FOCUS: rischi per la crescita Ue potrebbero essere sottovalutati (Mufg Bank)
MILANO (MF-NW)--I dati dei sondaggi indicano un rallentamento dell’attività economica nell'Eurozona, pur senza evidenziare segnali particolarmente allarmanti. Tuttavia, le probabilità di una lieve recessione tecnica potrebbero essere sottostimate dal consenso degli esperti, commenta Henry Cook, Senior Europe Economist di Mufg Bank.
EFFETTI INTERRUZIONE FORNITURE ENERGETICHE SI RIFLETTONO SU DATI MACRO
"I dati dei sondaggi continuano a indicare un rallentamento, a partire però da una situazione già debole: la nostra ipotesi iniziale era che il conflitto tra Stati Uniti e Iran sarebbe durato settimane e non mesi, ma siamo ormai alla dodicesima settimana e probabilmente dobbiamo iniziare a considerare il secondo scenario", spiega l'esperto. La questione dello Stretto di Hormuz resta ancora aperta, mentre gli effetti delle interruzioni nelle forniture energetiche iniziano a riflettersi con crescente evidenza nei dati economici. "Ci aspettavamo una lettura del Pmi questa settimana inferiore al consenso, ma il deterioramento è stato persino più netto di quanto temuto. L'indice composito è sceso ai minimi degli ultimi 31 mesi, mentre la componente dei servizi ha registrato il livello più basso dalla pandemia", dichiara Cook.
FIDUCIA CONSUMATORI IN LIEVE MIGLIORAMENTO
Il Pmi aggregato dell'area euro è stato penalizzato soprattutto dalla debolezza del dato francese (composito a 43,5). Questo andamento appare però poco coerente con l'indagine nazionale dell'Insee pubblicata venerdì scorso, che mostra una maggiore resilienza. In Germania, invece, il Pmi è migliorato marginalmente, dinamica confermata anche da un lieve miglioramento dell'indagine Ifo. "Va inoltre segnalato che la fiducia dei consumatori dell'area euro è salita leggermente a maggio. Pertanto, sebbene il solo PMI aggregato sia ora coerente con una lieve contrazione del PIL nel secondo trimestre, manteniamo il nostro scenario base di crescita piatta (0%). Guardando oltre, continuiamo a prevedere una crescita moderata, intorno allo 0,2% trimestre su trimestre, nella seconda metà dell'anno", continua l'esperto. "Questa previsione si basa sull'ipotesi che eventuali progressi sulla questione Hormuz possano sostenere la fiducia, anche se la stretta monetaria e gli effetti ritardati dello shock energetico e delle più ampie interruzioni delle catene di approvvigionamento continueranno probabilmente a rappresentare un freno persistente", osserva Cook.
MUFG BANK VEDE CRESCITA UE ALLO 0,6% A/A IN 2026
"Il nostro attuale profilo trimestrale ci porta a prevedere una crescita media annua dell'area euro pari allo 0,6% nel 2026, ossia 0,6 punti percentuali al di sotto dello scenario base pre-conflitto. Questo dato è sensibilmente inferiore rispetto alle ultime previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea (0,9%, con una revisione al ribasso di 0,3 punti percentuali), ma continuiamo comunque a ritenere che i rischi al ribasso possano essere ancora sottostimati anche nelle nostre valutazioni", dichiara l'esperto. Dopo una crescita debole nel primo trimestre, sarebbe sufficiente una recessione tecnica molto lieve perchè la crescita scenda verso lo 0,4%, scenario indicato come "severo" dalla Bce nel mese di marzo. "I prossimi mesi rappresenteranno un test importante per la resilienza dell'economia", commenta Cook.
ANDAMENTO PREZZI GAS PIÙ CONTENUTO RISPETTO AL 2022
L'andamento dei prezzi energetici all'ingrosso, soprattutto del gas, resta siginficativamente più contenuto rispetto al 2022 e, da allora, l'economia ha beneficiato di un mix di approvvigionamento energetico più equilibrato. "Un sostegno dovrebbe inoltre arrivare dallo stimolo fiscale tedesco, dalle ultime erogazioni del Ngeu e dalle attività legate all'intelligenza artificiale. Anche il mercato del lavoro rimane in condizioni relativamente solide, con il tasso di disoccupazione", prosegue l'esperto.
LIEVE RECESSIONE RESTA SOTTOVALUTATA
Tuttavia, per l'Europa si tratta di un pesante shock sui termini di scambio e l'economia registra un minore slancio rispetto al 2022. "Non vi è alcun sostegno derivante dalla domanda repressa, le famiglie dispongono di risparmi più esigui e i governi saranno riluttanti a introdurre ampi programmi di sostegno fiscale, dati i vincoli legati alla difesa e le preoccupazioni sull'inflazione. Inoltre, la crescente erosione competitiva da parte della Cina nei settori a più alto valore aggiunto rappresenta un fattore strutturale negativo nel lungo periodo", osserva Cook. Nel complesso, "riteniamo ancora prematuro affermare che l'economia stia entrando in una fase di aggiustamento non lineare", dichiara l'esperto. "Come discusso in precedenza, i dati dei sondaggi, pur mostrando un indebolimento, non stanno ancora lanciando segnali di forte allarme. Tuttavia, riteniamo che almeno una lieve recessione tecnica appaia sottovalutata rispetto alle aspettative di consenso, se confrontata con le nostre previsioni", conclude Cook.
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2516:39 mag 2026