FOCUS: portafogli diversificati proteggono da incertezza mercati (Frame Am)
MILANO (MF-NW)--Prevedere l’andamento dei mercati in un contesto di elevata incertezza resta estremamente complesso, come dimostra il recente rally dell’S&P 500, alimentato dalle aspettative di un accordo tra Stati Uniti e Iran che, almeno finora, non si è concretizzato. In questo quadro, "meglio restare ancorati a portafogli ben diversificati e intervenire solo quando si creano opportunità oggettive, in presenza di movimenti significativi che alterano i pesi nell'asset allocation", commenta Michele De Michelis, Cio di Frame Asset Management.
MERCATI HANNO CHIUSO SETTIMANA IN RIALZO
"Chi negli ultimi trenta giorni si è fatto guidare dal panico o dall'euforia, comprando o vendendo asset nel tentativo di anticipare il mercato, a meno di non conoscere in anticipo i tweet del presidente americano, probabilmente ha ottenuto risultati peggiori rispetto a chi è rimasto fermo. Basti pensare ai movimenti quasi da meme stock registrati anche su titoli enormi e liquidi, come quelli legati ai metalli preziosi o alle blue chip", dichiara De Michelis. Il mercato ha chiuso la settimana in rialzo, basandosi più su aspettative che su fatti concreti. Gli investitori hanno prezzato uno scenario estremamente positivo "Goldilocks", con una riapertura stabile dello stretto di Hormuz, un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran e un calo dei prezzi dell'energia. Tuttavia, queste aspettative derivavano da dichiarazioni non confermate. "Venerdì, esponenti statunitensi (in particolare Trump) hanno parlato di collaborazione con l'Iran e persino di un impegno a non chiudere più lo stretto e a fermare il programma nucleare, affermazioni mai validate da Teheran", riporta l'esperto. Successivamente, la situazione è rapidamente peggiorata tra Usa e Iran: lo stretto è stato nuovamente chiuso e si sono verificati attacchi a petroliere.
RALLY ERA GUIDATO DA ASPETTATIVE FRAGILI
In sintesi, il mercato ha prezzato un accordo inesistente. "Gli Stati Uniti potrebbero aver anticipato le comunicazioni per influenzare i negoziati, mentre l'Iran ha reagito negando. Risultato: narrativa crollata, credibilità ridotta e rischio geopolitico tornato elevato", spiega De Michelis. "La conclusione è chiara: il rally si basava su aspettative fragili e, quando queste si scontrano con la realtà, il repricing può essere rapido e violento", continua l'esperto. "Da qui, ancora una volta, il consiglio è di non farsi guidare dall'intuito, ma di restare razionali e coerenti. Se per un investitore il tech americano era interessante tre mesi fa, quando i multipli erano più alti, perché venderlo oggi? Oppure perché eliminare l'oro dalla propria asset asset allocation ora che quota circa 4.800 dollari l'oncia, quando a inizio anno veniva acquistato con entusiasmo a 5.300?", dichiara De Michelis.
AUDIZIONE WARSH AL SENATO PUÒ ESSERE MARKET MOVER
La ripresa a "V" che pochi avevano previsto va maneggiata con estrema cautela. "Questa settimana sarà cruciale, non solo per le trattative geopolitiche che dovranno necessariamente riprendere, ma anche per ciò che accadrà alla Fed", commenta l'esperto. L’ultimo sondaggio di Polymarket sull’audizione di Kevin Warsh apre scenari inattesi: la probabilità che Jerome Powell resti in carica fino alla naturale scadenza del mandato (30 maggio) è stimata ad appena il 31%, mentre quella che il successore entri in carica entro il 15 maggio è scesa al 40%, segnando un minimo storico per questo tipo di previsione. "Numeri piuttosto bassi per quello che dovrebbe essere un passaggio formale. Attenzione quindi a quanto accadrà martedì prossimo al Comitato bancario del Senato USA: più che Casa Bianca, Hormuz o tweet, potrebbe essere questo il vero market mover", conclude De Michelis.
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2011:26 apr 2026