FOCUS: riforma corporate governance è diver fondamentale per azionario giapponese (Wellington Management)

MILANO (MF-NW)--In Giappone, la riforma della corporate governance rappresenta un elemento centrale del percorso del Paese verso la ripresa economica e la reflazione, contribuendo al contempo a rafforzare l’attrattività del mercato azionario, commenta Nicolas Wylenzek, Macro Strategist e Calista Lee, Esg Analyst di Wellington Management.

RIFORMA GOVERNANCE INCIDE SU STRUTTURA TESSUTO IMPRENDITORIALE

La riforma della corporate governance sta affrontando le inefficienze strutturali che hanno limitato i rendimenti e le valutazioni del mercato azionario giapponese. 'Sebbene fattori ciclici come l'aumento dell'inflazione, la crescita salariale e il cambiamento della politica monetaria abbiano attirato l'attenzione degli investitori negli ultimi anni, le riforme della governance mirano a incidere sulle caratteristiche strutturali più profonde del tessuto imprenditoriale giapponese', spiega l'esperto. Per decenni, molte aziende giapponesi hanno accumulato consistenti riserve di liquidità, mantenuto ampie partecipazioni incrociate e attribuito un'importanza limitata alla remunerazione degli azionisti. 'Ciò ha comportato un Roe strutturalmente basso, con numerose società quotate al di sotto del proprio valore contabile', dichiara Wylenzek. 'Le riforme avviate durante il governo Abe e successivamente rafforzate dalla Borsa del Giappone hanno incoraggiato le aziende a concentrarsi maggiormente sull'efficienza nell'allocazione del capitale e sulla creazione di valore per gli azionisti', prosegue l'esperto.

LO SLANCIO DELLE RIFORME È CONCRETO

A livello aggregato, le riforme hanno prodotto progressi significativi. 'I payout ratio sono in aumento, i margini stanno migliorando e, in termini di shareholder yield (dividendi più buyback), il mercato azionario giapponese appare oggi ampiamente comparabile a quello europeo e più interessante di quello statunitense', osserva Wylenzek. Sembra inoltre esserci un forte allineamento tra i decisori politici nel proseguire il percorso di riforma della governance, con diversi segnali che indicano un’accelerazione dello slancio. Tra questi, emerge innanzitutto il più rapido smantellamento delle partecipazioni incrociate: 'Le istituzioni finanziarie hanno aperto la strada, ma anche le società dei beni di consumo e quelle industriali sono sottoposte a crescenti pressioni affinché seguano lo stesso percorso. Ogni partecipazione ceduta libera capitale e rimuove un ostacolo a una migliore governance e a un maggiore potenziale di rivalutazione', continua l'esperto. Parallelamente, si osserva un crescente interesse per le operazioni di fusione e acquisizione (M&A). 'Le riforme della Tokyo Stock Exchange e le nuove linee guida sulle operazioni di M&A introdotte nel 2024 hanno contrastato la prassi di respingere automaticamente le offerte di acquisizione, contribuendo a un aumento sia delle operazioni domestiche sia di quelle transfrontaliere', dichiara l'esperto. Infine, l’attivismo azionario si sta affermando come un importante motore del cambiamento, al di fuori degli Stati Uniti, il Giappone è infatti diventato uno dei principali mercati di riferimento per gli investitori attivisti, che oggi vi operano in numero record.

MA NON TUTTO STA FUNZIONANDO COME PREVISTO

'Responsabili politici, regolatori e accademici sembrano concentrarsi sempre più sulla necessità che le aziende trovino il giusto equilibrio tra la restituzione del capitale in eccesso agli azionisti e gli investimenti in capex, ricerca e sviluppo e capitale umano, in particolare attraverso la crescita salariale', puntualizza Wylenzek. Per completare l'uscita dalla deflazione, il Giappone deve rafforzare la domanda interna. 'In un Paese caratterizzato da un calo demografico e da margini fiscali limitati, maggiori investimenti aziendali e una più rapida crescita dei salari rappresentano alcuni dei più importanti canali attraverso cui stimolare la domanda interna', prosegue l'esperto.

LA PRESSIONE DELL'OPINIONE PUBBLICA E QUELLA DEL MERCATO POTREBBERO RIVELARSI DETERMINANTI.

In pratica, 'il Giappone si affida in larga misura a meccanismi di pressione morbida piuttosto che alla regolamentazione per incoraggiare cambiamenti comportamentali', commenta Wylenzek. Di fatto, 'la riforma della governance opera attraverso la reputazione e i segnali inviati al mercato', spiega l'esperto. 'È probabile che i decisori politici utilizzino questi strumenti per spingere le aziende a dimostrare in che modo le proprie scelte di allocazione del capitale contribuiscano alla creazione di valore sostenibile', prosegue Wylenzek.

I SETTORI STRATEGICI SARANNO I PIÙ ESPOSTI ALLE PRESSIONI

Le pressioni politiche per migliorare la produttività del capitale saranno probabilmente più forti nei settori considerati strategici. 'Poco dopo il suo insediamento, nell'ottobre 2025, il Primo Ministro Sanae Takaichi ha individuato 17 aree di investimento strategiche destinate a orientare importanti investimenti pubblico-privati verso i settori considerati cruciali per la crescita, la sicurezza economica e la leadership tecnologica', riporta l'esperto. Tre settori emergono in modo particolare. Il primo è la sicurezza energetica: il governo sta riavviando i reattori nucleari e aumentando la capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche. Il secondo riguarda l’IA e i semiconduttori, settori nei quali il Giappone punta a rafforzare la resilienza delle proprie catene di approvvigionamento e a ridurre la dipendenza dagli ecosistemi tecnologici incentrati sulla Cina. Un esempio è l’iniziativa Japan Advanced Semiconductor Manufacturing (JASM), dal valore di oltre 20 miliardi di USD, finalizzata a rilanciare la produzione nazionale di semiconduttori. Il terzo ambito prioritario è la difesa: il Primo Ministro Takaichi ha delineato un piano per rafforzare l’industria della difesa giapponese attraverso l’aumento della spesa militare fino a circa il 2% del Pil, l’allentamento delle restrizioni alle esportazioni di armamenti, l’ampliamento della produzione nazionale di sistemi militari e gli investimenti in tecnologie dual use, come l’intelligenza artificiale e i sistemi avanzati.

È PROBABILE UN CAMBIAMENTO GRADUALE

Al di fuori di questi settori, Wellington Management prevede un adeguamento più graduale che sposti l'equilibrio dalle distribuzioni agli azionisti verso gli investimenti per la crescita. 'L'aumento di dividendi e buyback è stato un importante motore della recente rivalutazione del mercato azionario giapponese. Se la pressione politica porterà progressivamente le aziende a destinare una quota maggiore della liquidità a investimenti in crescita e produttività, il ritmo della remunerazione degli azionisti potrebbe rallentare', continua l'esperto. 'Ciò potrebbe ridurre il sostegno degli investitori verso le società il cui caso di investimento dipende principalmente dalla distribuzione di liquidità in eccesso. Tuttavia, quando il capitale viene impiegato in modo produttivo, maggiori investimenti aziendali possono rafforzare le basi macroeconomiche del tema della reflazione, sostenendo la crescita della produttività, la domanda interna e i salari', spiega Wylenzek. Per gli investitori, questo potrebbe tradursi in un graduale passaggio da rendimenti trainati dalle distribuzioni agli azionisti a rendimenti sostenuti dalla crescita degli utili.

LA SELETTIVITÀ È FONDAMENTALE

'Le aziende in grado di impiegare il capitale in modo efficiente dovrebbero beneficiarne, a conferma della crescente importanza della qualità del management', dichiara l'esperto. 'Gli investitori devono oggi valutare se le aziende siano disposte ad assumere decisioni strategiche difficili ma necessarie, come ridimensionare, cedere, consolidare o abbandonare determinate attività', osserva Wylenzek. 'Dal punto di vista della selezione azionaria, le società che stanno realmente migliorando la propria governance, aumentando la trasparenza informativa, riducendo le partecipazioni incrociate e affrontando il tema dell'eccesso di liquidità rappresentano un'importante fonte potenziale di sovraperformance', continua l'economista. 'Questo vale sia nel caso in cui il capitale liberato venga restituito agli azionisti sia nel caso in cui venga reinvestito per la crescita', dichiara Wylenzek. Secondo Wellington Management, la chiave consiste nell'individuare aziende che combinino un miglioramento della governance con un'elevata qualità operativa e un management di eccellenza. 'Queste società dovrebbero essere in grado di evolvere con successo verso un modello di governance maggiormente orientato al reinvestimento, mantenendo al contempo sufficiente flessibilità finanziaria per avviare o proseguire la distribuzione di capitale agli azionisti', spiega l'esperto. Per gli investitori, 'individuare con successo queste società richiederà probabilmente una maggiore enfasi su un'analisi approfondita e su un'attività di stewardship di elevata qualità', conclude Wylenzek.

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1011:00 ago 2026