FOCUS: Scope Rating vede crescita Pil dell'1% in 2026

MILANO (MF-NW)--Scope Rating, in un report elaborato da Matthias Hellstern, Managing Director, Corporate Ratings, prevede una crescita del Pil reale della Germania dell'1% nel 2026 e dell'1,2% sia nel 2027 sia nel 2028, sostenuta dallo stimolo del fondo infrastrutture da 500 miliardi di euro. Anche la spesa per la difesa contribuirà alla dinamica della domanda, passando dall'1,5% del Pil nel 2025 al 2,2% nel 2027.

Il quadro resta tuttavia fragile: gli investimenti in macchinari e l'export netto non contribuiranno alla crescita, mentre produzione e utilizzo della capacità rimangono circa il 12% al di sotto delle medie pre-2019.

Il settore industriale tedesco continua a risentire di alcuni svantaggi strutturali. Il costo del lavoro in Germania è quasi il 30% superiore alla media Ue, mentre i prezzi dell'elettricità per le imprese sono circa il 20% più elevati rispetto alla media europea, con un impatto particolarmente significativo sui comparti della chimica e dell'acciaio.

A queste difficoltà si aggiunge la crescente pressione della concorrenza cinese. In un contesto di debole domanda cinese, "le esportazioni tedesche sono scese da circa 107 miliardi di euro nel 2022 a circa 90 miliardi nel 2024", afferma Hellstern. Parallelamente, "la quota delle auto importate dalla Cina sul mercato europeo è raddoppiata, dal 3,5% nel 2024 al 7% nel 2025".

Il settore automobilistico rappresenta uno dei principali punti di pressione. "Tra il 2023 e il 2026 i volumi del primo semestre in Cina sono calati di circa un terzo per Volkswagen e Bmw e del 44% per Mercedes-Benz, in un mercato che nel frattempo ha continuato a crescere", dichiara l'esperto.

Anche la produzione interna evidenzia le difficoltà del comparto: nel 2025 è stata pari a 4,15 milioni di veicoli, oltre il 10% in meno rispetto ai 4,66 milioni del 2019. In questo contesto, secondo il report di Scope, "recuperare quote a margini simili a quelli passati richiederà anni."

Le difficoltà dell'industria tedesca si stanno già traducendo in importanti processi di ristrutturazione. Secondo i dati Ey, dal 2019 il comparto ha perso circa 342.000 posti di lavoro. In assenza di una crescita più robusta, altri 100.000–200.000 posti potrebbero essere a rischio entro la fine del 2027.

"La stima di Scope si basa sui circa 160.000 tagli annunciati negli ultimi mesi da grandi aziende, per lo più distribuiti su più anni. Nel tempo, però, queste riduzioni dovrebbero sostenere i margini", afferma Hellstern.

Nonostante le difficoltà, conclude l'autore del report, la Germania conserva alcune eccellenze industriali difficilmente sostituibili. È il caso, ad esempio, della filiera della litografia Euv, che coinvolge Trumpf, Zeiss e Asml e riveste un ruolo cruciale nella produzione di semiconduttori a supporto dello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

dfg

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0110:30 ott 2026