FOCUS: prevista recessione in maggior parte Paesi Golfo in 2026 (J. Safra Sarasin)

MILANO (MF-NW)--Il conflitto in Medio Oriente ha avuto un impatto evidente sui Paesi del Golfo. La chiusura di Hormuz ha provocato un forte calo nella produzione petrolifera, mentre saranno necessari 5 anni per il pieno ripristino della produzione di Gnl dopo gli attacchi alle infrastrutture del Qatar. In questo quadro, la maggior parte dei Paesi del Golfo registrerà una recessione, commenta Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin.

-50% PRODUZIONE PETROLIO IN KUWAIT, -40% IN EAU

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un forte calo delle esportazioni e della produzione di petrolio greggio, mentre i danni alle infrastrutture hanno ulteriormente ridotto la produzione di petrolio e gas. "A marzo, la produzione petrolifera in Kuwait era inferiore di oltre il 50% rispetto al livello di febbraio. Il calo registrato dagli Emirati Arabi Uniti è stato di circa il 40%, mentre l'Arabia Saudita ha registrato una flessione più contenuta, pari al 23%, grazie alla possibilità di utilizzare l'oleodotto East-West e alla sua ampia capacità di stoccaggio del petrolio", riporta l'esperta. Secondo fonti giornalistiche, la riduzione registrata dal Bahrein e dal Qatar è stata simile a quella del Kuwait, mentre l'Oman risulta il Paese meno colpito.

NECESSARI 5 ANNI PER RISTABILIRE PRODUZIONE GAS QARAT

I danni alle infrastrutture in Qatar comportano anche una significativa riduzione della produzione di gas, che, secondo le autorità qatariote, richiederà 5 anni per tornare alla normalità. "L'indice Pmi del Qatar a marzo ha registrato un calo significativo rispetto a quello degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita. Sia il Qatar che il Kuwait presentano la quota più elevata del settore petrolifero e del gas sul Pil. Non sorprende che, secondo il Fmi, quest'anno i due paesi dovrebbero registrare la peggiore recessione", spiega Chivakul.

STIME FMI SU ARABIA SAUDITA E EAU TROPPO OTTIMISTICHE

"Riteniamo che le proiezioni del Fmi siano piuttosto ottimistiche, poiché l'interruzione dell'approvvigionamento non ha interessato solo il settore petrolifero e del gas. Anche altri settori che dipendono dalle importazioni sono stati colpiti, poiché le navi da carico e i container hanno attraversato lo stretto solo sporadicamente", prosegue l'esperta. Il settore dei servizi, il turismo e le compagnie aeree probabilmente non si riprenderanno rapidamente. "Questo ci porta ad essere più pessimisti del Fmi sulle previsioni sul Pil per l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti", dichiara Chivakul.

OMAN BENEFICIA DI NEUTRALITÀ REGIONE

L'Oman ha beneficiato della neutralità della regione. Le sue infrastrutture energetiche, infatti, non hanno subito danni da parte di Teheran. Dal punto di vista geografico, gode inoltre di un vantaggio rispetto a Bahrein, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, poiché dispone di porti sul Mar Arabico. La produzione e le esportazioni di petrolio dall'Oman proseguono senza interruzioni. "I paesi del Ccg mantengono una buona tenuta sul fronte esterno. Sia le esportazioni che le importazioni hanno subito un forte calo, ma tutti i paesi continuano a disporre di riserve stabili, essendo riusciti a ottenere finanziamenti sul mercato privato", prosegue l'esperta. Il Financial Times ha riportato che Abu Dhabi, il Qatar e il Kuwait hanno raccolto complessivamente circa 10 miliardi di dollari tramite collocamenti privati di obbligazioni in dollari statunitensi. "La posizione esterna e fiscale del Bahrein appare la più debole, ma gli altri paesi del Ccg fungeranno probabilmente da creditori di ultima istanza per il Bahrein. Il Bahrein si è infatti rivolto agli Emirati Arabi Uniti, assicurandosi uno swap da 5,4 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi Uniti all'inizio di aprile", spiega Chivakul.

SPEAD CREDITIZI IN DIMINUZIONE DOPO CESSATE IL FUOCO

Dopo l'entrata del vigore del cessate il fuoco, gli spread creditizi si sono ridotti rispetto ai massimi raggiunti a marzo durante l'escalation del conflitto. "L'evidente resilienza dell'Oman è stata riconosciuta dal mercato, dato che i suoi spread sovrani si sono ridotti da 126 punti base al culmine della guerra a 88 punti base, un livello molto inferiore a quello di febbraio e pressoché pari a quello dell'Arabia Saudita, nonostante il suo rating creditizio sia nettamente inferiore (BBB- contro A )", riporta l'esperta. Inoltre, gli spread di Arabia Saudita sono tornati al livello prebellico, mentre in Bahrein gli spread sono scesi da 340 a 232 punti base, avvicinandosi ai livello medio di febbraio. "Lo swap con gli Emirati Arabi Uniti ha rafforzato la fiducia degli investitori sul fatto che il CCG continuerà a sostenere il suo membro più debole nel breve termine", conclude Chivakul.

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3013:19 apr 2026