FOCUS: quando sente odore di Qe, il Bitcoin si muove (21shares)

MILANO (MF-NW)--Il Bitcoin è tornato a salire dopo un luglio particolarmente difficile, raggiungendo livelli che non si vedevano da circa tre mesi e superando nuovamente la soglia degli 80mila dollari. Secondo 21Shares, il movimento è stato innescato dalla decisione del Tesoro statunitense di raddoppiare, da 2 a 4 miliardi di dollari, le risorse destinate al programma di riacquisto di titoli di Stato a lunga scadenza. Infatti, sebbene non sia tecnicamente un'immissione di dollari nel mercato dei bond governativi, i mercati hanno interpretato il provvedimento come un'azione equivalente, commenta Eliézer Ndinga, Head of Research di 21shares.

INTERVENTO TESORO HA RIDOTTO PRESSIONE SU RENDIMENTI

L'intervento del Tesoro Usa ha ridotto la pressione sui rendimenti a lungo termine, "generando un effetto che spesso i mercati trattano alla stregua di un allentamento della politica monetaria, anche se tecnicamente non sono stati immessi nuovi dollari sui mercati", osserva Ndinga. Per sua natura, "il Bitcoin è programmato per avere un'offerta massima limitata di 21 milioni di unità ed è quindi impossibile che un ente come il Tesoro possa attuare un provvedimento tale da espandere la disponibilità dell'asset digitale", spiega l'esperto.

EFFETTO SIMILE AL QE, MA SENZA NUOVA MONETA

Per questo motivo, "il rally che recentemente Btc ha vissuto è accomunabile a quelli osservati in passato dovuti a operazioni di quantitative easing, quando il valore del dollaro o di altre valute forti si sarebbe ridotto", dichiara Ndinga. Tuttavia, sussistono alcune differenze sostanziali: "le operazioni di buyback modificano la struttura del debito pubblico, ma non creano nuova moneta", spiega l'esperto. "Il Bitcoin ha quindi tratto vantaggio dal fatto che i mercati hanno interpretato la mossa del Tesoro come un'azione equivalente. È proprio questo contrasto a costituire la tesi di investimento: gli investitori che temono una svalutazione del dollaro cercano asset la cui offerta non possa essere diluita", prosegue Ndinga.

CHIUSURA POSIZIONI CORTE HA ALIMENTATO RIALZO

"Ora che sono state chiarite le cause del rialzo, resta da chiarire perché la portata di quest'ultimo sia stata così ampia", commenta l'esperto. Una parte della spiegazione risiede nei mecanismi che regolano il mercato: "un numero considerevole di investitori aveva scommesso contro il Bitcoin andando short e, quando il prezzo è salito bruscamente, tali scommesse sono saltate simultaneamente", riporta Ndinga. Le liquidazioni hanno raggiunto un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di dollari, con circa 700 milioni di dollari liquidati nel giro di un solo minuto. Questa chiusura forzata delle posizioni corte è andata ad alimentare ulteriormente il rialzo dei prezzi.

ETF SPOT CONFERMANO DOMANDA INVESTITORI

Il punto più importante, tuttavia, riguarda gli acquirenti. Nelle prime due settimane di agosto 2026, gli Etf spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti per circa un miliardo di dollari. Questo dimostra come "alla base non vi siano trader speculativi, bensì di investitori che utilizzano un prodotto finanziario regolamentato per destinare una quota (più o meno ridotta) del proprio portafoglio a un asset che tengono d'occhio da tempo", continua l'esperto. "Tale domanda stava già crescendo prima della mossa del Dipartimento del Tesoro, la quale ha poi contribuito ad accelerarne il ritmo", osserva Ndinga.

DIFFICILE PREVEDERE SE RALLY CONTINUERÀ

"La questione, ora, non è se questo rally proseguirà; nessun analista onesto potrebbe garantirlo. L'interrogativo è se siano mutate le motivazioni strutturali alla base di un investimento in Bitcoin", spiega l'esperto. "Quel che è certo è che quanto accaduto negli Stati Uniti rafforza una tesi già esistente: in un mondo in cui i governi possono espandere l'offerta di moneta a piacimento, un asset caratterizzato da un'offerta fissa offre qualcosa di diverso e opportunità collegate interessanti", conclude Ndinga.

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2613:00 ago 2026