FOCUS: ripresa manifatturiero complica percorso di lotta a inflazione (T. Rowe Price)

MILANO (MF-NW)--I mercati scontano gli effetti immediati del rialzo del petrolio causato dalle tensioni sull'offerta, ma sottovalutano il rischio di un'inflazione più persistente alimentata dalla ripresa del ciclo manifatturiero globale e dall'aumento dei costi delle materie prime, commenta Adam Marden, Portfolio Manager, Fixed Income di T. Rowe Price.

POLITICA MONETARIA E FISCALE SI MUOVONO IN DIREZIONI OPPOSTE

L'aumento dell'inflazione a livello globale sta spingendo le principali banche centrali a interrompere prima del previsto il ciclo di tagli dei tassi e, in alcuni casi, a valutare un ritorno a politiche monetarie più restrittive. "La politica fiscale si sta muovendo nella direzione opposta, poiché i governi utilizzano i sussidi per il carburante e altre misure di sostegno per attenuare l'impatto sulla crescita derivante dalla guerra in Iran. La ripresa dell'attività manifatturiera globale sembra ora destinata ad accrescere queste pressioni, il che renderebbe l'inflazione più ampia e duratura di quanto i mercati si aspettino", spiega l'esperto. Paesi come Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia potrebbero inoltre subire gli effetti negativi sulla crescita derivanti da una potenziale e prolungata carenza di prodotti petroliferi raffinati, tra cui carburante per aerei e diesel. Uno scenario che rischia di accentuare le dinamiche stagflazionistiche e di complicare notevolmente il compito delle banche centrali.

INDICI PMI MOSTRANO RIPRESA

"A complicare ulteriormente questo scenario si aggiungono chiari segni di una ripresa sostenuta degli indici dei direttori degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero globale, dopo una tendenza al ribasso durata tre anni nel ciclo industriale", dichiara Marden. Inoltre, lo scorso anno il governo di Pechino ha annunciato la sua campagna "anti-involuzione" per frenare gli investimenti eccessivi e sostenere i margini di profitto in vari settori industriali. "Sebbene l'impatto effettivo di questa politica sia discutibile, i suoi effetti hanno raggiunto l'economia cinese all'incirca nello stesso momento in cui il ciclo manifatturiero globale ha toccato il fondo e ha iniziato a registrare una svolta positiva", prosegue l'esperto. La variazione su base annua dell'indice dei prezzi alla produzione in Cina è diventata positiva a marzo. "I colloqui con i team di management delle aziende industriali cinesi suggeriscono che quasi tutti hanno aumentato i prezzi per compensare i maggiori costi delle materie prime e per rispondere a una domanda più solida", osserva Marden.

INFLAZIONE POTREBBE RIVELARSI PIÙ STRUTTURALE E DURATURA

Gli investitori sembrano puntare su una rapida normalizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz e su un conseguente ridimensionamento delle pressioni sui prezzi. Tuttavia, avverte l'esperto, l'inflazione potrebbe rivelarsi più strutturale e duratura, continuando a pesare sull'economia anche dopo il superamento dell'emergenza energetica.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1913:13 giu 2026