FOCUS: rialzo prezzi case in Europa prosegue con supporto da quadro macro (S&P)
MILANO (MF-NW)--In Europa i prezzi delle case continueranno a superare i redditi anche nel 2026 e nel 2027: le stime degli analisti di S&P Global indicano un rialzo medio, rispettivamente, del 4% in media e di oltre il 3%.
Questo soprattutto alla luce del contesto macroeconomico: l'indice sui prezzi al consumo è salito tra 1 e 6 punti percentuali in tutti i mercati europei (quello per l'intera Eurozona è atteso al 3,1% contro l'1,8% precedente) ed è atteso rimanere su questi livelli per tutto il 2027 a causa degli effetti del conflitto in Medio Oriente e conseguente shock sui mercati dell'energia.
In parallelo, i rendimenti dei titoli di Stato decennali sono aumentati di 20-30 punti base nei paesi dell'Eurozona e in Polonia e di circa 60 punti base nel Regno Unito, traducendosi in tassi ipotecari più elevati. "Ciò riflette un cambiamento al rialzo delle aspettative di politica monetaria a seguito dello shock dei prezzi dell'energia", spiegano da S&P, dove la previsione di base è che la BoE "aumenti i tassi una volta nel 2026, anziché riprendere i tagli, e che la Bce li aumenti due volte, con il secondo aumento che avverrà nel secondo semestre". La Banca centrale svizzera è vista ferma, almeno nel 2026, mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti il taglio previsto è stato posticipato al 2027 sempre a causa dello shock sul prezzo del petrolio.
Guardando al mercato del lavoro, i tassi di disoccupazione sono più elevati in Francia ( 0,4% entro il 2028 secondo le stime di S&P), nei Paesi Bassi ( 0,3%) e in Belgio ( 0,3%), pesando sulla domanda di abitazioni. Al contrario, il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 5%, più di quanto atteso. "Ciò si traduce solo in un modesto aumento dei prezzi delle case in Italia, poiché il miglioramento non incrementa in modo significativo il tasso di partecipazione alla forza lavoro", che si è attestato intorno al 66,7% dal 2023, nonostante un calo di quasi 2 punti percentuali del tasso di disoccupazione nello stesso periodo.
Alla luce dei recenti sviluppi in Medio Oriente, gli analisti hanno sviluppato un modello previsionale che vede circa un terzo del traffico globale di petrolio e un quarto di quello di gas liquido passare per Hormuz. Questo scenario, leggermente più ottimista di quello precedente, presuppone prezzi globali del petrolio e del gas più bassi a partire dalla metà del 2026, una disinflazione più rapida, rendimenti a lungo termine più bassi e una disoccupazione leggermente inferiore.
Oltre al ciclo macroeconomico, secondo S&P altri fattori più specifici concorreranno a sostenere i prezzi delle case in Europa agendo sulla domanda: cambiamenti nelle preferenze abitative e nella formazione di nuclei familiari che superano la crescita demografica; colli di bottiglia di lunga durata dell'offerta, con il settore edile frammentato che deve affrontare oneri amministrativi, a mercati del lavoro ristretti e costi elevati dei materiali da costruzione; infine, bilanci familiari generalmente solidi, che si traducono in un patrimonio netto vicino al picco storico, il che sostiene la domanda in molti paesi.
Per quanto riguarda poi le peculiarità specifiche dei singoli Paesi, in Italia, il “Piano Casa” di maggio dà priorità alla ristrutturazione degli alloggi pubblici e sostiene l'edilizia abitativa a prezzi accessibili.
Tuttavia, il Paese ha anche la più alta percentuale di alloggi non occupati nell'Ue, il che implica che una ristrutturazione mirata al patrimonio immobiliare non allevia automaticamente le pressioni sull'offerta nelle zone in cui la domanda è più forte. Allo stesso tempo, le norme più restrittive sugli affitti a breve termine previste dalla Legge di Bilancio 2026 rappresentano, a detta di S&P, un passo costruttivo per riorientare il patrimonio immobiliare esistente verso l'offerta di affitti a lungo termine.
In Francia, l'espansione degli affitti a breve termine ha ulteriormente ridotto la disponibilità di immobili in affitto a lungo termine. La politica ha adottato alcuni rimedi - un segnale che indica un intento politico, ma i piani per la concessione di 2 milioni di permessi di costruzione al 2030 "rimane un obiettivo a medio termine auspicabile piuttosto che un catalizzatore dell'offerta a breve termine". In Germania, a costruzione di alloggi è diminuita significativamente dal 2020e i costi di costruzione sono elevati, principalmente a causa di colli di bottiglia di tipo strutturale come carenza di manodopera qualificata, terreno edificabile limitato, procedure di pianificazione complesse e solo parzialmente digitalizzate, costi elevati di energia e materiali e standard tecnici esigenti.
bon
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1315:16 lug 2026