu, che ha presentato la domanda riservata per Hong Kong, e in prospettiva T-Head, la divisione chip di Alibaba. Anche alcuni produttori di modelli di intelligenza artificiale puri, come Moonshot AI e Deepseek, hanno in programma di quotarsi nei prossimi mesi e si andrebbero ad aggiungere a società come Z AI (i creatori del modello Glm) e Minimax che sono già quotate nella borsa di Hong Kong. Il crescente numero di quotazioni sullo Star Market conferma il ruolo sempre più centrale della Borsa di Shanghai per il finanziamento del settore tecnologico.

L'analista mette in evidenza tre temi che emergono per rilevanza strategica: memorie, robotica umanoide e modelli di Ia. Le Ipo di Cxmt e, successivamente, di YMTC arrivano in una fase di forte squilibrio nel mercato globale delle memorie. La domanda di Dram per le infrastrutture AI continua a crescere, mentre Samsung, SK Hynix e Micron hanno concentrato gli investimenti sulle memorie HBM, lasciando insufficiente la capacità produttiva delle Dram tradizionali. I prezzi sono aumentati in modo marcato dal 2025 e gli analisti non prevedono un riequilibrio prima della fine del 2027. In questo contesto CXMT sta emergendo come fornitore alternativo credibile anche per clienti occidentali, con Apple che starebbe testando le sue memorie Dram. Anche la robotica umanoide rappresenta un tema di grande interesse. Nel 2025 i produttori cinesi hanno rappresentato circa l'85-90% delle spedizioni mondiali di robot umanoidi e Unitree e Agibot hanno consegnato oltre 10.000 unità. Resta però un settore ancora molto competitivo, con oltre 150 aziende attive e una domanda che cresce meno rapidamente dell'offerta.

Infine, "le attese Ipo di DeepSeek e Moonshot AI promettono di sbloccare miliardi di dollari di investimenti. Più che un duplicato di Z AI, la quotazione di DeepSeek offrirà una panoramica granulare sulle economie di scala cinesi, svelando i reali costi operativi dell'architettura open-weights e definendo i nuovi moltiplicatori di valore nella sfida diretta contro i modelli proprietari di Anthropic e OpenAI", conclude l'esperto.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0317:31 ago 2026