FOCUS: prospettive Treasury Usa restano neutre, nonostante nuovi dazi (Anima Sgr)

MILANO (MF-NW)--La sentenza della Corte Suprema sulle tariffe non dovrebbe avere ripercussioni significative per l'economia e i mercati. In questo contesto, le prospettive sui treasury e sull'asset class azionaria statunitense restano neutrali, mentre le ripercussioni sull'Europa saranno limitate: circa il 22% dei ricavi complessivi delle società europee è generato negli Stati Uniti, ma solo l'1% di tali ricavi risulta esposto ai dazi introdotti ai sensi dell'Ieepa, commenta il team Investment Research di Anima Sgr.

ALIQUOTA TARIFFARIA MEDIA POTREBBE PASSARE DAL 13,6% ALL'11,8%

Il 20 febbraio, con una maggiorana di sei voti contro tre, la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dall'Amministrazione Trump ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). Il provvedimento, che riguarda circa il 70% delle tariffe approvate nel 2025, era stato largamente previsto dai mercati. A poche ore di distanza dal pronunciamento, il Presidente Trump ha replicato annunciando l'applicazione di una tariffa universale del 10% ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974. Il giorno successivo, il presidente Trump ha comunicato che l'aliquota sarà alzata dal 10% al tetto massimo ammissibile, 15%. Parallelamente, saranno avviate le indagini preliminari necessarie per imporre dazi specifici sui singoli paesi ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974. "Benché permangano diverse aree di confusione e incertezza, in primis con riferimento agli accordi commerciali siglati dagli Stati Uniti negli ultimi mesi (il Parlamento europeo, per esempio, ha sospeso la votazione per la ratifica fissata il 24 febbraio, in attesa di chiarimenti dall'Amministrazione americana), stimiamo che con il nuovo regime l'aliquota tariffaria effettiva statunitense passerà dal 13,6% all'11,8%, con i vantaggi maggiori per i paesi (in gran parte emergenti) che erano stati colpiti dai dazi più penalizzanti ai sensi dello Ieepa", commentano gli esperti. "In questo contesto, pur evidenziando i rischi di attuazione ed efficacia della nuova architettura fiscale e i margini di incertezza che ne derivano, riteniamo che la sentenza della Corte non avrà impatti significativi sul nostro scenario macro centrale, Continuiamo quindi a prevedere una crescita immacolata, ovvero un'accelerazione del momentum senza pressioni inflazionistiche, ma con rischi di surriscaldamento in aumento", dichiarano gli analisti. Sul fronte della politica monetaria, "continuiamo a prevedere tre tagli da parte della Fed entro fine anno, con il primo intervento nel primo semestre e rischi orientati in direzione di un allentamento più limitato", proseguono gli economisti.

PROSPETTIVE SU TREASURY RESTANO NEUTRE

Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, la visione sui treasury resta neutra. "l'outlook fiscale degli Stati Uniti resta problematico e il presidente Trump potrebbe ancora approvare misure di stimolo a scopi elettorali, ma gli investitori dovrebbero giudicare gestibili eventuali scostamenti nella dinamica del deficit connessi al cambiamento della cornice giuridica delle tariffe", spiegano gli esperti. Inoltre, gli sviluppi registrati riducono parzialmente il premio al rischio politico incorporato nei Treasury: "l'incertezza sulla politica commerciale resta elevata e Trump continuerà a sfidare l'ordine istituzionale, ma la sua risposta alla sentenza è stata relativamente ordinata, e il pronunciamento dimostra che il sistema di pesi e contrappesi implicito nella cornice istituzionale statunitense funziona e riduce nel medio termine i rischi di derive incontrollate", proseguono gli analisti.

RIPERCUSSIONI IN EUROPA SARANNO LIMITATE

Al contempo, "confermiamo la neutralità recentemente ripristinata sull'asset class azionaria: l'aumento dell'incertezza sulla politica commerciale e sugli interventi dell'Amministrazione americana è bilanciato dal miglioramento della profittabilità delle aziende derivante dal nuovo regime tariffario: le stime preliminari degli analisti suggeriscono un possibile aumento di 30 punti base del margine operativo netto (EBIT) dell'S&P 500, con i settori dei consumi che dovrebbero trarne il massimo vantaggio", commentano gli esperti. Sull'altra sponda dell'Atlantico, le ripercussioni sono limitate: "circa il 22% dei ricavi totali delle aziende europee proviene dagli Stati Uniti, ma solo l'1% di questi è soggetto a dazi IEEPA, con il lusso e la tecnologia medica fra i comparti più esposti", proseguono gli analisti. I paesi emergenti, per finire, potrebbero beneficiare della temporanea riduzione dei dazi imposti ai sensi dello IEEPA e di una riaccelerazione della fase di ricostituzione delle scorte, ma la dinamica del dollaro sarà importante.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2416:38 feb 2026