FOCUS: scontro Usa-Ue su Groenlandia solleva questioni profonde su futuro Nato (Unicredit)

MILANO (MF-NW)--In passato, l’alleanza Nato ha dimostrato notevole resilienza e capacità di adattamento. Tuttavia, senza dubbio l’attuale conflitto, in cui il principale membro dell’alleanza chiede a un alleato di cedere territorio, è senza precedenti e probabilmente rappresenta la sua prova più seria, avvertono gli strategist di Unicredit.

Per gli esperti esistono diversi modi in cui il conflitto sulla Groenlandia potrebbe risolversi, inclusi un referendum in Groenlandia, un accordo di acquisto, un intervento militare o qualche tipo di compromesso tra Danimarca e Groenlandia da una parte e gli Stati Uniti dall’altra. "Non è chiaro quanto rapidamente il conflitto verrà risolto e gli investitori probabilmente continueranno a dover affrontare un periodo di incertezza".

Per gli strategist di Unicredit molto dipenderà dal fatto che il conflitto territoriale possa innescare anche una guerra commerciale tra Ue e Stati Uniti. L’amministrazione americana ha minacciato di imporre dazi aggiuntivi del 10% dal 1° febbraio ai Paesi che inviano truppe in Groenlandia (Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi), con aumento al 25% dal 1° giugno, fino a quando non sarà raggiunto un accordo sull’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti.

In risposta, il presidente francese Emmanuel Macron ha minacciato che l’Ue potrebbe attivare per la prima volta nella sua storia il meccanismo “anti-coercizione”. Si tratta di uno strumento che può prevedere dazi o restrizioni commerciali, licenze per esportazioni/importazioni, limiti agli investimenti diretti esteri o la chiusura dell’accesso delle società statunitensi agli appalti pubblici europei, da applicare nel caso in cui gli Stati Uniti impongano i dazi menzionati.

"Anche in assenza di un’escalation nelle tensioni commerciali, la crisi solleva questioni profonde sul futuro della Nato in generale e sull’affidabilità degli Stati Uniti come alleato strategico. Il rischio è che Washington possa persino minacciare di ritirarsi dall’alleanza stessa", avvertono da Unicredit.

Dal punto di vista dei mercati, in questo contesto è probabile osservare una volatilità elevata legata agli eventi e un appetito per il rischio ridotto, sia nelle azioni sia nel credito. I settori ciclici, in particolare quelli esposti al commercio Ue-Usa (come auto e componenti, tecnologia e beni industriali), potrebbero essere particolarmente colpiti. Inoltre, la tensione è destinata a favorire i flussi verso beni rifugio, con oro e argento che probabilmente continueranno a beneficiarne. Per quanto riguarda il dollaro, l’effetto della crisi in corso potrebbe essere contrastante: l’assertività americana potrebbe sostenerne il valore, ma il ruolo destabilizzante degli Stati Uniti potrebbe spingerlo nella direzione opposta, concludono gli strategist.

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2010:13 gen 2026