FOCUS: slancio mercati emergenti proseguirà in 2026 (Ofi Invest Am)

MILANO (MF-NW)--Il contesto geopolitico internazionale sta attraversando una fase di marcata turbolenza, alimentando preoccupazioni e incertezza tra gli investitori. Nonostante ciò, i mercati emergenti continuano a essere sostenuti da solidi fattori macroeconomici, tra cui politiche monetarie più accomodanti nelle principali economie sviluppate, crescita degli utili aziendali, dollaro più debole e possibile approvazione di nuovi pacchetti di stimolo da parte della Cina, commenta Jean-Marie Mercadal, ceo di Syncicap, partecipata di Ofi Invest Am.

UTILI IMPRESE EM PRESENTANO AMPI MARGINI DI CRESCITA

"L'ordine mondiale che si era creato nel secondo dopoguerra si sta sgretolando di fronte ai nostri occhi, creando non poche preoccupazioni", dichiara l'esperto. Organizzazioni internazionali come l'Onu o la Nato oggi sono messe in discussione, mentre lo scenario internazionale appare sempre più polarizzato e conflittuale. Tuttavia, "nella storia le forze economiche hanno sempre prevalso a seguito di turbolenze geopolitiche, anche se queste possono creare picchi di volatilità di breve termine", prosegue Mercadal. In particolare, il contesto attuale appare particolarmente favorevole per i mercati emergenti. Le proiezioni di crescita globale appaiono robuste, mentre la produttività dovrebbe beneficiare degli enormi progressi nel campo dell'AI, della robotica e delle biotecnologie. Inoltre, gli utili aziendali sono in rialzo, le politiche monetarie delle principali banche centrali sono diventate più accomodanti e il dollaro continua ad indebolirsi. "Tutti questi fattori sembrano suggerire che nel 2026 potremmo assistere a una ripetizione di quanto già osservato nel 2025, anno in cui i mercati emergenti hanno sovraperformato rispetto ai loro omologhi sviluppati per la prima volta dai tempi della Grande Crisi Finanziaria", spiega l'esperto. Infatti, "negli anni 2000, la crescita robusta degli Em si poteva osservare soprattutto nell'andamento dei loro mercati azionari, ma a partire dal 2010 il boom del tech statunitense ha ribaltato la situazione, portando a un dollaro più forte e a una contrazione del prezzo delle commodity", continua Mercadal. "Oggi, però, la situazione è esattamente l'opposto di quella che ha permesso a Washington di risplendere ed è questo che sta dando slancio ai mercati emergenti, i quali, però, appaiono ancora sottostimati e gli utili delle loro imprese hanno ancora ampi margini di crescita", dichiara l'esperto.

CINA MIRA A CRESCITA TRAINATA DA CONSUMI E AI

L'andamento della Cina, che per il 2026 ha fissato un obiettivo di crescita tra il 4,5% e il 5%, contribuisce in buona parte alla performance dei mercati emergenti. Tuttavia, "gli ultimi trimestri hanno mostrato segnali di rallentamento e ciò significa che una ripartenza potrebbe richiedere l'introduzione di misure politiche a supporto dell'economia", spiega Mercadal. In questo contesto, l'attenzione si concentrerà sul meeting annuale del governo di Pechino sulle questioni economiche, previsto tra marzo e aprile. "Oggi in Cina sussistono due realtà contrastanti. La prima è quella composta dal settore industriale orientato all'export, dalla tecnologia e da settori all'avanguardia come i semiconduttori, la robotica e l'industria verde, che stanno registrando buoni risultati", dettaglia l'esperto. La seconda, invece, "comprende il settore immobiliare cinese, che sta facendo fatica a riprendersi e grava pesantemente sulla fiducia delle famiglie in un momento in cui il governo vuole che l'economia del Paese faccia maggiore affidamento sulle proprie forze", prosegue Mercadal. Infatti, "il nuovo modello di crescita a cui la Cina mira sarà fortemente improntato sui consumi interni, sulla tecnologia e sull'implementazione dell'intelligenza artificiale in tutti i settori, insieme a un miglioramento nel campo dei servizi", spiega l'esperto.

POTENZIALE DI RIALZO SU SEGMENTO OBBLIGAZIONARIO

Nel breve termine, le azioni cinesi potrebbero entrare in una fase di plateu, poiché il governo non vuole che il mercato registri troppa volatilità. Nonostante ciò, "il periodo intorno ad aprile potrebbe fornire una spinta, con l'annuncio di possibili misure di sostegno e il vertice tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping, con entrambe le parti sembrano intenzionate a raggiungere un accordo soddisfacente per i due paesi", commenta Mercadal. "Si tenga presente che le azioni cinesi sono ancora quotate su prezzi moderati, con un rapporto P/E di circa 13,5 e una crescita degli utili prevista tra il 10% e il 15%", prosegue l'esperto. Questo slancio si sta diffondendo ad altri paesi asiatici, in particolare a quelli con imprese ben integrate nella catena del valore globale dell'AI, come Corea del Sud, Taiwan e Malesia. "L'indice Msci Em Asia ex China ha guadagnato il 7% (in euro) a gennaio e l'attuale andamento dei titoli azionari legati all'IA sembra insostenibile nel breve termine, ma in questo universo di investimento ci sono paesi importanti come l'India che potrebbero prendere il sopravvento nel medio termine", dichiara l'esperto. Sui mercati obbligazionari, "il 2026 potrebbe essere più volatile, ma intravediamo ancora un certo potenziale di rialzo, in particolare in alcuni paesi latinoamericani che attualmente offrono rendimenti assoluti e reali particolarmente elevati" conclude Mercadal.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0219:46 mar 2026