FOCUS: rialzo tassi Fed è atteso, riflettori su guidance di Warsh (Natixis IM)

MILANO (MF-NW)--"Il meeting di politica monetaria della Federal Reserve sarà presumibilmente il primo, dal luglio 2023, in cui i membri del Fomc voteranno a favore di un aumento di 25 punti base del tasso sui fed fund, portando il target range al 3,75%-4%", afferma Mabrouk Chetouane, head of global market strategy di Natixis IM.

Per l'esperto, "questo aumento, ampiamente anticipato dagli operatori di mercato (probabilità del 92%), fa seguito a una serie di dichiarazioni di Kevin Warsh e di altri membri del Fomc che, meeting dopo meeting, hanno definito una nuova forma di funzione di reazione sulla base delle informazioni disponibili. Questo indebolimento della forward guidance, ovvero la fine dell'orientamento delle aspettative di politica monetaria, conferisce di fatto un ruolo preminente ai dati sull'inflazione. Si prevede infatti che i mercati 'filtrino' il segnale proveniente dai dati economici ignorando lo scenario della Banca centrale, poiché quest'ultima è, di fatto, incerta sulla direzione da intraprendere".

"Il report sull'inflazione di agosto", prosegue l'analista, "ha evidenziato un'inflazione headline stabile (al 3,4% su base annua) e un rallentamento dell'inflazione core (2,4% su base annua contro il 2,5% di luglio). La variazione mensile dell'inflazione core, tuttavia, ha sorpreso il mercato ( 0,3% contro lo 0,2% previsto), rendendo inevitabile l'aumento secondo la funzione di reazione tacita descritta in precedenza. Tuttavia, questa rivalutazione del mercato non tiene conto del fatto che le variazioni su base annua delle componenti del paniere dei consumatori si stanno normalizzando. La percentuale delle variazioni superiori al 4% è in calo, mentre quella delle variazioni inferiori al 2% è in aumento. Ciononostante, il mercato si è accontentato di un'analisi prudente di questo report sull'inflazione, rafforzando la propria convinzione che i tassi di interesse aumenteranno".

"Kevin Warsh riuscirà a cogliere il mercato alla sprovvista? È possibile una sorpresa, in altre parole, lo status quo? Sembra improbabile che il presidente del Fomc annunci che i tassi di interesse di riferimento rimarranno ai livelli attuali. Storicamente, la Fed si è sempre allineata alle aspettative del mercato, specialmente quando tali aspettative superano il 90%. Questo scenario è particolarmente improbabile in questa fase, poiché alimenterebbe una significativa rinnovata tensione nel mercato obbligazionario. È lecito ritenere che l'inazione da parte della Fed provocherebbe confusione sui mercati, un aumento dei rendimenti dei titoli Treasury, un deterioramento delle condizioni di finanziamento e, in ultima analisi, un'impennata della volatilità. La perdita di visibilità e le conseguenze dannose per la credibilità dell'istituzione comporteranno un costo sostanziale che Kevin Warsh non sarà disposto a sostenere", afferma Chetouane.

"Tuttavia", prosegue l'esperto, "al di là della probabilità che tale decisione venga presa, sono soprattutto il tono delle dichiarazioni di Warsh e il seguito che verrà dato a questo aumento dei tassi di 25 punti base a meritare attenzione. Il presidente della Fed ha infatti un margine di manovra piuttosto limitato, data la sua scarsa propensione a comunicare con il mercato".

Per Chetouane "si profilano due scenari. In primo luogo, questo aumento di 25 punti base non costituisce un quadro sufficientemente restrittivo e credibile per riportare l'inflazione al proprio obiettivo nel breve termine. Se la Fed dovesse adottare un tono più restrittivo - anche se la traiettoria delle finanze pubbliche statunitensi rimane fonte di preoccupazione in un contesto di crescita stagnante - la reazione dei tassi a lungo termine sarebbe probabilmente di nervosismo, innescando un'eccessiva volatilità in tutti i mercati dei capitali. In secondo luogo, Kevin Warsh convince gli investitori che il mantenimento di questo intervallo di tassi d'interesse (3,75%-4%) costituisce un quadro di riferimento che migliora significativamente la probabilità di contenere inizialmente l'inflazione core prima di vederla diminuire nel medio termine. Questa posizione equivarrebbe di fatto a una pausa prolungata nella politica monetaria statunitense. Potrebbe inoltre portare a un allentamento sul segmento a lungo termine della curva dei rendimenti, a condizione che il presidente della Fed si dimostri un abile comunicatore".

Per concludere, l'analista ritiene che "il secondo scenario sia l'esito più probabile per la prossima riunione del Fomc. La Fed manterrà il tasso invariato fino all'inizio del prossimo anno, a meno che tensioni esogene nel settore energetico non prendano piede e inneschino effetti di secondo ordine. Tuttavia, questo non è il nostro scenario centrale".

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1609:28 set 2026