FOCUS: sentenza Usa su dazi genererà maggiore stabilità nel lungo termine (Pimco)
MILANO (MF-NW)--La Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ai sensi dell'Ieepa. Tuttavia, l'amministrazione Trump potrebbe ripristinare un dazio intorno al 13% attraverso altri strumenti giuridici, mentre le implicazioni economiche dirette sulle aziende saranno limitate. "L'aumento a breve termine dell'incertezza sulla politica commerciale potrebbe poi lasciare spazio a una maggiore stabilità, man mano che il quadro tariffario diventa più chiaro", commentano Tiffany Wilding e Libby Cantrill, economiste di Pimco.
CASA BIANCA INTRODUCE DAZI AL 10% CON SEZIONE 122
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi introdotti dal presidente Donald Trump ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, misure che rappresentavano oltre il 60% dell’aliquota tariffaria media stimata al 13% nel 2025. Restano invece in vigore le tariffe adottate ai sensi della Sezione 232, che prevedono un dazio del 25% sull’acciaio, del 10% sull’alluminio, del 25% su automobili e componenti auto, del 25% su rame e legname e del 50% su alcuni semiconduttori, così come continuano ad applicarsi i dazi sulla Cina introdotti in base alla Sezione 301. Inoltre, dopo la pronuncia della Corte, la Casa Bianca ha fatto ricorso alla Sezione 122 del Trade Act of 1974, che consente l'introduzione di una tariffa di base globale fino al 15% per far fronte a "problemi fondamentali dei pagamenti internazionali", per un periodo massimo di 150 giorni.
RIMBORSI POTREBBERO FORNIRE SOLLIEVO AL SETTORE CORPORATE
Gli effetti economici diretti della sentenza della Corte Suprema e della risposta dell'amministrazione Trump saranno probabilmente minimi. "Con i nuovi dazi e le esenzioni, stimiamo che l'aliquota tariffaria effettiva media sia leggermente inferiore a quella precedente alla decisione dell'Ieepa: 11% contro 13%. La nostra visione di lungo periodo, tuttavia, è che le aliquote tariffarie si attesteranno intorno al 13% una volta introdotti altri dazi permanenti", commentano le esperte. In questo contesto, potrebbero emergere vincitori e vinti a livello di singole aziende e singoli Paesi. "I rimborsi potrebbero fornire un marginale sollievo temporaneo al settore corporate, mentre diversi Paesi godranno di un sollievo temporaneo durante i mesi in cui saranno imposti i dazi ai sensi della Sezione 122", proseguono Wilding e Cantrill. Ad esempio, prima della pronuncia della Corte di venerdì, Cina, Brasile, Giappone, area euro, Corea, Vietnam e altri Paesi erano soggetti a dazi "reciproci" negoziati compresi tra il 20% e il 40% sul commercio non coperto dai dazi su specifici prodotti previsti dalla Sezione 232. Queste tariffe scenderanno al 15% fino all'introduzione di dazi permanenti più ampi ai sensi della Sezione 301.
AZIENDE NON ADEGUERANNO PREZZI IN VISTA DEI DAZI PERMANENTI
"Dubitiamo che le imprese trasferiranno ai consumatori il sollievo temporaneo attraverso adeguamenti al ribasso dei prezzi. Diversi studi suggeriscono che le reazioni dei prezzi alle variazioni dell'IVA e dei dazi tendono ad essere asimmetriche, poiché storicamente i prezzi si sono mostrati più rigidi in risposta agli shock negativi dell'IVA/dei dazi", continuano le esperte. Inoltre, le società saranno riluttanti ad adeguare i prezzi fino a quando l'amministrazione Trump non passerà al nuovo regime tariffario permanente.
NEL LUNGO TERMINE LA SENTENZA PORTERÀ MAGGIORE STABILITÀ
"Prevediamo che l'amministrazione agirà rapidamente per ripristinare l'aliquota tariffaria del 13% circa che esisteva prima della sentenza della Corte Suprema e che le implicazioni economiche dirette delle varie azioni saranno limitate", dichiarano Wilding e Cantrill. Inoltre, l'aumento a breve termine dell'incertezza commerciale potrebbe lasciare spazio ad una maggiore stabilità quando il quadro dei dazi diventerà più chiaro. "Eliminando uno strumento chiave che l'amministrazione Trump aveva utilizzato per imporre e minacciare rapidamente l'applicazione di dazi, la decisione della Corte costringe l'amministrazione a implementare i dazi attraverso mezzi più macchinosi e limitati, ma giuridicamente più solidi", spiegano le esperte. Nel tempo, "ciò dovrebbe ridurre la volatilità della politica commerciale e aumentare la fiducia delle imprese e delle famiglie nel prendere decisioni finanziarie future. In altre parole, la politica commerciale via tweet sta volgendo al termine", concludono Wilding e Cantrill.
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2616:23 feb 2026