FOCUS: sentenza Usa ha implicazioni limitate su economia Eurozona (Mufg Bank)
MILANO (MF-NW)--I nuovi dazi introdotti dall’amministrazione Trump ai sensi della Sezione 122 del Trade Act of 1974 determinano un’aliquota media globale inferiore rispetto a quella dalle precedenti misure adottate ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). In questo contesto, l’economia europea appare relativamente ben posizionata per assorbire eventuali episodi di volatilità, mentre la Bce potrebbe valutare un ulteriore taglio dei tassi di interesse, commenta Henry Cook, Senior Europe Economist di Mufg Bank.
NUOVE TARIFFE FISSATE AL 10%, POSSIBILE RIALZO AL 15%
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dal presidente Trump ai sensi dell'Ieepa. In risposta, la Casa Bianca ha fatto ricorso alla Sezione 122 del Trade Act of 1974, che consente l’introduzione di una tariffa di base globale fino al 15% per far fronte a "problemi fondamentali dei pagamenti internazionali", per un periodo massimo di 150 giorni. Le nuove tariffe sono state fissate al 10% e, in assenza di approvazione da parte del Congresso, scadranno il 24 luglio 2026. "Nel frattempo, i dazi settoriali già esistenti ai sensi della Sezione 232 ad esempio su acciaio, alluminio, rame, auto e componenti, legname, semiconduttori resteranno in vigore, ma non si cumuleranno con la tariffa di base del 10%. Restano inoltre esentati i beni conformi all'Usmca, così come le esclusioni previste dal precedente quadro Ieepa ad esempio energia, prodotti farmaceutici, prodotti aerospaziali, veicoli passeggeri", spiega l'esperto. Nel complesso, il livello medio complessivo dei dazi resta al di sotto di quello basato sull'Ieepa, secondo quanto riportato dallo Yale Budget Lab, anche qualora la base di riferimento fosse innalzata al 15%. "Diverse economie, come Brasile e Cina, registrano una riduzione del tasso medio effettivo dei dazi. In Europa la differenza è più contenuta: il tasso medio sulle importazioni dall'UE scende leggermente rispetto al livello precedente, ma aumenterebbe di poco al di sopra di esso qualora la tariffa di base fosse portata al 15%", dettaglia Cook.
ECONOMIA AREA EURO È BEN POSIZIONATA PER AFFRONTARE INCERTEZZA
"Tutto ciò rafforza la nostra convinzione che abbiamo superato il picco dei dazi. La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha lasciato Trump con margini di manovra più limitati. In ogni caso, sospettiamo che vi sia una certa riluttanza ad aumentare i livelli medi dei dazi oltre quelli attuali", prosegue l'esperto. "Riteniamo che l'obiettivo sarà quello di mantenere sostanzialmente il precedente equilibrio basato sull'Ieepa, con gli obiettivi di politica economica statunitense che, in ultima analisi, restano invariati", dichiara Cook. Nonostante permangano alcuni rischi, l'economia europea risulta ben posizionata per gestire la volatilità tariffaria. "Il mese scorso abbiamo scritto che l'area euro aveva iniziato l'anno su basi discrete, nonostante l'ampia gamma di evidenti rischi geopolitici. Da allora, il miglioramento generalizzato dei principali indicatori di fiducia in Europa è proseguito. L'indagine ifo tedesca pubblicata questa settimana ha rafforzato la percezione di un miglioramento ciclico nel manifatturiero, sostenuto da maggiori spese per la difesa e da un più ampio supporto fiscale", continua l'esperto. La scomposizione del Pil tedesco del quarto trimestre mostra segnali di sostegno derivanti dalla spesa pubblica, oltre ad un contesto di consumi più fiducioso. Alla luce di questa resilienza, "dubitiamo che il cambiamento della base giuridica dei dazi statunitensi peserà in modo significativo sul sentiment da questa parte dell'Atlantico. Vi erano già interrogativi sulla stabilità del precedente equilibrio, quindi lo sviluppo non sorprende, mentre cambia poco in termini di aliquote medie effettive", commenta Cook.
COMMISSIONE EUROPEA CHIEDE CHIAREZZA SU ACCORDI
"Esiste un certo rischio che la situazione possa complicarsi qualora venissero riaperti accordi precedentemente concordati, ma lo riteniamo relativamente contenuto", spiega l'esperto. La Commissione europea ha chiesto "chiarezza" e ha dichiarato di voler un ambiente commerciale transatlantico stabile e prevedibile. "Dal punto di vista dell'UE, questo era sostanzialmente l'accordo raggiunto la scorsa estate: accettare dazi sbilanciati per privilegiare la certezza e ridurre i rischi al ribasso. Il Parlamento europeo ha per ora sospeso la ratifica dell'intesa. Le preoccupazioni sono fondate. Nei casi in cui non vi siano esenzioni, la nuova tariffa di base statunitense del 10% si sommerà alle aliquote Mfn già esistenti", continua Cook. Questo porterà i dazi Usa su alcuni beni al di sopra del tetto del 15% previsto dall'accordo. "Non mancheranno inoltre lamentele per il fatto che il vantaggio competitivo dell'Ue si sia ridotto, dato che le esenzioni statunitensi su determinati prodotti, come le parti di aeromobili, sono ora applicate a tutti i partner commerciali degli Stati Uniti", commenta l'esperto.
BCE POTREBBE TAGLIARE ULTERIORMENTE TASSI DI INTERESSE
In questo contesto, il quadro macroeconomico domestico appare più resiliente, ma le ragioni che avevano portato ad accettare un accordo sbilanciato restano valide. "Riteniamo probabile una certa riluttanza a mettere a repentaglio quella che appare sempre più come una ripresa ciclica dell'industria europea e che i funzionari continueranno a spingere per la ratifica", spiega Cook. Per quanto riguarda la politica monetaria, "non vediamo una sfida significativa alla narrativa del buon punto di partenza della Bce, a condizione che si eviti un'escalation e che l'impatto sul sentiment resti limitato, come ci aspettiamo. Anzi, il rischio che la deviazione dei flussi commerciali spinga l'inflazione ulteriormente sotto il target si è ridotto ora che diverse economie, inclusa la Cina, hanno registrato una diminuzione delle aliquote medie dei dazi statunitensi", dichiara l'esperto. "Pur aspettandoci pienamente una certa volatilità nella politica commerciale statunitense durante la transizione dai dazi basati sull'Ieepa, in definitiva policymaker e operatori di mercato sono ormai abituati a questo contesto e si sentiranno più a proprio agio nel guardare oltre il rumore di fondo", conclude Cook.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2611:58 feb 2026