FOCUS: rendimenti dei titoli governativi asiatici in rialzo (Allianz Gi)

MILANO (MF-NW)--"I rendimenti dei titoli governativi dei mercati sviluppati sono in rialzo, come dimostra l'andamento dei Treasury statunitensi, delle Obligations Assimilables du Trésor francesi e dei titoli governativi giapponesi a lunga scadenza. Rendimenti più elevati si traducono in maggiori costi di finanziamento a livello globale, riflettendo verosimilmente i rischi legati all'inflazione e ai conti pubblici di queste economie", afferma Christiaan Tuntono, Senior Economist, Asia Pacific, presso Allianz Global Investors.

"Anche i rendimenti dei titoli governativi dei mercati emergenti asiatici (Asia escluso il Giappone) sono in aumento, ma in generale a un ritmo più moderato: rispetto a Stati Uniti, Francia e Giappone, questi Paesi presentano in genere livelli di debito pubblico in rapporto al prodotto interno lordo (Pil) più contenuti, un minore onere per interessi (anch'esso in percentuale del Pil) e una minore sensibilità ai tassi, scadenze del debito più lunghe e una minore quota di debito pubblico detenuta da investitori esteri. Non riteniamo che il rialzo dei rendimenti dei titoli governativi nell'Asia emergente rifletta rischi significativi sul fronte dell'inflazione o dei conti pubblici, come invece avviene negli Stati Uniti, in Francia e in Giappone", spiega l'esperto.

"L'aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi e nei mercati locali rappresenta un fattore negativo per l'Asia emergente, che oggi si trova tuttavia in una posizione migliore rispetto ai cicli precedenti. Nella fase attuale, l'area beneficia di una forte crescita delle esportazioni, sostenuta dai solidi investimenti tecnologici negli Stati Uniti, che alimentano la domanda di prodotti elettronici, beni strumentali e altre componenti delle catene di approvvigionamento asiatiche. Il momentum è ulteriormente rafforzato da un ciclo di investimenti più ampio, trainato da intelligenza artificiale (AI), energia, difesa e potenziamento della capacità produttiva. A differenza di quanto accaduto negli anni Novanta, inoltre, nell'Asia emergente non si è verificato un aumento dell'indebitamento paragonabile a quello che aveva preceduto la crisi finanziaria asiatica", dichiara l'analista.

"Riteniamo che l'Asia emergente entri nell'attuale ciclo di inasprimento della Federal Reserve (Fed) con una solida dinamica delle esportazioni e degli investimenti, ma senza criticità di bilancio della stessa entità di quelle che avevano caratterizzato la fine degli anni Novanta", prosegue Tuntono. "La maggior parte delle economie emergenti asiatiche presenta un avanzo delle partite correnti. Anche l'inflazione rimane moderata, nonostante il recente aumento dei prezzi dell'energia a livello globale. Si prevede che le banche centrali aumentino i tassi, ma con finalità anticicliche, e, con ogni probabilità, senza portare i tassi di interesse reali su livelli restrittivi. Inoltre, nei bilanci del settore privato dell'Asia emergente, Cina esclusa, non si è registrato un aumento significativo della leva finanziaria".

"Sul fronte degli investimenti, manteniamo una view positiva sul quadro macroeconomico e sui mercati azionari di Corea del Sud, Taiwan, Malaysia, Singapore e Cina/Hong Kong: queste economie sono meno vulnerabili ai rischi legati al Medio Oriente, a El Niño e all'aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi e locali, e beneficiano del boom globale degli investimenti nell'AI. Manteniamo un orientamento difensivo sulle valute asiatiche e sui titoli obbligazionari dell'area, poiché il mercato si attende ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed e un aumento dei rendimenti dei titoli governativi statunitensi e locali. Fatta eccezione per le Filippine, che devono far fronte a un'inflazione elevata e a un disavanzo delle partite correnti, l'aumento dei rendimenti dei titoli governativi nell'Asia emergente appare gestibile, mentre in altre parti del mondo sembra rappresentare un maggiore motivo di preoccupazione", conclude l'esperto.

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2311:18 ott 2026